del 10-02-2007
“Il più delle volte sono contento a metà. Il più
delle volte so esattamente dove sono stato,
non mi prendo in giro, non corro a nascondermi, a nascondermi dai
miei sentimenti, che sono sepolti dentro, non faccio compromessi e non
fingo e non m’importa neanche se la vedrò mai di nuovo. Il più
delle volte”
Terza Parte de “La strada delle otto automobili” / “La sofferenza è l’antipasto del piacere!”
Scritto attraverso Monologhi interiori (e non)
Personaggio estremo: Il giovane vecchio incazzato e stanco
“Preferisco di gran lunga una cameriera che scopa con foga e mi ficca
le unghie nella schiena, piuttosto che una Dottoressa in Lettere che mi
tiene due ore a parlare di “fallocrazia, materialismo dialettico e altre
stronzate”; se poi il fine rimane la posizione orizzontale… E non è
tutto qui, i problemi non si limitano all’approccio ma ne influenzano il
rapporto: avere il tipo d’orgasmo giusto, riuscire a provare piacere fisico.
Queste cose o ci sono o non puoi costruirle, se sei più animale
godi della tua natura, è inutile fare terapie o parlarne, mica tutti
sanno scopare, non tutte possono prendersi un bel cazzo, ci saranno quelle
che si beccheranno gli sfigati con le magliette d’Emergency che scopano
con le mani sollevate per non arrecare danno né per esercitare un
possesso sessista e violento.
C’è gente che scopa e gode, senza esercitare forza né
violenza. Può servire aver fatto sport o lavori manuali, fosse anche
il cameriere, avere la pancia o essere sovrappeso non è un problema,
eccetto che tu non sia pure comunista. Solo gli ambulanti e i camionisti
sì salvano. Quelle parrucchiere che votano Forza Italia, leggono
“Chi” e “Gente” e sognano un giorno di finire nei rotocalchi, sta tutto
lì il trucco: sfondare, avere potere, fama, denaro. Io non voglio
sfondare, io voglio essere. Non voglio chiudermi in casa e pensare che
fuori e dentro di me le cose vanno bene, che tanto non posso far nulla
per cambiare, mentre invece la mia mancata azione ha causato danni irreparabili
alla società.
Da quello che leggo sui giornali mi sembra che questo, in altre circostanze
e con altri personaggi, sarebbe il momento propizio per tentare il colpaccio.
La Chiesa, i Carabinieri e la Televisione dovrebbero escludere la parte
malata del Paese dalla politica per assicurare governabilità e decenza
internazionale. In questo momento, soprattutto il Papa, dovrebbe farsi
carico delle responsabilità storiche e culturali che rappresenta
per il Popolo Italiano, promovendo l'unificazione delle forze anticomuniste
per dare al Paese un governo che duri. La fragilità istituzionale
e un Presidente della Repubblica che non rappresenta nessuno, potrebbe
essere la via d'eccesso verso un patto nazionale di stampo moderato-cattolico.
L’unica vera forza che rappresenta appieno il paese.
Preferisco di gran lunga un parrucchiere ignorante che m’intrattiene
divertendomi per mezz’ora nel parlare della moglie di Totti, piuttosto
che uno spaventapasseri che blatera sulle masse, sulla globalizzazione:
senza cognizione di causa e senza azzeccarne una neanche per sbaglio. Privi
d’ironia e distacco, pesanti anche quando sono in vacanza, sotto l’ombrellone,
nascosti sui colli, protetti dalle leggi che poi fingono di detestare,
nelle Torri d’Avorio che proprio Loro hanno edificato.
Sono questi i miei nemici, queste persone frenano la nostra ascesa:
una generazione che urla vendetta, io non voglio più discutere con
una persona che ha quindici anni più di me, non abbiamo niente da
dirci e nulla in comune, non voglio proprio respirare la stessa aria di
tutti ’sti “pseudo illuminati al neon luminari e illuministi dell’oscurantismo
culturale morale e politico”
“Le ombre stanno calando e sono stato qui tutto il giorno, fa troppo caldo per dormire e il tempo corre via. Mi sento come se la mia anima fosse diventata d'acciaio ho ancora delle cicatrici che il sole non ha guarito non c'e' neanche abbastanza spazio per essere da qualche parte non e' ancora buio, ma lo sarà presto”
Personaggi ipotermici: il non giovane Romualdo e Anna “la Pecora”
Romualdo vive un quotidiano fatto di fisime e di noncurante distacco
dalla realtà.
“Dite qualcosa di caldo! Il calore è sintomo di sporcizia mentre
il freddo è pulizia. La morte è pulita, la vita è
sudicia: ma finchè puzzi sei in vita. Le cose viste dall’interno
sembrano incontaminate, ma quando fuoriescono diventano sporche. Pensate
solo al fenomeno della nascita, quando il feto è dentro è
pulito perfettamente integro ma nella sua fuoriuscita appare sporco. Così
per tutte le cose vitali, si pensi al fuoco o ai corsi d’acqua come fiumi
e ruscelli, cosa c’è di più puro. Oppure quando si è
in montagna, mentre sei nella natura e fai parte di Lei, tutto appare integro,
immacolato. Tornando a casa ti accorgi d’essere sporco dalla testa ai piedi,
ma quale sarà poi la verità, forse che l’Ecosistema influenza
il proprio stato d’animo e l’apparire che sul momento si è realmente
puliti e solo in un secondo momento ci si sporca. Mettiamo a confronto
la carnagione olivastra con quella rosea, l’olivastra apparirà piuttosto
scura e sporca, contaminata, ma se poi rapportiamo l’olivastra con quella
nera noteremo che la soluzione cromatica avrà una sterzata e adesso
l’olivastra apparirà slavata e bianchiccia.”
La chiamano Anna la pecora, perché le piace essere presa da dietro,
ma non fa del male a nessuno, tranne che ad una persona, forse, Luigi.
Ne è innamorato da anni e non se l’è mai scopata. Quello
è il trucco, più aumenta il mistero più il fascino
rimane. E’ solo una persona a cui piace farlo s(p)esso e volentieri. Il
padre era una persona seria, ma è morto, anni fa, quando lei era
solo una ragazzina. Maledette malelingue, sono quelle persone che nella
vita non fanno niente, parlano e sparlano di questo e quello, senza mai
fare autocritica, senza mai osservare il loro avariato codice morale, quanto
è bello parlare, quanto è brutto agire!
Appartenere o possedere? Quale la chiave di lettura del maschio contemporaneo.
Pensare alla nuova visione del sesso crea qualche problema nella camera
da letto? Non era meglio usare la clava e prenderla per i capelli, del
resto a che serve portarli lunghi? Il periodo refrattario del maschio è
indice d’intelligenza e di contemplato misticismo o di una potenza fisica
sbandierata, quanto labile?
“Sono stato a Catanzaro e sono stato nella vivace Reggio, ho seguito il fiume e sono arrivato al mare; sono stato nel fondo di un mondo pieno di menzogne, e non ho cercato niente negli occhi di nessuno. A volte il mio fardello sembra più pesante di quanto possa sopportare. Non è ancora buio, ma lo sarà presto”
Personaggi filosofastri: Meaning of life
Il segreto della vita è racchiuso dentro un Pocket Coffee: Erminio
è orgoglioso di essere così, di vivere nel Sud, che con tutti
i limiti rappresenta davvero e ancora l’ultima speranza d’umanità!
Sta lottando con furiosa ambizione contro una realtà troppo
stretta, vorrebbe donare qualcosa di più a se stesso e agli altri.
La creatività è una fontana aperta da cui fuoriesce il proprio
essere, ma non sempre si ha sete e non sempre si ha voglia di bere acqua.
Damiano, invece è solo un anticonformista in un’epoca dove anche
chi è diverso è conforme. Un insulto alla normale moralità
vigente, che nemmeno si ricorda perchè lo hanno tolto dalla culla?
I suoi impulsi sono espressioni del bisogno dell’uomo di andare oltre
la sua natura animale, elevando se stesso al di sopra della passività
e della casualità della sua esistenza, diventando creatore nel regno
della libertà.
La maggior parte degli uomini non si rende coscientemente conto di
nulla e non risponde a niente.
Solo attraverso la sofferenza e la gioia, che possono anche scambiarsi
di posto, si può raggiungere la comprensione. Mentre l’intuito,
sentimento primitivo e primario dell’uomo è il primo stadio da superare,
se si vuol raggiungere la Disciplina che rende possibile la Sopportazione
di se stessi e degli altri. L’uomo come Animale Sociale e socievole. Il
pene come barometro intimo dell’universo femminile, possiamo avvicinarci
come vogliamo alle donne, far finta di capirle, d’essere noi stessi, donne,
ma il solo modo che abbiamo per sondare e per avvicinarci a loro è
attraverso l’atto sessuale. Il pene come barometro interno delle donne.
“Il mio senso di umanità è andato giù nello scarico dietro ogni cosa bella, c'e' stato un qualche tipo di dolore, lei mi ha scritto una lettera e l’ ha scritta con tale dolcezza: ha messo sulla carta quello che aveva in mente, non vedo proprio perché avrei dovuto preoccuparmene. Non e' ancora buio, ma lo sarà presto”
Così il rivoluzionario, se vittorioso diventa Uomo di Stato, se fallisce è giudicato come un criminale. La maggior parte degli uomini vive nel passato o nel futuro, ma si è consapevoli in maniera autentica e si risponde solo nel presente, in quest’istante. Amilcare parafrasando Brecht dice: - Beati gli eroi che non hanno bisogno dei popoli. Libertà e uguaglianza: due concetti che non stanno assieme nemmeno con la colla socialista! Credere nel comunismo oggi equivale a credere nelle Fate negli Elfi o nei Puffi? Simboli e strumenti di morte e distruzione, elevati come vessillo di libertà, ideale di miglioramento, ma l’unico progresso è prender coscienza dei fatti d’Ungheria e riporre sulle mensole “le nostre armi crudeli”… Socialismo o barbarie? Banchieri o bottegai? Biancheria o lingerie? Oggi, uguaglianza significa copia conforme, non essere diversi dal gregge. La vera uguaglianza tra i sessi e tra le razze consiste nel fatto che ognuno ha la stessa dignità nonostante le differenze, che ciascuno ha il diritto di sviluppare queste differenze e che nessuno ha il diritto d’usarle per sfruttare gli altri. Invece l’arte nasce dal conflitto, ma scaturisce da una prova di forza, una presa di coscienza, una decisione violenta e totalitaria. Reprimere gli altri e violentare la loro psiche con immagini emozionanti: questa è l’arte. L’arte non è per niente democratica e “democretina”, né egalitaria: non c’è uguaglianza nell’arte; è un rapporto suddito- sovrano. L’incertezza, il dubbio e la conseguenza di lasciare in sospeso le decisioni, per la maggior parte delle persone è una tortura, per Erminio sarà una sfida stimolante, un momento esaltante, non deprimente. Lui un momento si comporta da becero e subito dopo ti cita Shakespeare azzeccando il contesto. Capace di fondere insieme e in maniera non incompatibile altruismo ed egoismo, cuore e cervello, dovere e piacere. Molto di sé era disponibile per gli scopi creativi e per tutte le esperienze al vertice, le più belle e più estatiche della sua vita, quella armoniosa, interiore, amorevole, mistica e orgasmica.
“Ho camminato sulla cattiva strada per sessanta chilometri. Se la Bibbia dice il vero il mondo sta per esplodere. Sto cercando di fuggire il più lontano possibile da me stesso. Certe cose sono troppo bollenti perchè le si possa toccare. L'animo umano non può reggere tanto. Non si può vincere con una mano perdente. Sento che mi innamorerò della prima donna che incontro, la metterò in una carriola e me la porterò per la strada. La gente è pazza ed i tempi sono strani. Sono legato stretto, fuori portata. Ero solito preoccuparmi di tutto questo, ma le cose sono cambiate”
Sputa via un po’ di veleno e di catarro, contro questo starnazzare, Il Grande Vecchio, incazzato e stanco, con la grinta di una vita e il mestiere di un cuore che ancora non è pronto a cedere il passo alla rassegnazione. Si disperde dentro lo sguardo del giovane cresciuto ad omogeneizzati e meta anfetamine. Forse in un mondo di mediocri sarà bene celare un minimo d’eccellenza. L'aggressività del giovane guerriero che grida forte perchè deve accumulare l'energia necessaria a vincere la gara sociale. Se è vero che non c'è niente di vero, non per questo la vita è un gioco. Bisogna viverla in fretta, perchè la morte verrà in fretta! Lo ribadisco se ce n’è bisogno, gli anni sessanta sono finiti, più o meno da una trentina d’anni. Il futuro è un bambino sulle spalle di un gigante. Sono le distanze che fanno la differenza. E poi, su tutto e dietro tutti, Damiano “piccolo gentle western de noi altri”.
I cavalieri volano come aquile che piombano per divorare, avanzano solo
per la rapina, ma la redenzione è un’isola per capitani coraggiosi.
Bisognerebbe superarsi, essere migliori ogni giorno, andare oltre le proprie
percezioni, senza paure, superando il limbo dell'orrore umano. Migliorarsi
costantemente: non essere mai sazi del proprio sapere, del proprio traguardo.
Non avere traguardi. Semplice e costante insoddisfazione capace di
farci vivere appieno la nostra vita e le nostre capacità: chi si
sente consapevole di poter far bene dovrà far bene. Altro che rilassarsi,
ci vuole il pugno di ferro! Vorrei che questa generazione provasse a reagire,
oltre il tutto, per far capire che possono anche ignorarci, ma noi ci siamo,
noi stiamo soffrendo, siamo noi gli indigenti! Oggi nessuno pretende coerenza,
solo che, se ci si sveglia con un’idea, sarebbe corretto almeno addormentarcisi.
Libertà: una bella parola che fa correre i brividi lungo la schiena
e ti scaraventa a terra senza nessuna ricompensa. Nel mio semplice foglio
bianco c' è scritto qualcosa. Erminio ha combattuto la sua battaglia
spirituale, come non aveva mai combattuto nessuno in questo Paese. Da adesso
in poi non ci saranno più lupi pronti a sbranarlo o amici con spasmi
addominali o amori nati per noia, da adesso in poi il sole brillerà
sui suoi pensieri. Venti di guerra sempre più vicini e noi, poeti
ridicoli che non amiamo l’enfasi guerrafondaia, di cosa dovremmo parlare:
d’intossicazioni alimentari e vita sedentaria? Una realtà poco interessante
circonda l’esistenza d’Erminio, attorno al dolore, alle labili menzogne
che incappucciano la vita di provincia, un artiglio buca questa staticità.
Forse era ancora innamorato, forse lo è nuovamente, riesce ad ascoltare
canzoni che aveva chiuso nel cassetto ormai da tanto tempo, con le sue
sensazioni più abissali. “Quando non siamo più bambini, siamo
già morti”, diceva il Brancusi. Bisognerebbe distinguere fragilità
e sensibilità. Bisognerebbe distruggere fragilità e sensibilità.
Tutto sembra immobile, ma qualcosa cresce, oltre la sfera dell’eroe.
Adesso, la persona che più si è avvicinata alla comprensione
si trova lontana, senza possibilità di contatto. Proprio come quei
disperati che avevano già sofferto ogni pena. Non potevano far a
meno di sperare. Dopo questo sacrificio fatto di dignità e rispetto,
volevano credere che la doccia sarebbe stata la fine dei loro mali. Salvate
l’arte e salverete l’umanità! In un incendio hai la possibilità
di salvare una sola cosa, un giovane artista molto promettente o la Gioconda,
cosa salvi tu? Io credo che questa Società non ha dubbi nel salvare
la Gioconda. Questo è male: segno che questo sistema sta sacrificando
tutto per il mantenimento di ciò che è stato, come un Re
dispotico e ottenebrato dal fanatismo, che arriva a sacrificare il suo
rampollo per mantenere il regno. Un regno basato non sul reale valore,
ma sulla forma e gli araldi!
Personaggi acerbo - sentimentali: Il Bambino triste e la Bimba Allegra
Questa è la storia di un bambino triste, che non si divertiva
fra i suoi coetanei perché aveva qualcosa dentro che gli smorzava
i momenti di gioia. La sua mente non si distraeva, voleva essere un aquilone,
pensava al suo volo. Si lanciava nel prato con tutte le energie che premevano
sul cuore, ma giunto al momento del salto qualcosa andava storto e le ali
non si spiegavano al vento. La voglia di volare non si fermava mai, così
in una tranquilla mattina di novembre, mentre scorrevano vuote immagini
su uno schermo e tutti si barcamenavano urlando al cielo parole vaghe di
libertà e uguaglianza per popoli lontani, egli cominciava di nuovo
a sentire quelle pulsioni. Lente scorsero le ore, evitando l’ennesimo rimprovero,
ma al calare delle tenebre si mise a correre. Sullo sfondo un’immensa strada
ferrata, la locomotiva quasi fosse stanca, portava teneri amanti, eterni
illusi e vecchi sognatori, lontano. Il bambino triste, ingaggiando una
lotta senza quartiere contro se stesso, correva veloce, lontano, nell’oscurità.
La voglia di saltare fu placata. La paura di decollare, di farsi male era
troppa per spiccare il volo. Così decise di legarsi a quel treno
sperando che alla fine accelerasse. Quando il treno lo fece, lui si trovò
legato ad un filo tenuto in mano da una Bimba Allegra. Così iniziò
a volare alto. Tutti i salti adesso riuscivano bene. La Bimba Allegra dagli
occhi grandi, era pronta ad incitarlo nei giorni di noia, lo asciugava
e sospingeva nei giorni in cui la pioggia appesantiva le ali e i desideri.
C’era a volte troppo vento e lui era costretto a restare in alto, ma la
gioia che dava alla Bimba, lo motivava a non svanire negli orizzonti perduti
della fine.
I tempi delle folle e della solitudine si annullavano nelle chimere del
presente. Giungevano stazioni e treni, divenuti ormai invidia e ammirazione,
ma troppo colmi di gente. Un giorno un’altra bambina, dispettosa, senza
il permesso, si mise a giocare con l’aquilone. Quando la Bimba Allegra
non trovò più l’aquilone, fu presa dal terrore che il nodo
che lo legava al suo vagone era troppo piccolo perché resistesse.
La Bimba era disperata, non riusciva più a trovarlo, poi finalmente
il bimbo volante pianse al punto di impregnare le ali e precipitare. Ormai
a terra, corse sul treno da lei, che non voleva perdonarlo, per non aver
urlato tanto da far scappare via la bambina dispettosa da lui. Così
l’aquilone non si allontanò più da lei, neanche per un secondo,
fece accorciare il filo della Libertà, per non farlo allontanare
da lei, per essere sorvegliato a vista. Tutto risolto. Ma la Bimba Allegra,
stanca di un aquilone che ora controllava troppo facilmente, dimentica
dei giorni allegri che aveva vissuto assieme a giocare, gli lasciò
soltanto evanescenti sogni fuggendo via, alla ricerca di svaghi più
moderni e raffinati.
Allora il bambino triste atterrò per tornare alla sua collettiva
solitudine. Vissero entrambi lontani, ma marchiati per sempre da ciò
che fu.
“Quando ero in Andalusia non mi lasciavano stare, dovetti andarmene in fretta. Vedevo solo quello che mi lasciavano vedere. Hai infranto un cuore che ti amava: ora puoi sigillare il libro e non scrivere più, ho camminato in quella valle solitaria cercando di arrivare in paradiso, prima che chiudano la porta”
Personaggi in attesa di collocazione: Concezione crociana dell’arte e dell’artista
Altea, fisico da modella, testa da programma t.v. della De Filippi. Il suo chirurgo plastico immaginario l’ ha modellata come una maggiorata, con seni e labbra turgide, poi ha avuto l’umorismo di abbandonarla in questa landa desolata alla mercé di squallide mani, come quelle di Oreste, il figlio del meccanico, oppure Erminio, il fauno d’acque dolci di Via della Povertà. Altea, bella e selvaggia, con un’anima profonda almeno quanto una pozzanghera. Erminio, prima della fine, le diceva sempre: - Con te ogni cosa sembra nuova, ogni argomento ogni ripetizione. Anche la ruggine sa di nuovo: neppure la pioggia ha mani così piccole. E’ così che un particolare diventa pretesto per pensarti. Diventa dolce ricordare, indispensabile vederti, ridere di quello che ci succede: mischiare all’assoluto di quest’attimo tutte le mie parole con le tue paure. La sofferenza è un preludio al piacere. Non ha più senso ignorarci, adesso o fare finta che non esisti. Non ha più senso fare a meno di vedermi se adesso sono qui, virtualmente. Se tu non parli beh lo faccio io. L´intenso sole apre le porte del tuo cuore e poi sparisce in fretta e ci lascia così a contemplare. Colora di rubino queste strade e mi fa sentire più vicino. Con te ogni cosa mi sembra diversa, argomenti e sfumature rendono importante una pausa del nostro modo di conversare e l´aria avrà un altro sapore: saprà di te e la tua consistenza sarà leggera come l´amore, amara come la circostanza. A volte in una storia cerchi quello che non hai e anche se dura poco, ti accontenti. Ti sbagli perché puoi ottenere tutto ciò che vuoi, chi ti conosce sa che sei speciale.
Amilcare si sfoga con un amico, a proposito della sua riluttante situazione sentimentale: “Quest’estate mi sono comportato come una merda e adesso sto cercando il modo per recuperare, vorrei avere una seconda opportunità, possibilmente con una ragazza che non puzzi di fogna! Minchia, ancora ho nelle narici quell’odore di tipo sintetico, industriale, forse dovuto al tessuto dei vestiti un po’ scadenti, forse agli ormoni sballati o ad un’alimentazione scorretta, forse a dormire in una camera con animali tenuti sottovetro, forse era solo il cappotto, forse quest’odore fastidioso lo sentivo solo nel cuore o nella testa o l’istinto che mi ha fatto capire di girare al largo, per me e per lei, sembrava proprio una pazza maniaca!”
Altea dice ad Erminio: - A vederti non si direbbe, ma tu sai davvero
come scoparmi, sei il mio toro e io sono la tua giovenca! Probabilmente
anche questa volta lei fingeva di provare piacere! Erminio, ormai da qualche
tempo era ostaggio della paranoia. Vorrebbe essere ricordato con quest’epitaffio:
- “Non metafore, ma metamorfosi!”
Le lacrime bussano alla porta, nonostante tu continui a coltivare l’illusione
della felicità. Scriveva sul suo diario: “Hanno detto che non potevamo
entrare, ci hanno lasciati fuori a gelarci i sogni. Avevamo un biglietto
falso, speravamo di entrare lo stesso. La prossima volta troveremo anche
noi un lasciapassare. Non è ancora buio – Not dark yet – in bilico
tra l’erezione e l’oblio, il mio coraggio resta, disperato, sommerso da
desideri scaduti. La corruzione che avverto nella mia anima mi fa allontanare
dalle cose che mostrano innocenza o ingenuità. La sveglia metallica
mi sorprende gia desto a masturbarmi nel tentativo di placare l’erezione
da risveglio”
“Sono nato qui e qui morirò, contro il mio volere so che sembra
che mi stia movendo ma sono sempre fermo ogni nervo del mio corpo e' così
nudo e intorpidito non riesco neanche a ricordare da cosa scappavo quando
sono venuto qui non si sente neanche il mormorio di una preghiera
non e' ancora buio, ma lo sarà presto.”
Bob Dylan è uno che t’insegna a ritrovare il cuore anche in fondo
ai tuoi pensieri, ma il Sud è un posto sentimentale, fatto per gente
sentimentale! In fondo chi è sentimentale è anche un po’
vigliacco, e questa è una terra di pochi coraggiosi e di tanti vigliacchi.
Resta qui lo stupore d’occhi che vogliono tuttora illudersi sul senso della
vita. Si spegne un’altra luce e poi resta un corpo freddo sulla strada,
che batte ancora. Nella casa di fianco, ci sono due sposini che si danno
alla pazza gioia, hanno noleggiato qualche film porno e ci daranno dentro
per tutta la notte, tanto domani non si lavora, c’è mal tempo, i
muratori resteranno a casa. Per quelle riparazioni ci vorrà qualche
altro giorno e poi tutto sarà finito, finalmente, forse, “appocundria”
e volontà permettendo, almeno i soldi adesso non mancano, si spera.
Adesso si scambiano un bacio profondo come la loro anima, ma tutti quei
libri letti, le serviranno mai a qualcosa? In mezzo a questi zotici che
non sanno nemmeno parlare, gia qualcuno comincia a guardarla un po’ di
traverso, è scesa in strada vestita di niente, cercava nella bottega
del rione, salmone affumicato, curry, e altre cose esotiche, ma chi si
credi d’essere, al marito gli fa lavare i piatti e si lamenta di avere
sempre l’emicrania. A Natale ha avuto uno scambio d’opinioni non proprio
civile con la suocera! Povera Donna Marinella, quante ne deve soffrire!
Me la ricordo con figlio, marito e fratelli in Germania, quanta fame,
tanta sofferenza è passata sotto quel portico, ma la sua fierezza
non ha mai vacillato! Ci sarà un giorno di festa con fiori d’arancio
e rulli di tamburo, niente più credito, niente più ipocrisia.
“Girerò per il mondo, ecco cosa farò. E poi tornerò
a trovarti. Tutto quel che faccio è sforzarmi e lottare. Se non
farò del male a nessuno, potrei riuscire a tornare a casa vivo.
Sono il primo figlio di un uomo pazzo, sono in un gruppo di cowboys. Ho
un mucchio di peccati da scontare e non ho tempo per nascondermi. Avrei
attraversato le fiamme, tesoro, se solo avessi saputo che eri dall'altra
parte”
Personaggio Romantico vecchio stampo o vecchia mutanda
Dove sono finiti i bei tempi di una volta! So bene che la ragazza “perfetta”
non esiste ma porca puttana, dove sono andate a finire le brave ragazze
acqua e sapone di un tempo? Possibile che dobbiamo vivere in questa epoca
al silicio fatta d’amori mercenari. Le mie amiche sono disposte a fare
un fellatio pur di ricevere un bacio. Si prostituiscono, non per soldi,
ma per amore. Io non mi scoraggio e non mollo perché lo so, è
come se avessi un bel punto in mano, in un’ipotetica partita di poker,
le carte sono pronte per farmi entrare un full, ma non trovo nessun “tavolo
con panno verde” dove sedermi e giocare la mia partita per mostrare il
mio punto. La vita è una partita di poker: bisogna rischiare e se
è necessario anche bluffare per vincere una mano… Così come
l’amore” è un gioco. Bisogna solo cercare un tavolo verde… Sono
ventidue anni che lo cerco e non lo trovo; o meglio mi è capitato
di sedermi a più tavoli, ma dopo un breve periodo, c’è sempre
qualche cosa che non và e allora mi alzo per cambiar tavolo. I miei
crediti sembrano esauriti e nessuno vuole più giocare con me! Ribadisco
che non mollo, nessuna resa. Sono in ripresa, sono tornato dal luogo oscuro
della mente dove tutto sembra buio, dove la speranza e l’ottimismo sono
banditi! Solo adesso sono pronto per affrontare un rapporto con una ragazza
attraente e stimolante, le regalerò un fiore e la chiamerò
amica. Il gioco interrotto potrà ricominciare, con la chiara volontà
di non interromperlo anzitempo. Questo non si può né prevedere
né sapere con certezza: sarebbe troppo comodo e privo del gusto
di giocare!
Un vento gelido e idiota spacca questa notte in due, da quale parte
cadremo noi, dal lato giusto o sbagliato? Ci domanderemo se c’è
giustizia al mondo e se la risposta non ci soddisferà ne troveremo
una esauriente, finche tutto quello che ci appare fosco comincerà
ad aver senso.
La vita è una faticosa trasferta che non prevede un premio partita.
Il regno del silenzio è gia abbastanza vasto oltre la tomba. Ma
non si può morire per una partita di calcio di seconda categoria,
non si può morire dentro uno stadio, a meno ché non ci sia
di mezzo il Generale Pinochet!
“Impronte corrono nella sabbia argentea, passi vanno giù nella
terra del tatuaggio.
Ho incontrato i figli delle tenebre ed i figli della luce nelle
città di confine della disperazione”
(Bob Dylan “Dignity”)
Titoli di coda
Il più delle volte è tutto ben chiaro. Il più
delle volte non cambierei le cose anche se potessi,
posso far quadrare tutto, posso tenermi vivo, posso affrontare la situazione
fino in fondo riesco a sopravvivere, a sopportare ed anche a non pensare
a lei. Il più delle volte.
(Bob Dylan “Most of the time”)
Che il mare tenga in basso la perla e in alto l'alga è colpa del mare: ma la perla resta sempre perla e l'alga, alga. (Maharamayana)
Personaggi ed interpreti:
Altea
Erminio
Amilcare
Damiano
Anna la Pecora
Romualdo – il non giovane
Il giovane vecchio incazzato e stanco – (personaggio estremo)
Federica
Aristide
Nicola
Clotilde
Il fratello onanista di Federica
Oreste & Luigi – i comprimari di turno
(Sempre concezione crociana dell’artista, permettendo)
“La strada delle otto automobili”, è il terzo capitolo della Trilogia Rosea, comprendente L’accapatoio rosa e Cieli a sud poveri di stelle, e a sua volta diviso in tre parti
Parte Prima - “L’Amazzone e il Taglialegna”
Parte seconda - “In equilibrio instabile tra caos e rigidità”
Parte terza - “Felini in lotta su lamiere ardenti” (…ai margini della civiltà)
Appropriazioni indebite
“L’avventura di un impiegato” di Italo Calvino
“Il Bambino triste e la Bimba Allegra” di Giuliano Ricca
“Frasier” (serie tv)
“Sexus” di Henry Miller
“Camera a sud” di Vinicio Capossela
La Sacra Bibbia
“Hannah e le sue sorelle” di Woody Allen
Canzoni di Bob Dylan estrapolate
- Dignity - Nettie Moore - Thunder on the mountain
- Most of the time - Workingman’s Blues #2 - What
good am I - What Was It You Wanted – Visions
Of (Joh)Anna - Idiot Wind - Ballad of a thin man – Not
dark yet – Things have changed – Trying to get to heaven
Better Days – Darkness on the edge of town e Backstreets di Bruce Springsteen
Un ringraziamento particolare a Michele Murino, per avermi dato la possibilità di esprimermi ancora una volta e con un progetto ambizioso attraverso la Farm.
A Davide the Saint, teppista di sogni, di cattiveria d’artista guerrafondaio
e di capitani coraggiosi
A Paolo Stone(s) per i preziosi contributi e per aver creato il personaggio
del Romantico old fashion
A Giuliano Lebowski, per avermi ispirato nella creazione del personaggio
d’Amilcare
Ad Azuna, per la sua capacità di provare sentimenti anche attraverso muri d’apatia e per il suo monologo “Con te ogni cosa sembra nuova”