DYLAN QUIZ
Nel seguente brano sono celati i titoli di 40 canzoni di Dylan (ovviamente tradotti in italiano). Provate a trovarli tutti. Mandate poi una e-mail con le vostre soluzioni al solito indirizzo spettral@tin.it. A chi avrà indovinato il maggior numero di titoli una sorpresa dylaniana.
Le risposte dovranno essere inviate entro il 1° novembre 1998
Uscii una mattina ed arrivai alla
fattoria di Maggie Anderson mentre il profumo di una focaccia di campagna
si spandeva nell'aria.
Maggie, seduta sotto il patio,
parlava con un'amica.
"Ciao Bob!", esclamò vedendomi
arrivare, "Come stai? Hai impiegato molto ad arrivare qui?".
"Circa tre ore - dissi - "Il fatto
è che, lungo l'autostrada, ho trovato un paio di incidenti che hanno
rallentato il traffico...".
"Siediti, mio marito arriverà
tra poco..." - mi disse, poi indicando la sua amica proseguì - "Conosci
Sally Sue Brown? E' una ragazza di Brownsville, a pochi chilometri da qui...
E' una mia collega di lavoro!".
"Piacere, Bob Landy!" - dissi tendendole
la mano.
"Mettiti pure comodo..." - mi disse
Maggie - "Io accompagno un minuto la mia amica che stava per andare via...
Sono subito da te!".
Mentre aspettavo che Maggie ritornasse
feci un giro nell'immenso giardino della villa.
"Ciao Bobby!" - una voce dal prato
dietro la villa attirò la mia attenzione.
Era Billy, il figlio minore di
Maggie, che cavalcava nei campi al di là di un'alta staccionata.
"Hai visto il mio nuovo pony? Papà
me lo ha regalato per il mio compleanno..." - mi chiese.
"Bello! Quando hai finito il tuo
giro vieni alla villa... Ho portato anch'io un regalo per te!" - gli dissi
salutandolo con la mano.
Arrivato nei pressi della finestra
della cucina, le mie narici furono nuovamente sollecitate dall'odore che
avevo sentito appena arrivato.
Juanita, la cameriera di casa Anderson,
mi sorrise dalla finestra della cucina.
"Questo profumo che soffia nel
vento è davvero inebriante... Una tua ricetta speciale? - le chiesi.
"Sì, Senor..." - mi rispose
la donna mentre la luce dorata del sole si rifletteva ancora sulla strada
- "Se si trattiene per cena gliene farò assaggiare una fetta!"
Attraverso i maestosi cancelli
della villa, talmente imponenti da sembrare una specie di porte del Paradiso,
Silvio, il marito di Maggie, arrivò a cavallo stagliandosi sotto
il cielo rosso del tramonto. Mi sorrise con la sua aria da ragazzo per
bene: "Ciao, Bobby! Finalmente ti si rivede!".
"Ti piace la mia nuova cavalla?"
- esclamò mentre mi si avvicinava al trotto - "L'ho chiamata Isis!".
"E' incredibile come tu non sia
cambiato affatto dopo tutti questi anni..." - gli dissi salutandolo - "Sei
sempre giovane!".
"Il tempo passa lentamente qui
da noi. Non c'è la frenesia della grande città. Si vive in
tutta tranquillità e si invecchia meno velocemente..." - concluse
sorridendo.
"Sei tu che ti occupi dei giardini
della villa?" - gli chiesi.
"Certo! Ormai sono in pensione
e me ne sto quasi sempre a casa impegnando il mio tempo curando la villa
o andando a cavallo nei campi qui attorno! Anzi, dopo, se ti va, ti porto
con me a fare una galoppata... Sai andare a cavallo?".
Prima che potessi rispondere, all'improvviso,
un grido si levò in direzione del prato.
Il piccolo Billy era caduto dal
suo pony.
Maggie, preoccupata, accorse sul
posto.
"Va tutto bene, mà... Sanguino
soltanto un pò!" - la tranquillizzò il bimbo mostrando un
ginocchio appena sbucciato.
"Corri subito in casa a disinfettarti
e smetti di giocare, è tardi!".
"Ma non è ancora scuro!"
- si lamentò Billy.
"Non mi importa!" - incalzò
Maggie - "Domani devi andare a scuola...".
"Ma mamma...".
"Niente "ma"... Corri subito in
casa!" - concluse perentoria la donna, poi, rivolgendosi a me, continuò:
"Il piccolo Billy mi fa dannare. Se solo fosse come le sue sorelline Sara,
Corrina e Denise... Quelle sì che sono tre angeli!".
"E' così irrequieto?" -
le chiesi.
"Il più delle volte sta
buono, ma quando si scatena... L'altro ieri è tornato a casa con
un occhio pesto. Aveva fatto a botte con un certo John Brown, il bullo
del quartiere. Gli ho detto un sacco di volte di non frequentare quel piccolo
teppista, ma è come parlare al muro!".
Più tardi, nella stanza di
Billy, Silvio gli stava facendo ripetere le tabelline.
"2 x 2?" - gli chiese.
"Quattro!" - rispose sicuro il
bambino.
"3 x 3?".
"Nove!" - disse sempre deciso.
"9 x 9?". E qui Billy ebbe un'incertezza
e si mise a pensare.
"Avanti Billy, è facile!".
"Un attimo, papà! Fammi
pensare...".
"Non posso aspettare più!
Tempo scaduto! Dimmi la risposta!".
Billy guardò il padre con
i suoi grandi occhi scuri ed azzardò: "Novantanove?".
"Sei proprio un somaro!" - lo rimproverò
Silvio - "Niente giochi fino a che non avrai imparato a menadito la tabellina
del nove!".
"Ma la conosco papà. Te
lo giuro! Solo che mi sono confuso...".
"Non ti credo! Confermo la punizione!".
"Accidenti, Billy!" - commentai
- "Si prospettano tempi duri per te se non ti dai da fare...".
Mi guardai intorno osservando la
gran quantità di oggetti (quasi tutti giocattoli e libri) sugli
scaffali della stanza dei bambini.
Tra le tante cianfrusaglie anche
un bel baio di stivali ricco di fregi.
"E' tuo?" - chiesi a Billy.
"No!" - intervenne Denise, la sorellina
di Billy, che nel frattempo era entrata nella stanza.
"Appartiene a me! Sono stivali
di cuoio spagnolo che papà ha comprato durante un viaggio a Barcellona...
Me li ha regalati per il mio compleanno!".
"Davvero belli!" - continuai -
"E a te, Billy? Cosa ti ha portato papà dalla Spagna?".
"A lui niente.." - intervenne ancora
Denise - "Ha portato un regalo solo a me che sono la più buona...
Billy invece è cattivo!" - concluse con una smorfia rivolta al fratellino.
"Tu non sei buona a niente!" -
replicò Billy restituendo la smorfia alla bimba - "E papà,
se non te lo ricordi, mi ha portato dalla Spagna questo bellissimo cappello
da torero!" - disse prendendo un cappello da una scatolona ricolma di giocattoli
che teneva sotto il letto.
Quella sera a cena Juanita ci fece
gustare una fetta della sua famosa focaccia.
"Un'altra tazza di caffè?
Un'altro pezzo di focaccia?" - mi chiese Maggie.
"No, grazie! Sono pieno come un
otre... Dovrò mettermi a dieta per almeno sette giorni!".
"Esagerato!" - disse Silvio - "Il
fatto è che voi gente di città non siete più abituati
ai piaceri della buona tavola...".
"In questo periodo sono molto impegnato
con il mio lavoro ma in estate sarò libero e vi verrò a trovare
con mia moglie, se per voi va bene..." - dissi congedandomi dagli Anderson
verso mezzanotte.
"Ma certo!" - rispose Maggie -
"E' una grande idea! Anzi resterete qui alla villa tutto il tempo che vorrete...".
Dopo averli salutati salii sull'auto
e partii in direzione di Santa Fè.
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