Non gli dispiace per lo spot pubblicitario di Victoria's
Secret
e non è sicuro che si possa chiamare Chronicles
un libro
di AUSTIN SCAGGS

Domanda: In Chronicles scrivi a proposito della tecnica
chitarristica che Lonnie Johnson ti ha insegnato.
Solo un musicista esperto può comprendere il linguaggio
che tu adotti. Perchè hai scelto di entrare così
tanto nei dettagli?
Bob Dylan: Credo che possa essere di aiuto alla gente
capire che il mio stile ha una struttura alla base.
Può darsi che lo abbia scritto per la gente che
suona. Qualcuno potrebbe servirsene. Perchè? Lo trovi
in qualche maniera irrilevante?
D: Tutt'altro.
BD: Non sono in grado di dire se un guidatore di autobus
potrebbe trovarlo di un qualche interesse. Ma
per me è stato molto importante.
D: Hai anche descritto la visione del film La Dolce Vita
"attenta, pensando che non lo avrei potuto
vedere una seconda volta". Hai una memoria fotografica?
BD: Io lascio aperta la mia mente. Non la riempio di un
mucchio di roba. Sto molto attento a quello da
cui mi faccio distrarre. Con il libro, quel che ho provato
a fare è stato di trasmettere un sentimento. Non
è il tipo di libro che parla di una vita corta
e felice. E' qualcosa di più astratto, estratto da lunghi periodi
di tempo. Ho lavorato al libro, se lo vuoi chiamare così,
come ad una serie di bozzetti. Ho dipinto la vita
come fosse un gioco d'azzardo. Funziona su diversi livelli,
proprio come succede per le canzoni migliori.
D: Scrivi a proposito della sera in cui Woody Guthrie
ti ha mandato nella sua casa di Coney Island per
prendere una scatola con le sue liriche. Cosa sarebbe
successo se tu le avessi trovate?
BD: Non so se sarei stato capace di fare molto con quelle
liriche, in realtà, sebbene suppongo di sì,
forse. Non credo che ci avrei fatto un disco con quel
materiale, come il disco che in effetti è poi uscito
(Billy Bragg and Wilco's Mermaid Avenue Vols. 1 e II).
Chi davvero avrebbe sentito parlare di me?
D: Hai dato poco peso ad un bel pezzo della tua carriera
in Chronicles. Sono un pazzo ad amare Street
Legal, Slow Train Coming e Infidels?
BD: No, affatto. Posso suonare quelle canzoni, ma probabilmente
non riuscirei ad ascoltare quei dischi.
Ci sentirei troppi errori. Ero semplicemente trascinato
dalla corrente quando ho realizzato quei dischi.
Non credo che il mio talento fosse sotto controllo. Ma
c'è probabilmente del buon materiale su tutti quei
dischi. Shelley disse che il punto era fare arte non
premeditata. Non credo che quei dischi rientrino in
quella categoria.
D: Da un punto di vista del testo, si può far meglio di "It's Alright, Ma"?
BD: E' dura tenere il livello di quel tipo di cosa. Non
ce la puoi fare a superare quel livello -- non è
questo il punto. Da un punto di vista delle liriche non
ce la puoi fare, no. Posso ancora suonare quella
canzone, e so quel che quella canzone può fare.
Quel brano è stato scritto con una rabbia che può far
crollare i muri. Quella è stata la motivazione.
D: Hai mai incontrato Little Richard?
BD: Sì!
D: Com'è stato? Gli hai detto che nel tuo diario
scolastico al liceo scrivesti che la tua ambizione era
quella di entrare a far parte della sua band?
BD: E' una persona fantastica. Un tipo davvero eccitante
da avere vicino, come puoi immaginare. Non
mi sembra di ricordare di avergli detto di quel diario
-- non penso che fosse necessario. Lo sa bene che
sono stato un suo fan.
D: Nel libro non parli molto del fatto che suoni l'armonica.
Quali sono le tue performance all'armonica di
cui sei maggiormente orgoglioso?
BD: Un sacco, davvero. Non so però se orgoglioso
è il termine adatto... Suono l'armonica come suono il
pianoforte. Non ho bisogno realmente di ascoltare quello
che sto suonando. Naturalmente sono in grado
di dire se sto suonando male quando vedo che quel che
suono non piace. Può succedere da un punto di
vista tecnico, ma non è così da un punto
di vista viscerale. Se io riesco a mettere quel che suono nel
ritmo, formerà una struttura melodica da sè.
Qualcuno potrà suonare meglio, ma ho sentito un sacco di
grandi musicisti che sembravano suonare benissimo mentre
li sentivo ma che ho dimenticato due minuti
dopo. Cerco di star lontano da quel tipo di esibizionismo.
D: Ecco come la vedo io: tu voli fino in Italia, te ne
vai in giro con delle bellissime donne e poco dopo sei
in una pubblicità di Victoria's Secret.
BD: Sì. Non avrei dovuto farlo?
D: A me è piaciuto.
BD: Vorrei averlo visto. Forse potrei dire qualcosa al riguardo. Ma non guardo quel tipo di cose.
D: Perchè tieni la statuetta dell'Oscar sull'amplificatore della tua chitarra?
BD: Penso che ora sia saldato. Quelli che lavorano con
me nel backstage sono così eccitati di vederla
che continuano a tenerla lì.
D: Qual è l'ultima canzone che ti piacerebbe ascoltare prima di morire?
BD: Che ne dici di "Rock of Ages"?
D: Ho sentito che hai scritto delle canzoni per un nuovo album.
BD: Sì, ne ho pronte un po'.
D: Quando le farai uscire?
BD: Forse all'inizio dell'anno. Non sono sicuro dove e quando.
D: Me ne puoi parlare?
BD: No, non potrei spiegartele. Quando le avrai sentite richiamami. E' difficile trovare delle parole per descriverle o dirti in che tipo di stile sono inseribili. Non resterai sorpreso.
D: Perchè no?
BD: La struttura musicale che sei solito ascoltare --
potrebbe essere un po' riarrangiata. Le canzoni
parleranno da sole.
D: Ti ho visto suonare al Newport Folk Festival un paio
di anni fa. Perchè avevi quella parrucca e
quella barba finta?
BD: Ero io quello che hai visto?
17 Novembre 2004
traduzione di Michele Murino
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