Dr. Bob e Mr. Dylan

Il celebre folksinger torna sul grande schermo. Con un personaggio che gli assomiglia. Misterioso e impenetrabile. E con un copione che gli viene attribuito. Ma lui nega.

di Silvia Bizio da Los Angeles

Cappello blu calato sulla fronte, baffi tagliati finissimi, fragile ma carismatico, timido, ironico, sincero e sarcastico, Bob Dylan ha presentato, al pubblico di critici ´Masked & Anonymous´, il film che lo vede
protagonista, referente e deus-ex-machina. La pellicola, in uscita in America a luglio, è la storia di un cantautore leggendario, finito in prigione e che viene rimesso in libertà, per dare un ultimo grande concerto di beneficienza. La storia è una truffa, ovviamente, ma la musica di Bob Dylan è vera.

"Questo film è come il paesaggio interiore di una canzone di Bob: ricco di immagini vivaci e di linguaggio poetico, è una danza tra realtà e illusione", dice il regista e produttore, Larry Charles, al suo debutto nel
cinema, dopo aver scritto e diretto episodi di sitcom tv come ´Seinfeld´ e ´Mad About You´. E infatti, il film è un mosaico di personaggi improbabili e dialoghi ingarbugliati. Ma non importa: quando Dylan canta tutto diventa bellissimo. E la musica assorbe quasi la metà del film (40 minuti di canzoni, tra cui ´Dixie´, ´If You See Her Say Hello´, ´I´ll Remember You´ e ´Dirt Road Blues´).

"Attenzione: questa non è un´opera autobiografica", avverte però Dylan.
Sessantadue anni compiuti lo scorso 24 maggio, il grande cantante e poeta sembra essere all´apice della popolarità. Ha vinto un Oscar nel 2001 per la canzone ´Things Have Changed´ dal film ´Wonder Boys´. Il suo ultimo album, ´Love and Theft´, è stato un grande successo di vendita. Ora in torunée in America fa il tutto esaurito ovunque suoni e, strano a dirsi, va forte anche tra gli adolescenti.

Un personaggio capace di reinventarsi per ogni occasione (famose le sue conversioni al cristianesimo, giudaismo, buddismo, appassionate e profonde quanto transitorie), ma tuttora misterioso, molti sono i segreti della vita di Dylan. Dall´uso di droghe pesanti alla compulsiva attenzione al sesso opposto, dalle idee politiche (di sinistra, anarchico, qualunquista?) al numero dei figli (sei, sette?). Così pure non si sa con certezza chi ha scritto il copione di ´Masked & Anonymous´. Ufficialmente gli autori corrispondono ai nomi di Rene Fontaine e Sergy Petrov. Nomi del tutto sconosciuti. Tanto che da tempo a Hollywood si diceva che in realtà il film fosse stato scritto dallo stesso Dylan con l´ausilio di Charles (il regista). Poi a sciogliere ogni dubbio ci ha pensato Jessica Lange: "Ho accettato di recitare in ´Masked & Anonymous´ per il gusto di poter pronunciare le parole che Bob Dylan ha scritto, un´opportunità più unica che rara". I dialoghi tradiscono la penna di Dylan: "Per stare dalla mia parte, devi essere nato dalla mia parte", dice Jack Fate, il personaggio di Dylan.
Un altro afferma: "È una leggenda che Gesù deve camminare sull´acqua due volte per farsi capire?". E ancora: "Il segreto è nell´ordinario". E: "Ho molto rispetto per una pistola".

Il film non sarà dunque un´autobiografia, ma con le parole scritte dal grande cantante e con la riproposizione di quell´energia maniacale delle opere d´essai a cavallo degli anni ´60 e ´70, alla Altman o Ashby, la pellicola è un´elegia alla musica e alla mistica di Dylan. Che canta brani sia conosciuti e registrati che inediti (come la canzone folk ´Diamond Joe´), e si rivela in forma smagliante. Il film, inoltre, avvolge il mito Dylan in un abbraccio tutto global: nel soundtrack c´è una versione giapponese di ´My Back Pages´ e una italiana rap di ´Like a Rolling Stone´ cantata dagli Articolo 31 (nella scena in cui il personaggio di Dylan esce di prigione). E che verrà inserita nel cd della colonna sonora, in uscita in concomitanza col film, col titolo ´Come una pietra scalciata´.

E poi c´è il fenomenale cast di attori celebri che hanno accettato paghe minime pur di apparire accanto a Dylan. John Goodman è l´impresario-truffatore che decide di tirarlo fuori di prigione per il concerto. Jessica Lange è la produttrice tv che ne vuole fare un evento in pay-per-view mondovisione. Jeff Bridges è il telegiornalista che lo assilla di domande, Penelope Cruz la fidanzata di questi, in realtà una prostituta.
Val Kilmer è un domatore. Christian Slater e Chris Penn recitano nei ruoli di tecnici invadenti, Ed Harris è un predicatore con la faccia dipinta di nero, Giovanni Ribisi un viandante che lo mette al corrente della realtà politica. Mickey Rourke, infine, recita il ruolo del nemico del presidente morente che in realtà è il padre di Jack Fate. L´atmosfera carnevalesca alla stazione televisiva "evoca un Fellini fuori controllo in cui ogni attore opera nel suo mondo, ignaro degli altri" (´Variety´).

Fin qui gli elogi. Per la maggior parte dei critici la trama del film non è eccelsa (per usare un eufemismo). Pare che perfino Dylan sia d´accordo con questo giudizio. "Hanno tolto molte delle mie scene preferite, e il mio cuore se ne è andato con loro", ha confessato. Dylan smentisce poi di essere stato il primo candidato per recitare Jack Fate, anche se il personaggio, guarda caso, canta le sue canzoni. "Sting ha detto di no, Paul Simon ha risposto picche. Sono stato l´ultimo a cui l´hanno chiesto", afferma sornione. C´è poco da credergli, ma è un´ottima promozione. La musica poi è grande e il cd che ne verrà fuori è destinato a diventare un classico.

Intanto Martin Scorsese, che già nel 1978 aveva diretto il seminale ´The Last Waltz´ su Dylan e il suo gruppo The Band, ha appena finito di girare un documentario sul cantante che verrà trasmesso in autunno in tv (pure Todd Haynes - ´Lontano dal Paradiso´ - sta producendo un documentario sulla sua vita). Il regista ha ricevuto la piena collaborazione del cantante, che gli ha concesso la sua prima intervista da vent´anni a questa parte. Il documentario inizia nel 1963, quando Dylan prende d´assalto il Greenwich
Village a New York con le sue canzoni d´impegno diventando ´folk hero´. Sono brani come ´Blowin´ in the Wind´, ´The Times They Are A-Changin´´ e ´Like a Rolling Stone´. Si parla poi di come nel 1966 Dylan sconvolge il pubblico convertendosi alla chitarra elettrica. Lo stesso anno ha un incidente di
motocicletta e non suona in pubblico per otto anni, trascorsi a Woodstock con la moglie Sara (unica fase monogamica nella sua vita), a tirare su i figli e fare musica in privato con i componenti di quella che poi lui chiamerà The Band. Insomma, Dylan non aveva mai parlato così a lungo e in dettaglio dei suoi primi anni come nel documentario di Scorsese, coprodotto dalla Bbc e della Wnet di New York.
 

Poeta, musicista e attore

Bob Dylan ha recitato numerose volte nel cinema e in tv, inclusi ruoli non accreditati, anzi ´in incognito´, in ´Cinema Verité: Defining the Moment´ (1999) e ´Catchfire´ (1989) di Dennis Hopper. Lo si è potuto vedere in ´Hearts of Fire´ (1987), diretto da Richard Marquand. Ebbe un ruolo di spalla nel western di Sam Peckinpah, ´Pat Garret and Billy the Kid´, per cui scrisse la celebre colonna sonora, diventata uno dei dischi più venduti della storia del country-pop (celebre il singolo ´Knocking on Heaven´s Door´).

Nel 1978 Dylan dirige e interpreta (insieme alla moglie Sara) ´Renaldo e Clara´, scritto con Sam Shepard, un racconto finzione sul suo album ´Rolling Thunder Revue´. In origine lungo quasi cinque ore (poi tagliato a due), venne bollato come pretenzioso e inguardabile (ma la musica come sempre si salva).



da "L'Espresso"