Da "Mojo" n. 154 - Settembre 2006

Don Was (produttore): "Ai
tempi in cui produssi l'album "Under the red sky", ricordo che qualcuno
mi diede un DAT della prima seduta di registrazione che avevo fatto con
Bob (Dylan). Iniziava con una sezione in cui Bob era al pianoforte e mi
diceva cosa voleva fare e c'ero io che gli rispondevo perchè la
cosa non avrebbe funzionato. Riascoltai quel DAT e pensai: "Amico, sei
un tale stronzo! Hai aspettato la tua intera vita per avere la possibilità
di lavorare con Bob Dylan e ora non gli permetti di essere Bob Dylan".
Il Dylan del 1989 forse non aveva le stesse priorità
di quello del 1966, così il mio lavoro era quello di andar lì
e scoprire quel che lui voleva dire, creare una situazione in cui Bob potesse
provare qualsiasi cosa. Se fosse stato un fiasco lui lo avrebbe saputo
molto prima di me."
"Quell'album fu realizzato molto velocemente, inclusa
la scrittura dei testi delle canzoni. Tanto velocemente che Dylan registrò
tutte le sue parti vocali iniziali in soli due giorni. Magari aveva quei
testi pronti da 20 anni o forse aveva scritto otto canzoni la sera prima,
davvero non lo so. E' probabile che le avesse scritte tutte la sera prima!"
"Così quelle furono le liriche che Bob utilizzò
per quelle tracce. Poi, mentre facevamo il lavoro di missaggio del disco,
lui si sedette e riscrisse tutte le canzoni. Di volta in volta che una
canzone veniva missata, lui reincideva le parti vocali. Non lo fece per
migliorare la voce, perchè non penso che lo fece, ma perchè
stava proprio riscrivendo le canzoni. In alcuni casi i brani migliorarono
ed in altri casi, come in TV Talkin' Song, Bob non avrebbe dovuto avere
ripensamenti.
"Col senno di poi forse avrei dovuto dirgli 'Non iniziamo
a registrare finchè non sappiamo cosa fare. Se tu canti un verso
tre secondi dopo che lo hai scritto la tua performance non avrà
quella confidenza o quella nuance che vivere dentro la canzone ti farebbe
avere'. E' quello il problema di quel disco".
"Una sera mentre missavamo le canzoni, David Was, Bob
ed io stavamo guardando una replica di Bewitched. Pensai che non fosse
la cosa più intelligente da fare. Mia moglie era A&R per Paula
Abdul così dissi sarcasticamente 'Scriviamo una canzone per Paula'.
Così spegnemmo la TV e scrivemmo questa canzone, Shirley Temple
Doesn't Live Here Anymore, che Paula non registrò. Un anno dopo
incontrai Bob e gli feci ascoltare il demo che avevamo fatto quella sera.
Lui mi disse 'Fammi fare qualche modifica alle liriche' E così divenne
Mr Alice Doesn't Live Here Anymore, e la registrò Was".
"Nel 1993 Bob ed io passammo una giornata in studio cercando
di incidere qualcosa per un album tributo ad Elvis Presley. Dylan cantò
una grande versione di Money Honey che però abbandonò perchè
penso che non sentisse che la band avesse abbastanza ritmo. La sua amica
Carole Childs era la coordinatrice A&R del progetto e penso che fu
lei a spingere Bob. Ma una volta che Dylan fu in studio in realtà
non voleva registrare davvero canzoni di Elvis. Ma arrivò Eric Clapton
e la cosa diede a Bob un incentivo ad essere buono - non voleva apparire
come uno che nemmeno ci provava di fronte a Clapton - così iniziò
davvero a cantare. Ma la cosa non fu mai portata a termine. Dio sa che
non è la prima volta che Bob registra qualcosa e poi non la pubblica".
"Dylan ha una stupefacente conoscenza delle canzoni di
un tempo. Tu nominagli qualcosa, qualsiasi cosa - non importa se sia un
blues, un country, o un rock'n'roll, o anche una canzone di Broadway -
le conosce tutte. Ed è lì che si trova a suo agio. Quello
è il suo mondo. Lui non è nello showbiz sai? Non va ai Grammy
e mette il braccio intorno a gente come Neil Diamond o Barbra Streisand
o altri. Non fa quelle stronzate."