IVAN PICTOR
Ivan Graziani disegnatore

La matita di Ivan Graziani
"Gli bastavano pochi segni per comporre un mondo, per regalare un ulteriore sguardo sull'avventura umana". Così Vincenzo Mollica, giornalista della Rai, descrive un Ivan Graziani inedito. "Cartelle di sogni", presto in vendita nelle librerie urbinati e negli uffici dell'Assessorato alla cultura, è infatti un volume di disegni inediti del cantautore scomparso poco più di un anno fa.

Un'idea nata quando Graziani era ancora vivo e che lo stimolava molto: "Ivan - ricorda la moglie Anna - era molto, molto contento di questo progetto. Urbino è la sua terra adottiva, a questa città è sempre stato molto legato". Il volume, curato da Gilberto Santini, responsabile artistico del teatro Sanzio, e da Claudio Strinati, storico dell'arte e sovrintendente per i beni artistici e storici di Roma, è diviso in cinque sezioni. Le prime quattro sono esclusivamente composte da schizzi e disegni, alcuni dei quali risalgono proprio agli ultimi giorni di vita del cantautore. La quinta parte, oltre a brani di famose canzoni dell'autore, riporta considerazioni critiche di Striani e un testo di Vincenzo Mollica, che ha condiviso con Ivan Graziani un rapporto di stima reciproca. "Cartelle di sogni" (duemila copie al prezzo di ottomila lire l'una) è il sesto volumetto de "I luoghi e la storia", collana edita dall'Assessorato alla cultura del comune di Urbino.

Il progetto grafico è stato studiato e realizzato da Siro Cangiotti, professore all'Istituto d'arte e all'Isia di Urbino e amico di Ivan Graziani. I due frequentavano le stesse aule ai tempi degli studi artistici. "Non c'è stata la volontà di interpretare i disegni di Ivan -spiega Cangiotti - questo volume è soltanto un documento". Lo schema grafico è comunque originale e suggestivo, con gli stessi schizzi ripresi da distanze diverse o con la scelta di qualche particolare, che è stato appositamente ingrandito. "L'unica licenza che ci siamo presi - continua Cangiotti - riguarda l'impaginazione. Ho cercato di giocare con le tecniche del cinema di animazione e con quelle del fumetto, tipo lo 'story board'. Ho fatto uso, se possiamo dire così, dello zoom. E' come se una macchina da presa si muovesse avvicinandosi e allontanandosi dal foglio".

Ma cosa disegnava Ivan Graziani? Da autoritratti a personaggi alla Corto Maltese - il protagonista dei fumetti di Hugo Pratt - da donne felliniane a scene di vita quotidiana, con persone sedute in un caffè oppure in cucina, impegnate a pulire il pesce. Infine, e non poteva essere altrimenti, il cantautore non teneva separate le sue passioni, il disegno e la musica. Molti schizzi si riferiscono proprio ad alcuni dei suoi pezzi più famosi, come "Firenze" o "Maledette malelingue", presentata a Sanremo nel 1994. "Scrutandoli con maggiore attenzione - scrive ancora Mollica - si scopre che i suoi disegni vivevano con le sue canzoni come vasi comunicanti, si alimentavano della stessa fonte di emozioni".Quelli della quarta sezione del libro, che risalgono agli ultimi giorni di Graziani, sono, secondo Cangiotti, pittoricamente più maturi e complessi e anche, nonostante la malattia, più allegri. Si possono infatti notare tinte più vivaci e un uso dei colori molto spregiudicato.

Il progetto lusingò parecchio il cantautore: "Per Ivan - racconta Anna Graziani - quella di vedere pubblicati i suoi disegni rappresentava una gratificazione notevole, che lui desiderava al di là dei riconoscimenti avuti come cantante. Il lavoro che è stato fatto mi sembra ottimo. Hanno sicuramente tirato fuori il meglio. E mi fa piacere che l'iniziativa sia nata a Urbino, perché so che lui sarebbe stato molto contento".Secondo Vincenzo Mollica, Ivan Graziani "aveva un segno davvero affascinante, frutto di un autentico talento pittorico; un segno cólto, di chi nella vita amava la pittura e si avvicinava al disegno seguendo le antenne dell'istinto, più che i facili trucchi della tecnica".


Da: http://www.uniurb.it/giornalismo/sommario/cultura/graziani.htm