Cheap Wine
Crime Stories

Crime Stories è il disco che ha consacrato i Cheap Wine come una delle più interessanti realtà del rock italiano. Pubblicato nel 2002 e autoprodotto, questo disco rappresenta un punto d'arrivo importante per la band pesarese ma anche un nuovo punto di partenza, dopo gli ottimi esordi discografici e una forte dose di concerti, i Cheap Wine sembrano aver imboccato una strada luminosa e lo hanno fatto puntando tutto su un rock duro, roccioso e metropolitano. Nonostante il grande pubblico e il mercato quasi li ignori la band pesarese, tira dritto per la sua strada, contando su un gruppo solido di fan e una bella schiera di estimatori di lusso che vanta nomi del calibro di Chuck Prophet e Steve Wynn. Molti per questo disco hanno scomodato paragoni importanti da Neil Young, al Paisley Underground, fino a Dylan, punto di riferimento importante per la band pescarese, ma forse nessuno ha messo in rilievo la passione tutta italiana con cui questi ragazzi trattano il rock d'oltre oceano, rivestendolo di sonorità forti ed incisive ma allo stesso tempo calde ed avvolgenti. Nonostante tante influenze che si avvertono chiaramente, i Cheap Wine in questo disco riescono ad essere originalissimi, dosando alla perfezione cavalcate elettriche travolgenti e ballate semi-acustiche di gran pregio. Ciò che rende ancor più interessante questo lavoro è la formula usata, Crime Stories è infatti un concept album, dedicato al mondo del crimine, pur essendo molto vicino alle tematiche delle Murder Ballads di Nick Cave le canzoni di questo disco non si limitano ad enunciare in maniera drammatica i fatti, ma scavano nelle motivazioni e nelle sensazioni di chi commette un crimine o infrange la legge, facendo emergere i tratti psicologici dei loro personaggi. Non mancano dunque i rimandi anche alla letteratura noir ma sopratutto ai migliori numeri di Dylan Dog, questo lo si capisce chiaramente dal booklet curatissimo e ricco di splendidi disegni ad opera del batterista Francesco "Zano" Zanotti, qui nelle vesti di cartoonist dal tratto molto originale. Crime Stories è un disco che pur staccandosi dalle lezione di Nick Cave ne assorbe la profondità e la ricostruisce in un alternanza tra bene e il male, tra illusioni e incubi. I testi sono scolpiti in una una serie di tracce crude e scarne, ma allo stesso tempo dirette, dove a dominare prepotente c'è la strepitosa chitarra di Michele Diamantini, al suo fianco a spingere sull'accelleratore c'è una poderosa sezione ritmica composta dal duo Zanotti-Grazioli (batteria e basso). Le parti vocali sono tutte ad appannaggio del leader Marco Diamantini che oltre a suonare chitarra e armonica, si dimostra anche un ottimo songwriter dato che tutti i testi e le musiche sono a sua firma. L'ascolto rivela un subito un alto tasso emozionale nelle canzoni, splendida l'apertura di Dream Sellers in cui le chitarre dirette e allo stesso tempo ruvide mettono in chiaro le linee base del disco. Si prosegue con la cavalcata elettrica di Coming Breakdown, un brano con una marcia in più in cui l'immediatezza del fraseggio rivela liriche curatissime che si sposano alla perfezione con l'arrangiamento molto sostenuto. La furia di Scatterbrain tutta giocata sui riff chitarristici di ottimo livello ad opera di Michele Diamantini apre al quasi country di Murderer Song che ricorda vagamente alcune cose dei Giant Sand svelando l'anima più pacata della band pesarese. A ricordarci che i Cheap Wine sono capaci anche di grandi ballate ci pensa l'elettroacustica Behind The Bars in cui il violino di Alessandra Franceschetti dei Linea Maginot, si mescola alla perfezione al sound deciso delle chitarre.
La furia indiavolata di Reckless e la splendida Temptaion mettono in luce i toni lugubri del cantato di Marco Diamantini e i prepotenti riff delle chitarre che spinte dall'ottima sezione ritmica ci immergono in un atmosfera davvero particolare.
Vertice del disco è senza dubbio la magnifica Looking For A Crime in cui l'organo si intreccia alle chitarre regalandoci un sound davvero insperato per il rock italiano, ormai affogato da tempo in melodie radiofriendly.
A rincarare la dose ci pensa l'aggressiva Waitin' For A Fight, a cui segue I Like Your Smell splendida ballata da brividi nel vero senso della parola giocata sui toni tetri che emergono da un testo molto diretto e semplice.
Non meno vibrante è Castaway che però appare un pezzo di contenimento tenendo conto l'altro apice del disco Tryin' To Lend A Hand che è posta in chiusura, sette minuti di rock hardboiled in cui Neil Young incontra Dylan, insieme vanno dai Dream Sindacate e tutti insieme nel pieno di un'orgia chitarristica, fanno nascere un pezzo strepitoso. In conclusione lascio un solo consiglio: Acquistatelo perchè non sono le mode dense di ovvietà a fare la musica, ma sudore, passione e rock n' roll.
Salvatore Esposito



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