“Cieli infetti su cuori in quarantena”
del 31-3-2006   e del 4-1-2007

Ovvero: dall’´amicizia all’´amore c´è la distanza di un bacio!

(Liberamente ispirato a Shot of love e ad altre canzoni di Bob Dylan)

“Nel momento della mia confessione, nel momento del mio più profondo bisogno
Quando la pozza di lacrime sotto i miei piedi si allaga con ogni neonato seme
C'è una voce in agonia dentro di me che cerca qualcosa da qualche parte
lavorando duramente nel pericolo e nella morale della disperazione”

                                                                                                (Bob Dylan  “Every grain of sand”)

“L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne” (Anonimo)

“Seguito ideale” di “Ogni giorno è l’Otto Marzo”

“Il negozio non interessa soltanto le parti tra cui è concluso, ma anche i terzi. Se io voglio, per esempio, acquistare un immobile, m’interessa conoscere se colui che me lo vuole vendere né sia effettivamente proprietario e, quindi, se fu posto in essere quel negozio in base al quale egli afferma
di essere diventato proprietario. In molti casi, pertanto, la legge impone l’iscrizione dell’atto in registri tenuti dalla pubblica amministrazione. La pubblicità serve, pertanto, a dare ai terzi la possibilità di conoscere l’esistenza e il contenuto di un negozio giuridico o lo stato delle persone fisiche e le vicende delle persone giuridiche.
Ci limiteremo qui alla pubblicità.
La pubblicità non si confonde con la dichiarazione negoziale…………………

Ercole non riesce a studiare, sarà forse colpa del manuale di suo padre, ma Diritto Privato proprio non si regge.
E’ al quinto anno di Giurisprudenza.
Suo padre Luca Speranza Ternero di Monte Cucuzzo è il principe del foro al Tribunale di Mosciopoli.
Ercole segue le sue orme a distanza.
Le sue vere passioni sono il cinema d’autore, il rock americano e la letteratura centro europea.
Il suo cantante preferito è Tom Waits e per questo motivo è costretto a subire la pressione di Damiano che da qualche tempo cerca di convertirlo sulla via di Duluth, Minnesota.
Ad Ercole non dispiace fruire di pezzi come All along the watchtower o Like a rolling stone, ma non è uno di quelli che si mette lì ad ascoltare un disco fatto solo con chitarra acustica, voce ed armonica, per seguire i testi, perseguire, ma cosa?
Giocava a rugby nella squadra scolastica del Ghotam Carolei (*), nel ruolo di mediano.
Adesso ha smesso ma si mantiene fisicamente in forma.
I suoi migliori amici sono Damiano e Fausto.
Anche se vengono dopo Federica, che per lui è come una sorella.
In questo periodo ripensa al suo passato: avulsa retta che tutto comprime e sminuisce.
Le sue conoscenze attuali non soddisfano il suo ego…

“Oh, i fiori dell'indulgenza e l'erbaccia degli anni passati,
come criminali, hanno soffocato il respiro della coscienza e del buon conforto.
Il sole batte sui passi del tempo per illuminare la strada
Per affievolire il dolore dell'ozio e la memoria del declino.”

 
Ercole è famoso per la sua precisione, se arriva cinque minuti in ritardo ti telefona, se fai ritardo tu di dieci ti prende a calci nel culo.
Possiede una collezione di francobolli antichi, che fa parte di un’eredità di uno zio emigrato in Canada che fece la sua fortuna importando olio d’oliva.
Famiglia democristiana, lui simpatizzante di sinistra ma poco impegnato politicamente.
Da un po’ di giorni però Ercole non è in se: nervosismo, rabbia e voglia di essere.
Desiderio di lasciare il segno e una luna che gli oppone resistenza caratterizzano il suo quotidiano.
Mai come oggi Damiano e Fausto gli sono lontani.
La battaglia va combattuta da soli.
E’ un misto di sentimenti romantici, rivalsa nei confronti del mondo e amore.
Ha tanto amore da dare, sta bruciando della passione più pura e selvaggia.
Le sue idee, i pensieri che ardono nel fuoco eterno del desiderio si schiantano bruscamente con la paura.
Ercole è un personaggio costipato, come tutta la media borghesia mosciopolese.
Tutti hanno paura, prima o poi…
“Sono stato sulle montagne e sono stato nel vento, ho conosciuto ed ho perso la felicità
Ho pranzato con i re, mi sono state offerte ali ma tutto questo non mi ha mai impressionato       Bene, correrò il rischio, mi innamorerò di te, se sono un pazzo puoi avere la notte ed il giorno
Sai cucinare e cucire, sai curare i fiori?”
Adesso Damiano è la persona meno indicata per aiutare Ercole. Egli sfuggiva proprio da quel che il suo compagno d’armi ricercava ostinatamente.
Quella sera Fausto, Federica, Damiano e Gino, vecchio amico musicofilo di Damiano, erano andati a vedere l’ultimo capolavoro di Mirco Minotti “ L’Arrotino ”, parabola politica e fanta- apocalittica dell’Italia negli ultimi 30 anni.Narra di un onesto artigiano, un arrotino, che diviene un funzionario pubblico molto apprezzato.
In seguito si candida come sindaco di Roma, vince in modo plebiscitario fino ad aspirare alla carica di Presidente del Consiglio per il centrosinistra.

All’uscita dal cinema Damiano, cui il film non è piaciuto per niente inizia una vuota polemica: -
“Se ci pensate l’agenda è fatta di 5-6 numeri di telefono, tutti gli altri servono per riempire la rubrica, per non farti sentire solo, ma poi sono persone cui non chiami mai…
E allora perché non cancellarli? Che senso ha?
Credi di non essere un puntino nel disegno solo perché hai 200 numeri in rubrica?!?

Nessuno meglio di Fausto può controbattere a tali argomenti.
“Comprendo la tua posizione ma non concordo; ovviamente prettamente e praticamente, nella chiara adesione del pensiero gramsciano rivisitato dal Grushecky, una persona farebbe molto meglio a giocare alla playstation che non ad interessarsi di politica, cultura e società, insomma se Che Guevara fosse nato a Mosciopoli non sarebbe andato al Liceo La Cicera ”

Damiano, con la solita veemenza che lo contraddistingue, gli fa notare che la cosa appena detta non c’entra nulla con l’argomento in questione.
Fausto controlla i suoi appunti, è perplesso, (porta sempre con se una cartelletta con i suoi interventi, passati, presenti e futuri) si gratta il capo e dice: -
“Scusa tanto, mi sono confuso con le note del Congresso di Federazione “conventicolare”, a proposito del tuo quesito, peraltro ottimamente enunciato si evince che gli enti locali in ottemperanza agli organi competenti circa i Fondi Europei hanno definito una quantità legale pari a 48 numeri in rubrica se si è diplomati e 82 se provvisti di laurea specialistica.

Damiano ha gia perso interesse per il discorso e sta enunciando con veemenza il proprio pensiero a Federica: -
“In questo momento vorrei al mio fianco tre prostitute da 500 euro l’ora (l’una) e un cameriere che mi porti un vassoio con dieci strisce di coca tagliata almeno all’ottanta per cento.”
Fortunatamente Fausto non ha sentito l’inizio e non può intervenire, altrimenti a tutti toccherebbe sentire il suo pistolotto sulle sostanze stupefacenti come atto d’ostilità dell’uomo occidentale e del ruolo della donna nel ventunesimo secolo, l’emancipazione delle giovani meridionali e la conseguente alienazione del Maschio Alfa.

Micuzzu è a casa, ha gia visto “L’Arrotino”, tre giorni fa e l’ ha trovato il film giusto, al momento giusto, ma fatto dal regista sbagliato.
E’ concentrato su altre cose, il suo poema di redenzione non lo convince del tutto…
“Suona quelle campane, tu pagano, dalla città che sogna,
suona quelle campane dai santuari, attraverso valli e fiumi,
perché sono profonde e vaste e il mondo è dalla sua parte
e il tempo corre all'indietro così come la sposa.
Suona quelle campane, San Pietro, dove soffiano i quattro venti,
suona quelle campane con la mano di ferro affinché la gente sappia.
Oh, è l'ora di punta adesso
 e il sole sta tramontando sulla vacca sacra.
Suona quelle campane, dolce Marta, per il figlio del povero,
suona quelle campane, così il mondo saprà che Dio e' uno solo
Oh, il pastore e' addormentato dove i salici piangono
e le montagne sono piene di pecore smarrite.
Suona quelle campane per il cieco e il sordo,
suona quelle campane per quelli di noi che sono abbandonati,
suona quelle campane per i pochi eletti
che giudicheranno i molti quando il gioco volgerà al termine.
Suona quelle campane per il tempo che vola,
per il bimbo che piange quando l'innocenza muore.”

Ritornando a Damiano Fede, Fausto e gli altri…

Si spostano con tre macchine diverse per percorrere ottocento metri e raggiungere il Trocadero (*).
Niente serata danzante purtroppo, i condomini hanno protestato ed è stato tutto rimandato.
Damiano fa un po’ la primadonna, protagonista ed egocentrica, ed apre un altro discorso che puntualmente non ha un fine né uno scopo.
L’anno in cui il Rock ha cambiato il pianeta.
Damiano non ha dubbi, l’anno di svolta è stato il 1965, grazie all’incisione di Highway 61 Revisited di Bob Dylan.

Fausto non è d’accordo, grande esperto e appassionato di musica italiana e in particolare del cantautorato anni 60-70, detto fra noi, di rock ne capisce ben poco.
I suoi preferiti sono Luigi Tenco, Claudio Lolli, Francesco Guccini, Ivano Fossati e Roberto Vecchioni.
Due palle!!!
La polemica nasce spontanea…
Fausto: - Dylan non azzecca un disco da trenta anni, anche se per me non fa una bella canzone da Mr. Tambourine man, e poi mi hanno detto che ormai dal vivo non fa altro che “commentare” i suoi cavalli da battaglia con sottofondi musicali alla Frank Sinatra!
E’ la parodia di se stesso, non suona nemmeno più la chitarra! Secondo me se un giorno salgo io sul palco con la sua maschera nessuno se ne accorgerebbe!

Damiano incalza così:- “E’ proprio vero, mica tutti possono mantenere gli standard qualitativi di Claudio Lolli!
La gente tende a dimenticare che in Italia una consistente parte di democristiani e comunisti erano a favore della televisione di stato e contro la tv privata, nel senso che dovevano esserci solo piccoli emittenti locali, di modo che musica pop, un certo tipo di cinema e soprattutto telefilm made in U.S.A non approdasse mai in Italia, perché propaganda di matrice anglofona, perciò alcuni preti e bolscevichi decidevano della cultura pop di tutti.
Dylan non è mai rientrato in questi stereotipi culturali, non è uno facile da etichettare.
Ad esempio tu: sei figlio di tale critica e cultura, detesti un approccio popolare, sei “elitario”, del tipo Cultura, Ministero della Cultura, ti piace la musica sinfonica, operistica e i cantautori italiani che spaccano le palle. Dylan non rientra in questo contesto, o meglio solo in parte, col periodo menestrello.
Fortuna che poi ha avuto tutt’altra evoluzione, è proprio lì che nasciamo noi rocker, dopo Elvis, Dylan è l’icona più splendente del firmamento, è un genio e non ha bisogno d’essere confermato…
Nobel o non nobel, concerto o disco scadente, resta l’Artista più grande del dopoguerra!

Fausto è stanco, da un po’ di tempo si porta dietro un registratore su cui ha impresso il suo credo.
Fa partire il registratore: -
“Il primo uomo che ha recintato un pezzo di terra dicendo: "È mia" e che ha trovato gente tanto semplice da credergli, è stato il vero fondatore della società civile.
Ovviamente l'uomo è nato libero, ma dovunque è in catene.
Prettamente la geniale invenzione nasce sempre dall'uomo isolato, ma solo l'opera tenace di pazienti ricercatori con mezzi larghi e adatti può efficacemente svilupparla e utilizzarla”

Pian piano il discorso scade in banalità fino a svanire.
Sono cose che succedono qui a Mosciopoli.
“Mentre alcuni preannunciano vittoria altri dicono sconfitta, ragioni private grandi e piccole
possono essere viste negli occhi di quelli che chiamano per far strisciare tutto quello che potrebbe essere ucciso /   Altri dicono di non odiare un bel nulla eccetto l'odio
Parole di disillusione scoppiano come proiettili   /   Adesso divinità umane prendono la mira per i loro obiettivi costruiscono di tutto, da armi giocattolo che scintillano a Cristi color carne che splendono al buio
E’ facile da capire senza dover guardare molto lontano che non c'è molto di veramente sacro”
Mosciopoli, la città delle tante verità, delle molte domande e delle poche risposte.
Una storia è quella che conosciamo ma non sappiamo se di Storia si tratta.
Non abbiamo vissuto noi e nessuno ricorda con esattezza questi fatti.
Libri che evocano un grande passato, di quando la città era stata ribattezzata Arrittopoli, ma che poi, in seguito alle proteste dei cittadini di Alligatoropoli tornò ad essere Mosciopoli.
Ricordiamo il vecchio Padre che abbracciò i suoi figli ribelli e scapestrati e li punì in pubblica piazza con dieci scudisciate l’uno.
I sovversivi erano andati in giro a svelare senza permesso i segreti della Nduglia Magica, antico rituale del luogo; per farvi un’idea: peggio che spifferare, durante la guerra fredda, ai sovietici gli ingredienti segreti della Coca Cola!
La Nduglia Magica aveva poteri taumaturgici anche se volgarmente era utilizzata per risolvere disturbi di stitichezza e qualche satiro la utilizzava come afrodisiaco.
Certo restava il test di virilità al quale i figli maschi delle famiglie notabili, (al compimento dei diciotto anni) erano sottoposti.
Era chiamata “la Prova”:
Consisteva nel mangiare una salsiccia intera preparata ad uso “Arbereshe”, (ovvero gli italo-albanesi), in pratica si trattava di nduglia non spalmabile, senza ne bere ne mangiare pane per tre ore.
Superata “la Prova” il giovane poteva tornare a casa anche oltre la mezzanotte.
Questa tradizione caduta in disuso è mantenuta dalla “Loggia del Tritone”.
Damiano, stanco di raccontare le vecchie leggende cittadine e torna a casa.
“Penso che uscirò e farò una passeggiata
Non accade molto qui, niente mai arriva a conclusione.
Ho preso un sentiero non battuto una volta, dove non è chi è veloce a vincere la corsa,
ma chi è meritevole, chi sa discernere parole di verità.
Ho scelto uno Straniero (*) che m’insegni a guardare nel bel volto della pietà
All'infuori di due uomini sulla banchina del treno, non c'è nessuno in vista,
aspettano che arrivi la primavera, fumando lungo la strada.
La fine del mondo potrebbe arrivare stanotte, ma è tutto a posto.”
A casa fa una piccola rassegna mediatica del giorno.

“Due settimane fa sette persone sono morte ed almeno 11 sono rimaste ferite a Young, circa 380 chilometri ad ovest di Montevideo, in Uruguay, investite da un treno mentre prendevano parte ad una trasmissione televisiva per raccogliere dei fondi di beneficenza da destinare al locale ospedale.
Circa 200 persone partecipavano alla ”prova di forza” del programma tv ”Sfida per il cuore” in onda sul canale Saeta. La scommessa consisteva nello spingere e nel trascinare per vari metri una locomotiva e due carrozze. Pare che la locomotiva sia improvvisamente "impazzita": travolgendo sui binari parte del gruppo che la stava spingendo e che per la velocità del mezzo non ha avuto scampo. I veicoli hanno preso velocità sui binari, finendo per travolgere delle persone scivolate durante lo sforzo.

“Voglio vivere in una città dove nell’ora dell’Aperitivo non ci siano spargimenti di sangue o di detersivo….…Nessuno si fece male, tutti a seguire il feretro del defunto ideale
Si sentiva cantare quanta è bella giovinezza, non vogliamo più invecchiare!” (*)

Ancora non dimentica la tragica vicenda di Marco Lopez diciottenne che morì in diretta tv a Città del Messico dopo aver bevuto quaranta tequile, era una sfida tv dell’emittente Televisa dal titolo “Non sbagliarti” che gia in passato aveva mostrato al pubblico gare estreme.

Su Rai Tre c’è stato Sepulveda, scrittore cileno, parlava di solidarietà, tolleranza libertà e terrorismo, affermava che Pinochet, in fondo è stato solo un grande statista incompreso, il suo ultimo libro s’ intitola “ Sogno di un giovane laureato nullafacente sulla fratellanza e sul rispetto reciproco”
Sempre su Rai Tre, due donne discutevano “sul ruolo della Donna” nel secolo scorso e in quello futuro, trasmettono un’intervista alla poetessa Alda Merini: la teoria è che le donne dalle forti personalità hanno problemi nella società maschilista.
Come se invece gli uomini geniali abbiano vita facile!
Non è una battaglia uomo- donna quella; è molto più evidente: mediocrità contro eccellenza!

Damiano si sollazza e quasi non crede alle proprie orecchie, che spesso infatti sentono male, come quando “un belato” del Vate Bob diviene comprensione del cosmo.
 
E’ davvero sublime, codesta stupidità umana priva d’orizzonte!
Come le critiche a “Love and Theft”, che rapportato ai dischi degli anni sessanta non regge il confronto!
Perché diavolo considerare un artista che è sopravvissuto agli anni sessanta nella cornice dell’epoca? E magari poi, tirare ancora in ballo Beatles, Elvis ed Hendrix.
Cuba, Fidel Castro, Che Guevara, la Dino Ferrari e la Monroe!
Cosa c’entrano?

Le stesse persone che nonostante i tradimenti continuano ancora ad amare e a fidarsi.
Damiano non è stato tradito ma ha smesso di credere, ha fiutato qualcosa che non va.
Aveva annullato se stesso per il Sentimento, ma questo non gli è servito a nulla!
Adesso ha una possibilità epocale: crescere e diventare un uomo, nonostante attorno ci sia un asilo nido senza maestra…

La primavera insorge!

C’è gente che per dare significato alla propria vita si aggrappa a quella degli altri io no, preferisco sprofondare sotto i colpi della mia cattiveria e della mia limpida visione del Se.
Viene voglia di far l’amore con la natura!
Notte del 31 Marzo, notte che se ne va.
Damiano esce dal balcone, c’è una leggera brezza, brivido di freddo e di piacere, si abbandona al proprio sentire, chiude gli occhi e dà un bacio al vento.

ASSIOMA DI MARRI:

“Non chiederti cosa c’è di sbagliato negli altri, capisci cosa tu puoi dare. Non vedi l’elefante che hai sotto gli occhi perché sei distratto dalla mosca dispettosa che ti gira attorno.”
                                                                                                                              (Maruzzu Pezzente)

“Sono passato dagli stracci alla ricchezza nel dolore della notte
Nella violenza di un sogno estivo, nel brivido di una luce invernale,
nell'amara danza della solitudine che svanisce nello spazio, nello specchio rotto dell'innocenza su ogni viso dimenticato.Sento gli antichi passi come il movimento del mare / A volte mi giro, e c'è qualcuno lì, a volte solo io. Sono sospeso in equilibrio sulla realtà dell'uomo
Come ogni passero che cade, come ogni granello di sabbia”.

                                                                                                     (Bob Dylan  “Every grain of sand”)
 
 

(Liberamente ispirato a Shot of love e ad altre canzoni di Bob Dylan)

Dedicato a Riccardo Bertoncelli e a John Martyn

A Bertoncelli per le sue nefaste critiche a Modern Times

A John Martyn per la sua scorticante e lunare interpretazione di “Glory Box”

Un grazie in particolare va a Paolo Cassazione, per le infinite ricerche di materiale audio video!
 

NOTE

(*) Carolei, oltre ad essere il paese d’origine della madre di Dario Twist of fate, è il luogo da cui proviene Mike Porco, il calabrese tutore di Dylan nel ‘61
 
(*) Se capitate a Mosciopoli e non trovate il Trocadero, potete andare al “B side”, è molto simile al locale frequentato da Damiano, Federica, Fausto ed Ercole

(*) Lo straniero è Bob Dylan, nella mia estrapolazione, ovviamente

(*) “La Domenica delle Salme” di Fabrizio De Andrè
 

Canzoni di Bob Dylan estrapolate nel  (dal) racconto
 

I and I      -      Every grain of sand

Ring them bells   -   Is your love in vain?

It’s all right ma (i’m only bleeding)   -    Desolation Row

“La Domenica delle Salme”   di   Fabrizio De Andrè