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"I colori del venerdì erano smorti/mentre le campane della cattedrale bruciavano lente/battendo un colpo per i buoni/uno per le anime gentili/uno per gli storpi/e uno per i ciechi!"
I semi di una nuova forma di canzone
- le catene di fulminee immagini che, una volte legate assieme, avrebbero
dato vita
a Chimes of freedom e, in seguito,
a Mr. Tambourine man, Gates of Eden e It's all right mà - erano
stati gettati mentre
Dylan continuava a lavorare pur
preda di un notevole subbuglio interiore.
Poi Heylin parla del viaggio di
venti giorni che Dylan compì insieme a Paul Clayton e Victor Maimudes
a bordo di una
station wagon attraverso gli Stati
Uniti, da New York alle coste della California.
"Il viaggio di Dylan era stato motivato
anche da un altro fattore: la ricerca dell'ispirazione. Durante tutto il
viaggio Dylan
rimase seduto sul sedile posteriore
della station wagon, picchiettando sui tasti della propria macchina per
scrivere,
scrivendo canzoni e probabilmente
anche poesie. Mentre si dirigevano verso New Orleans, la canzone alla quale
dedicò
più tempo fu Chimes of freedom.
Il già citato refrain "Strikin' for the gentle/strikin' for the
kind/strikin' for the crippled
ones/and strikin' for the blind"
(battendo un colpo per i buoni/uno per le anime gentili/uno per gli storpi/e
uno per i ciechi)
che era apparso nella poesia del
Dicembre 1963 facente parte dei manoscritti Margolis & Moss aveva ovviamente
continuato a ronzargli nella mente;
mentre i suoi compagni si alternavano al volante, egli completò
la canzone.
I precedenti di Chimes of freedom
sono da ricercare nel materiale registrato da Dylan per il proprio terzo
album (The
Times They Are A-Changin'). Il senso
della forza della Natura - il testo della canzone è ambientato durante
una tempesta,
con due amici, o due amanti, che
trovano rifugio sotto l'arcata di ingresso di una chiesa dalla quale osservano
"i rintocchi
di libertà lampeggiare" -
chiaramente riecheggia quello presente nel testo di Lay down your weary
tune; il brano è anche
spudoratamente apocalittico, così
come The Times They Are A-Changin' e When The Ship Comes In. La differenza,
invece, consiste nella promessa
di universale emancipazione (forse anche redenzione?) in esso contenuta;
la canzone è
cantata "per ogni persona in difficoltà
nell'intero universo", anzichè per pochi eletti. Ironicamente, se
la strofa finale di
When The Ship Comes In fosse stata
omessa, l'effetto sarebbe stato in gran parte lo stesso; dopo tutto la
forza della
Natura è una parte essenziale
anche di quella canzone, ed è solo nel suo finale che i veri nemici
vengono identificati.
Il maggior punto di contatto tra
Chimes of freedom e When the ship comes in è il modo in cui il testo
descrive i dettagli di
una coerente visione così
come viene percepita dal cantante. Mentre la sua vita si faceva sempre
più caotica, Dylan
sembrava indossare quel manto visionario
che Rimbaud riteneva essenziale per ogni poeta ("Il poeta fa di se stesso
un
visionario per mezzo di un lungo,
prodigioso e razionale sconvolgimento dei propri sensi...Egli cerca di
raggiungere
l'ignoto, e anche se, come impazzito,
finisce per smarrire il senso delle proprie visioni, egli, perlomeno, le
ha avute" -
Arthur Rimbaud a Georges Izambard,
13 maggio 1871).
Nel febbraio del 1964, Dylan disse
ai propri compagni: "Rimbaud aveva capito tutto. Ecco il genere di roba
che significa
veramente qualcosa, ed ecco ciò
che ho intenzione di scrivere, d'ora in poi".
La composizione di Chimes of freedom
riflettè un'importante cambiamento nel modo di percepire la realtà
da parte di
Dylan, uno spostamento in direzione
delle canzoni intensamente poetiche che egli avrebbe composto più
avanti quello
stesso anno. A parte Chimes of freedom,
Dylan, nel retro della station wagon, lavorò anche agli abbozzi
di altre canzoni;
egli menzionò a Karman la
frase piuttosto trita contenuta in Ballad in Plain D: "Sono liberi gli
uccelli dalle catene del
cielo?", anche se ci sarebbe voluto
un trauma molto personale per aiutarlo a generare il resto della canzone
(la
separazione da Suze Rotolo, ndr).
Secondo quanto affermato dallo stesso
Dylan nelle note di Biograph, egli, mentre si trovava a New Orleans, dette
inizio
anche a un'altra canzone, intitolata
Mr. Tambourine Man, il che, da un punto di vista tanto logico quanto storico,
ha
piuttosto senso; stilisticamente
parlando, Mr. Tambourine Man è infatti molto vicina a Chimes of
freedom, molto più di
quanto lo sarebbero state successive
canzoni visionarie come Gates of Eden.
Una curiosità che mi ha sempre colpito.
E' singolare che nei manoscritti del giovane Dylan conosciuti col
nome di Margolis & Moss l'estratto che sarebbe poi diventato
Chimes of freedom era legato al presidente degli Stati
Uniti Kennedy e che trent'anni dopo quando Dylan avrebbe cantato all'insediamento
del Presidente Bill Clinton alla Casa Bianca avesse eseguito proprio Chimes
of freedom. Ma forse non si è trattato di una coincidenza
Michele Murino
Far between sundown's finish an' midnight's broken
toll
We ducked inside the doorway, thunder crashing
As majestic bells of bolts struck shadows in
the sounds
Seeming to be the chimes of freedom flashing
Flashing for the warriors whose strength is
not to fight
Flashing for the refugees on the unarmed road
of flight
An' for each an' ev'ry underdog soldier in the
night
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.
In the city's melted furnace, unexpectedly we
watched
With faces hidden while the walls were tightening
As the echo of the wedding bells before the
blowin' rain
Dissolved into the bells of the lightning
Tolling for the rebel, tolling for the rake
Tolling for the luckless, the abandoned an'
forsaked
Tolling for the outcast, burnin' constantly
at stake
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.
Through the mad mystic hammering of the wild
ripping hail
The sky cracked its poems in naked wonder
That the clinging of the church bells blew far
into the breeze
Leaving only bells of lightning and its thunder
Striking for the gentle, striking for the kind
Striking for the guardians and protectors of
the mind
An' the unpawned painter behind beyond his rightful
time
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.
Through the wild cathedral evening the rain unraveled
tales
For the disrobed faceless forms of no position
Tolling for the tongues with no place to bring
their thoughts
All down in taken-for-granted situations
Tolling for the deaf an' blind, tolling for
the mute
Tolling for the mistreated, mateless mother,
the mistitled
prostitute
For the misdemeanor outlaw, chased an' cheated
by pursuit
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.
Even though a cloud's white curtain in a far-off
corner flashed
An' the hypnotic splattered mist was slowly
lifting
Electric light still struck like arrows, fired
but for the ones
Condemned to drift or else be kept from drifting
Tolling for the searching ones, on their speechless,
seeking
trail
For the lonesome-hearted lovers with too personal
a tale
An' for each unharmful, gentle soul misplaced
inside a jail
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.
Starry-eyed an' laughing as I recall when we
were caught
Trapped by no track of hours for they hanged
suspended
As we listened one last time an' we watched
with one last look
Spellbound an' swallowed 'til the tolling ended
Tolling for the aching ones whose wounds cannot
be nursed
For the countless confused, accused, misused,
strung-out
ones an' worse
An' for every hung-up person in the whole wide
universe
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.
CAMPANE DI LIBERTA'
parole e musica Bob Dylan
Lontano tra la fine del tramonto
e lo scampanìo spezzato di mezzanotte
ci riparammo in un androne
mentre il tuono esplodeva con fragore
e mentre maestose campane di lampi
colpivano ombre negli abissi
come se fossero lampeggianti campane di
libertà
lampeggianti per i guerrieri
la cui forza è non combattere
lampeggianti per i rifugiati
sull'inerme via della fuga
e per ognuno e per tutti gli sfruttati
soldati nella notte
e vedemmo al di sopra
le lampeggianti campane di libertà
Attraverso la fornace disciolta della città
inaspettatamente guardammo
con visi nascosti
mentre i muri si restringevano
mentre l'eco delle campane nuziali
prima della pioggia sferzante
si dissolveva nello scampanare dei fulmini
che suonavano per il ribelle
che suonavano per il miserabile
che suonavano per lo sfortunato
l'abbandonato e il rifiutato
che suonavano per l'escluso
messo costantemente al rogo
e noi vedemmo al di sopra
le lampeggianti campane di libertà
Attraverso il folle mistico martellare
della selvaggia incessante grandine
il cielo esplodeva i suoi poemi
nuda meraviglia
che il tintinnare delle campane della chiesa
sparisse lontano nella brezza
lasciando solo le campane di fulmini
ed il suo tuono
che risuonava per il gentile
che risuonava per il mite
che risuonava per i guardiani
ed i protettori della mente
ed il poeta ed il pittore
lontano oltre questo giusto tempo
e noi vedemmo al di sopra
le lampeggianti campane di libertà
Nella vasta cattedrale della sera
la pioggia raccontava lunghe storie
per le nude forme senza velo
di nessuna posizione
e suonava per le lingue
con nessun posto in cui portare i propri
pensieri
costrette in situazioni scontate
suonava per il sordo ed il cieco
e suonava per il muto
per la bistrattata madre senza marito
la prostituta ingiuriata
per il delinquente da poco
incatenato ed imbrogliato senza scampo
e noi vedemmo al di sopra
le lampeggianti campane di libertà
Sebbene la bianca cortina di una nuvola
mandasse bagliori in un angolo lontano
e l'ipnotica nebbia acquiginosa
si stesse lentamente alzando
lampi elettrici ancora colpivano come dardi
lanciati non per quelli condannati a vagare
oppure per quelli impossibilitati a vagare
e suonavano per quelli che cercano
sui loro sentieri di ricerca senza parole
per gli amanti con la solitudine nei cuori
con una storia troppo personale
e per ogni gentile anima innocua
costretta dentro una prigione
e noi vedemmo al di sopra
le lampeggianti campane di libertà
Con gli occhi splendenti di sorriso
ricordo quando fummo presi
in trappola dal non scorrere delle ore
perchè stavano sospese
mentre ascoltavamo un'ultima volta
e guardavamo con un ultimo sguardo
incantati e sommersi
finchè cessò lo scampanìo
che suonava per i malati
le cui ferite non possono essere lenite
per le schiere dei confusi, accusati, maltrattati
quelli disillusi o peggio
e per ogni uomo imprigionato
nell'intero universo
e noi vedemmo al di sopra
le lampeggianti campane di libertà
traduzione di Michele Murino
nota: i brani ripresi da Clinton Heylin sono tratti dal volume "Jokerman"
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