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Bob Dylan & Charlie Chaplin
Due vite parallele.... ?
A cura di Salvatore "The Eagle"
Esposito
Sir Charles Spencer Chaplin (1889-1977)
Spesso, nei lunghi dibattiti che ormai popolano la
Rete, la figura di Bob
Dylan è stata paragonata a quella di Charlie
Chaplin.
Questo confronto non è affatto casuale, come
dimostra questo viaggio attraverso le immagini più famose di questi
due grandissimi artisti.
1972
Chaplin durante la cerimonia di consegna degli Oscar
2001
Dylan riceve l'Oscar per Things Have Changed: miglior
canzone originale
GLI OSCAR, DYLAN E CHAPLIN
"Nel 1972, per un bizzarro caso, Charlie Chaplin vinse,
trent’anni dopo, un
Oscar per la sua pellicola "Limelight ". (Un film
apripista a Los Angeles, che fu reso eleggibile; non era successo prima
del 1972). Un gesto piacevole;
soltanto chi si ricorda ora di quel gesto?"
"Se (Dylan) avesse scritto le canzoni per i film prima,
sarebbe stato
eleggibile prima", dice Patrick Stockstill,
coordinatore dei premi
dell’Academy. "Questa è soltanto la sua seconda
canzone per una pellicola."
La prima era stata "Knockin’ On Heaven’s Door" del
1973 composta per il
film "Pat Garrett e Billy The Kid" (Da "Gli
Oscar sono nell'aria")
Bob Dylan riceve il Golden Globe, 2001
Bob Dylan durante la performance ai Grammy del 2002
Greed has poisoned men's souls
- has barricaded the world with hate;
has goose-stepped us into misery and bloodshed.
L'avidità ha avvelenato le anime degli uomini
- ha barricato il mondo con
avversione; ci ha spinto a passo dell'oca nella
miseria e nel massacro.
Da "Il Grande Dittatore"
Well, God is in heaven
And we all want what's his
But power and greed and corruptible seed
Seem to be all that there is
Beh, Dio e' in paradiso
E tutti noi vogliamo ciò che è suo
Ma potere ed avidità e corruzione
Sembra essere tutto quello che c'e'.
da "Blind Willie McTell"

INTERESSI PARALLELI



"Sono un artista, non un politico."


"Un'altra influenza forte per Bob Dylan non era
un musicista, anche se ha
scritto musiche, ma un comico, Charlie Chaplin.
Dopo aver visto molte
pellicole di Chaplin, Dylan si trovò lui
stesso a rubare alcuni gesti del
vagabondo classico delle pellicole mute. Ora, mentre
compare in un numero divertente, potete vedere Dylan nervoso colpire il
suo cappello
leggermente con una specie di puntello, quasi pendente
su esso, come il
vagabondo di Chaplin ha fatto prima di lui." (Stacey
Wiliams)
"Nella sua vena seria, Dylan sembra recitare in una pellicola al rallentatore. Fa oscillare la testa ed il corpo, chiude gli occhi come in un sogno ad occhi aperti e sembra brancolare in cerca di una parola o una battuta, poi risolve la tensione trovando la parola e la battuta." (Robert Shelton)
Nel contesto moderno delle celebrità, Bob Dylan si stacca come se fosse una persona in disparte e misteriosa. Questo perché evita il genere di interviste superficiali, le apparizioni ai Talk Show ed altri mezzucci per conquistare sempre più consensi. Mezzi, questi, comuni alla maggior parte degli artisti.

A Bob piaceva fare l'imitazione di Charlie Chaplin
con l'aiuto di un cappello, una canna e apparentemente
della giacca di Bob
Dylan. Dave andò a dirgli che era un po' stanco
della storia di Charlie
Chaplin e trascorse un notte con lui mangiando una
torta di meringhe al
limone. (Bobdylanroots - "Dave Van Ronk stories")
"Alla fine del concerto Dylan si è inchinato,
un po' Chaplin, un po' pistolero, e, senza fretta, ha lasciato il palco"
(Chicago Tribune, Ottobre 2001)
"Durante il tour estivo Bob è stato fermo. Ora
è tornato a fare Chaplin:
si scrolla i capelli, si gratta il naso, si mette
le mani sulle anche,
muove le ginocchia nell'aria, etc." (da un
commento)
"I fans hanno trovato in lui l'immagine di un ribelle
della canzone, di un
vagabondo musicale alla Chaplin, di un Guthrie giovane,
o di un composto dei migliori cantanti country-blues."
(Note di copertina di John Hammond, Bob Dylan.com)

"Dylan può levarsi in piedi facilmente accanto ad altre
figure importanti del secolo come Pablo Picasso, Jack
Kerouac e Charlie Chaplin. Non per coincidenza, Dylan ha cristallizzato
l'arte di queste tre figure nella sua
persona e nel suo approccio alla generazione. Lo stesso Dylan,
che senza dubbio è un ammiratore dei tre, è sempre stato
scettico rispetto alla sua "importanza". Un intervistatore, abbastanza
fortunato e potente da poterlo intervistare, ma ingenuo, non informato,
o abbastanza privo di immaginazione, gli ha chiesto cosa ne pensasse
a proposito del suo posto nella musica, dato che era una figura così
importante. Incontrò un grugnito e una risposta piuttosto evasiva.
Dylan è riluttante a comunicare con la stampa, lui è sospettoso
nei confronti dell’establishment e sa che molti produttori sono più
interessati al mito di Dylan e non potrebbero mai realmente conoscere chi
è. Inizialmente, può sembrare a qualcuno che Dylan abbia
un carattere spinoso e difficile, ma quando si va indietro ad alcune delle
interviste di Dylan, si comprende come sia un ottimo comunicatore con la
stampa." ("Dylan: La vita e la musica dell’Icona del Folk-Rock Americano",
di Stephen Matteo)
"In costante movimento, le sue movenze sul palco sono quasi un
incrocio comico tra una rock star che agita la
chitarra e ancora una volta Charlie Chaplin, forse anche un po'
di Harpo Marx e di WC Field, gettati dentro
per buona misura" (Commento, Bob Dates)
"A Visalia, durante "Blowin’ In The Wind", Bob aveva posato la
sua chitarra e stava apprestandosi all’assolo
tenendo la sua armonica con la mano sinistra e facendo gesti
quasi comici (ma molto cool) con la destra!!!!!
Penso davvero che i paragoni con Charlie Chaplin che siamo soliti
leggere possano essere giusti!" (recensione)
"Riguardo alla cosa del mimo, Dylan lo usa frequentemente sul
palco come Charlie Chaplin, come in un film
muto" (recensione)
"Dylan stava in silenzio fra una canzone e un'altra ma era particolarmente animato mentre si muoveva. Durante Just Like Tom Thumb's Blues, ha cominciato a muoversi come Chuck Berry mentre faceva il suo tipico passo alla Charlie Chaplin, e intanto agitava in aria la chitarra" ("Dylan abbaglia la folla in anticipo")
"Il comportamento di Dylan sul palco (specialmente nel periodo
iniziale della sua
carriera) ha tante cose da spartire con il vagabondo ed i vari
personaggi di Charlie Chaplin, tanto che sarebbe bizzarro effettivamente
se fosse una coincidenza. E varie sono le performance dove si può
sostenere la teoria di Chaplin/Dylan. Ad esempio basta guardare l'inizio
di "Don’t Look Back". Lo humour Chaplinesco è una delle cose migliori.
La stessa cosa vale per le osservazioni su Donovan (entrambe sopra e fuori-fase)
in "Don’t Look Back". C’è sempre uno spirito di prepotenza e un
tocco di satira e di sarcasmo." (recensione)
"Bob mi ha ricordato molto Chaplin, in particolar modo quando
ha accompagnato gli assoli di chitarra con movimenti atletici. Inoltre
guardava il pubblico mentre passava con i suoi movimenti da rockstar" (recensione)

“Tranquillo, distaccato come Charlie Chaplin" (Bob Dates)
"Dylan è ancora un grande trasformista, un epigono di Chaplin nel rock'n'roll" (recensione)
"Era abbastanza divertente guardarlo fare i suoi movimenti che erano metà da rock-star e metà Charlie Chaplin..." (recensione)
"Ha fatto rapidamente movimenti alla Charlie Chaplin e perfino
un passo dell’oca falso intorno al palco"
(recensione)
"Ha sessant'anni e gioca ancora a fare Chaplin sul
palco."
(recensione, rmd)

(da "Il Grande Dittatore", cfr. "Sugar Baby")

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