Maggie's Farm
intervista

I CAMALEONTI

Un grazie di cuore a nome di MF a Livio Macchia, storica voce dei Camaleonti, per averci concesso questa lunga intervista (e grazie naturalmente agli altri membri del gruppo: Tonino Cripezzi, Massimo Brunetti, Michele Vurchio, Valerio Veronese).
Michele Murino


Maggie's Farm: Iniziamo dalle novità più "attuali". Di recente avete celebrato un importante anniversario con un CD che ha in allegato anche un DVD...

LIVIO:  Innanzi tutto grazie del vostro interessamento per noi, cosa vi posso dire di più? Nel 2004 abbiamo avuto questa idea per festeggiare i nostri 40 anni di attività realizzando l’album "CAMALEONTI - 40 anni di musica e applausi", dove è contenuto un DVD , un CD e un libretto con il riassunto della nostra  avventura musicale, nel DVD oltre alle nostre canzoni di più grande successo abbiamo inserito anche 2 nuove canzoni inedite tutto dal vivo e se avete avuto occasione di vederlo e ascoltarlo, ci sono dei nostri commenti e inserti di manifestazioni dell’epoca  ed anche una serie di fotografie in bianco e nero; in questo DVD non abbiamo fatto in tempo a registrare la canzone NEL VIAGGIO dedicata a Paolo (batterista) e a Riki Maiocchi (il nostro primo cantante) che ci hanno lasciato proprio nel periodo in cui stavamo uscendo con questo lavoro. Però NEL VIAGGIO è inserita nel CD Audio sempre nello stesso album e quindi potrete ascoltare e vedere 15 canzoni di successo dei Camaleonti e 3 canzoni nuove nuove.  Io penso che sia un buon lavoro anche perché ci abbiamo messo tutto quello che avevamo a disposizione (anche l’anima... si fa per dire…… considerando che Paolo stava già male e che se ne sarebbe andato dopo tre mesi).

Sempre per restare nel campo delle cose attuali, abbiamo letto che avete in cantiere un nuovo disco di inediti? E' vero? Potete parlarci di questo progetto e di altre iniziative future?

Per adesso stiamo cercando e componendo brani nuovi per averli pronti nel caso una casa discografica si accorga che ci siamo e ci faccia realizzare un nuovo lavoro, ma con i tempi che corrono sembra improbabile. Ma noi siamo sempre speranzosi.

I Camaleonti sono uno degli storici gruppi musicali italiani. Quando avete iniziato a suonare e come è nata la formazione storica (sappiamo che all'inizio ci sono stati alcuni avvicendamenti)? E perchè questo particolarissimo nome?

Abbiamo cominciato quasi per scherzo, eravamo io e Paolo (De Ceglie, ndr) e frequentavamo la stessa scuola ,  si cominciava a suonare strimpellando e divertendoci alle feste o ci trovavamo con altri amici con la stessa passione per la musica nei giardini vicino casa, si organizzavano concertini ed eravamo un bella compagnia in cui non mancavano anche le ragazze che ci seguivano. Abbiamo conosciuto ad una di queste performance Riki Maiocchi e poi Gerry Manzoli e Tonino (Cripezzi, ndr),  piano piano e considerato che ci definivano bravi,  abbiamo deciso che questo doveva essere il nostro “lavoro”. Ci siamo messi d’impegno e aiutati anche dalle nostre famiglie, abbiamo  cominciato a comprare strumenti importanti,  chitarre , basso, microfoni, amplificatori e impianto voci, il tutto di buone marche ed anche il nostro primo camioncino Volkswagen, insomma tutto quello che poteva servire ad un gruppo con la voglia di suonare davanti ad un pubblico, cominciando  ad accettare le prime scritture nei locali da ballo che allora si chiamavano “Dancing” o “Night-Club” (dovevamo in qualche modo iniziare a pagare gli strumenti che avevamo comprato) con grande successo anche perché, come vi dicevo, avevamo un bel seguito di  amici che ci seguivano dappertutto. Il nostro repertorio spaziava in tutti i campi, se in questi locali c’erano persone un po’ avanti in età non ci facevamo problemi ad eseguire un repertorio più soft (intendo Valzer, Cha cha cha, Tanghi , brani soft del grande repertorio standard  americano) , se invece nei pomeriggi danzanti (chiamati cosi’ perché ci si esibiva  proprio di pomeriggio) c’erano tutti i giovani allora ci scatenavamo in Rock, Twist, e tutta quella musica che piaceva a noi ed anche agli stessi giovani e in questo caso c’era una ricerca di pezzi che non eseguiva nessun altro gruppo di allora. Da questo, l’intuizione di chiamarci Camaleonti (come il Camaleonte cambia colore a seconda dell’ambiente in cui si trova, noi cambiavamo genere musicale a seconda della gente che veniva a sentirci). Il nome i Camaleonti è nato nel 1964 e in quel periodo abbiamo inciso i nostri primi 2 pezzi PORTAMI TANTE ROSE e SHA LA LA LA LA  che diventarono due successi (un particolare strano era che questi due brani noi li eseguivamo già da qualche anno quando ancora non ci chiamavamo Camaleonti e la gente che ci ascoltava andava in qualche negozio di dischi per acquistarli ma, naturalmente,  non li trovava) , da qui il contratto della casa discografica Kansas che ci fece incidere questi due pezzi che comunque vendettero circa 400.000 copie ognuno e fu già un bel successo. PORTAMI TANTE ROSE è una canzone nata nell’anno 1935 e ripresa da noi adattandola a  “blues” e SHA LA LA LA LA è una “cover” di un pezzo americano.  Qualche tempo dopo in seguito a questi successi abbiamo inciso i nostri primi  due Album “THE BEST RECORDS IN THE WORLD” e “PORTAMI TANTE ROSE” dove erano contenute  canzoni “cover” e pezzi italiani  che andavano forte in quel momento e nel 1966 abbiamo partecipato al nostro 1° Cantagiro che fu la nostra prima apparizione  ad una grossa manifestazione,  con la canzone CHIEDI CHIEDI  nel girone C come Complessi. In questo Cantagiro c’eravamo tutti: Equipe 84, Rokes, Corvi, Sorrows, Motowns, Nomadi, Dik Dik ed altri che in seguito si son persi per strada (si fa per dire). Subito dopo , Riki Maiocchi lascia il gruppo e subentra Mario Lavezzi. Fummo contattati nel ’67 dalla casa discografica CBS che ci voleva a tutti i costi e non ci lasciammo sfuggire questa occasione e nello stesso anno partecipammo al Cantagiro con la canzone NON C’E’ NIENTE DI NUOVO usando per la prima volta la grande orchestra sia in incisione che dal vivo, ormai eravamo lanciati e nel ’68 ascoltammo un pezzo dei Procol Harum,HOMBURG,  che facemmo subito nostro con la bella conseguenza che in poche settimane di tempo vendemmo qualcosa come 1.500.000 copie e per quel periodo era una cosa mai successa . Cominciarono i primi riconoscimenti: Dischi d’oro , Maschere d’argento, Premio Numero 1 alla carriera, Coppe varie e perfino il Telegatto che allora non davano a “cani e porci” (scherzo). Giravamo come trottole da un punto all’altro dell’Italia e finalmente fummo contattati da un impresario che ci propose la nostra prima  tournèe  negli Stati Uniti , eravamo veramente felici di tutto questo,  il nostro sogno si avverava. Nel ’69 ci fu un’altra canzone di successo APPLAUSI  e in quello stesso anno avevamo in classifica di vendita ben 2 pezzi di successo L’ORA DELL’AMORE e APPLAUSI (e allora le classifiche di vendita non erano pilotate come adesso). Nel 1970 ci fu la consacrazione, partecipammo al Festival di Sanremo con ETERNITA’ altro grandissimo successo. Beh ! il seguito della storia lo puoi trovare in Internet www.camaleonti.it

Dopo oltre 40 anni di attività, siete ancora oggi molto impegnati nella vostra attività concertistica. Qual è la molla che vi spinge ancora "on the road" dopo così tanti anni e così tanti successi?

Io penso che con la musica non si può pretendere di cambiare in meglio il mondo però dobbiamo ricordare che la musica può essere la migliore ambasciatrice della cultura nel mondo (intendo tutta la musica). La musica leggera diciamo che è un po’ penalizzata da tutto questo, la canzone è nata e cresciuta come Cenerentola delle arti, perché non ha mai avuto sovvenzioni statali come può avere il cinema, la musica classica o altre attività culturali, come il teatro, e questo secondo me è uno sbaglio , ci sono oggi dei giovani musicisti che non riescono a proporre i loro lavori perché a capo delle Case Discografiche c’è della gente che di musica ne capisce meno di una “mazza”. Noi siamo stati fortunati  perché il nostro periodo era quello dei grandi cambiamenti sia in Italia che nel mondo, i giovani di allora cominciavano a prendere coscienza  e cercare di contare di più . Si cantava di fabbriche ed Università occupate e la gioventù di allora, stanca e delusa, ha cominciato a reagire e costruire movimenti di protesta sociale e politica  verso un sistema che tendeva ad emarginare gli stessi giovani. Ci furono grandi battaglie a volte anche dure e violente  e forse ingiustificabili ma comunque vitali e solidali sempre alla ricerca di cose semplici come il piacere di stare insieme, parlare, ascoltare musica o cantare con la voglia di creare una vita migliore. Il discorso è molto ampio da fare per quegli anni che furono, come vi dicevo, di grandi cambiamenti e sconvolgimenti culturali, forse furono gli anni più straordinari del dopo-guerra e in qualche modo hanno anche influito sulle generazioni venute subito dopo, dalla scuola alla musica ed anche alla formazione delle classi dirigenti. E’ stato il periodo in cui la sinistra italiana manifestava anche atteggiamenti “ottusi” perché bastava sbagliare il “look”, la maniera di vestirsi per essere etichettati come “fascisti”, non si riusciva ancora a capire che la Musica deve essere, comunque, posta al di sopra delle parti. C’erano anche dei cantanti o gruppi o cantautori che con la scusa dell’impegno sociale , ci marciavano, cavalcando questo equivoco. I Camaleonti non erano “sessantottini” e non credevano alla lotta armata ma si andava in piazza per cose più concrete come la battaglia per il divorzio o quella sull’aborto ma il nostro comune denominatore era sempre la musica e ancora adesso quando siamo in giro per le nostre tournèe, rinasciamo,  perché oltre al nostro lavoro, questa è la nostra vita e ci piace farlo SEMPRE!!!!

Alla fine degli anni '60, con il cambio di casa discografica (passaste alla CBS), abbandonaste alquanto il filone "beat" (quello delle tante cover della vostra prima produzione) per passare ad un genere più marcatamente melodico italiano (non a caso in questo periodo iniziaste ad avvalervi della collaborazione di musicisti a volte provenienti dall'orchestra della "Scala"). Come ricordate quel periodo e quale di queste due facce dei Camaleonti prediligete?

Nel 1967 avevamo già all’attivo 2 Album o 33 giri di successo con vari 45 giri, però diciamo che la nostra Casa Discografica di allora (la Kansas che era una marca gestita da Michi Del Prete  e quindi del Clan Celentano) cominciava a starci un po’ stretta , chiedemmo una lettera liberatoria anche perché avevamo una buona scusa nel senso che loro avevano venduto i nostri dischi ma noi avevamo preso solo le briciole di questa vendita… fummo contattati dalla CBS e siccome volevamo fare il salto di qualità, ci lasciarono finalmente liberi. Firmammo un buonissimo contratto con la CBS ed avemmo a disposizione dei grossi autori come Bigazzi, Mogol, Battisti, Pace, Cavallaio e il grande Luciano Beretta che era di una simpatia unica,  che ci proponevano dei pezzi poi diventati grossi successi, c’era una grandissima scelta di brani che se non incidevamo noi diventavano a loro volta dei successi con altri artisti (vi posso citare MINUETTO poi inciso da Mia Martini, MALATTIA D’AMORE incisa da Donatello, IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA incisa dai Dik-Dik ecc.). Per quanto riguarda la grande orchestra, vi ho detto prima che la canzone NON C’E’ NIENTE DI NUOVO è stata incisa con la grande orchestra, prima si incideva la parte ritmica suonata da noi e poi si aggiungevano fiati e violini usando anche i musicisti della Scala . Questo esperimento era gia stato usato in un pezzo inciso con la Kansas qualche anno prima, se avete occasione ascoltate il brano ORA HO CAPITO inserito nell’Album PORTAMI TANTE ROSE, in quel pezzo furono usati un Quartetto d’archi, una tromba , due chitarre acustiche e un cembalino, diciamo che erano strumenti inconsueti per un gruppo come il nostro, ma ci piaceva sperimentare. Un'altra incisione con l’orchestra era il pezzo NOI E GLI ALTRI  facciata B dell’ORA DELL’AMORE che fu usato come sigla televisiva del programma omonimo con un Video bellissimo in bianco e nero che forse nelle Teche della Rai è andato perduto; in questo brano oltre alla grande orchestra usammo strumenti come  Fagotti e Controfagotti e l’effetto, all’ascolto, era bellissimo. Il top di tutta questa sperimentazione lo raggiungemmo con la canzone IO PER LEI  dove fu usata  proprio solo una grande orchestra di violini  e mi ricordo che c’erano i professori musicisti di musica classica,  che ci guardavano dall’alto in basso ma che  poi conoscendoci meglio diventarono nostri  amici . Diciamo che nella maggior parte dei nostri più grossi successi è stata usata la grande orchestra e fummo subito “copiati” da un altro gruppo l’Equipe 84. Comunque sempre pensando a quel periodo non ci dimentichiamo le nostre origini “Beat” però i brani che preferiamo sono quelli di maggior successo anche perché se Tonino canta in quella maniera, era  giusto rivestire le canzoni con gli arrangiamenti come facevamo allora  e tanto più che i costi non erano esorbitanti, diciamo che allora si poteva sperimentare , se dovessimo farlo adesso non basterebbe una Banca a disposizione… Chiaro ?  Dimenticavo,  nella canzone VISO D’ANGELO l’inizio è inciso con un’arpa su un nastro fatto girare poi al contrario con un effetto, all’ascolto, molto strano.

E' vero che mancò poco che rischiaste di perdere la possibilità di incidere quello che è uno dei vostri indiscutibili massimi successi, "L'ora dell'amore", (che vendette l'incredibile cifra di un milione e mezzo di copie) a vantaggio dei vostri amici/rivali dei Dik Dik? Come ricordate quell'episodio e, più in generale, c'era rivalità tra i vari gruppi dell'epoca? Che ricordi avete di quelli che oggi vengono giustamente definiti "i mitici anni '60"?

Nel 1967 i Dik-Dik incisero SENZA LUCE versione italiana del noto brano dei Procol Harum ma i nostri discografici della CBS avevano già bloccato HOMBURG  per noi che diventò poi L’ORA DELL’AMORE  col successo che ne derivò, e quindi non rischiammo niente. Con i Dik Dik non siamo stati mai rivali, anzi ci vediamo tutt’ora e andiamo anche a mangiare nel loro ristorante, mentre con l’Equipe 84 c’era un po’ di diffidenza dovuta al fatto che Vandelli se la tirava un po’ troppo, ma non è una cattiva persona ed inoltre ha una gran bella voce ma niente rivalità. Per quanto riguarda gli anni ’60, penso di avervi risposto abbastanza nella domanda precedente ma una cosa che ci ricordiamo bene è che eravamo tutti un po’ più giovani e più… incoscienti… nel senso buono della parola.

Come ricordate le vostre esperienze sanremesi? Abbiamo letto che avete anche duettato con il grande Stevie Wonder?... E’vero?

Il nostro primo Sanremo è stato nell’anno 1970 ed eravamo in coppia con Ornella Vanoni con la canzone ETERNITA’, come vi dicevo, prendevamo tutto come un gioco perché non bisogna mai smettere di divertirsi ed anche in questo caso abbiamo partecipato a quel Sanremo con un po’ di incoscienza, ci sembrava di vivere in un sogno ormai eravamo considerati Big…..Sanremo è la più grande manifestazione musicale dell’anno, un appuntamento dove sono coinvolti mondanità e gusto popolare e per molti critici è anche la chiave di lettura del costume italiano abbinato alla musica e per molti cantanti è una vetrina unica dove in 4 minuti può accadere il miracolo se si è capaci di fare bene il proprio mestiere. Comunque non abbiamo mai duettato con  Stevie Wonder purtroppo,  però ci sono state occasioni con Gene Vincent, Vanilla Fudge, Chicago e abbiamo conosciuto bene Jimi Hendrix e Richie Blackmore.

Tra i molti parolieri che hanno firmato i vostri brani, a quale siete maggiormente legati? Abbiamo tra l'altro letto che un po' rimpiangete di non esservi dedicati molto a comporre e scrivere in prima persona... E' vero?


disegno di Guido Crepax

Gli autori a cui siamo particolarmente legati sono Mogol , Battisti , Pace , Cavallaro , Beretta, ma mi sembra di averne parlato prima; per il fatto che rimpiangiamo di non essere autori dei nostri pezzi di successo, rispondo più giù.

Come ricordate oggi Ricky Maiocchi e Paolo De Ceglie, storici membri dei Camaleonti, purtroppo recentemente prematuramente scomparsi?

Come possiamo dimenticare due amici e fratelli come Riki e Paolo con cui abbiamo diviso tutto… Riki comunque ci ha abbandonato subito per fare il cantante solista tra l’altro con successo e se non fosse stato tutto matto , a parte che è morto, sarebbe diventato un numero 1 nella scena della canzone italiana, con lui anche dopo la rottura col gruppo, siamo rimasti molto amici e tanto più che dopo 2 anni dalla sua morte abbiamo organizzato in un locale di Milano il Riki Maiocchi Day, coinvolgendo amici , musicisti , e fans della prima ora.  Per quanto riguarda Paolo, ha suonato con noi la batteria  fin dall’inizio , vi avevo detto che andavamo a scuola assieme e vi posso confermare che lui era un po’ l’anima del gruppo perché prevedeva sempre quello che poteva succedere sia a livello di contratti con le varie Case discografiche e sia a livello concerti con i vari impresari di turno, che a volte erano proprio dei banditi .Oggi lo ricordiamo e lo rimpiangiamo con tanto tanto affetto, anche nei nostri concerti.

Per un certo periodo Mario Lavezzi ha fatto parte del vostro gruppo. Potete raccontarci qualcosa di quel periodo? Tra l'altro fu sostituito da Gabriele Lorenzi futuro membro del gruppo Formula 3...

Andando via Riki Maiocchi , sentivamo l’esigenza di inserire un quinto elemento nel gruppo, Mario Lavezzi ha fatto parte dei Trappers dove Tonino era il cantante e tastierista e visto che era un buon elemento sia alla chitarra che alla voce,  lo inserimmo nel gruppo  anche perché andando via Tonino i Trappers non esistevano più. Purtroppo dopo 2 anni con noi, è partito per fare il militare e noi ci siamo trovati  con  tanti concerti in programma e con un elemento in meno, abbiamo subito contattato Gabriele Lorenzi  che gia conoscevamo come un buon tastierista e considerato che avevamo comperato un organo Hammond e che eseguivamo i pezzi dei Procol Harum, ci è sembrato giusto organizzare i Camaleonti con pianoforte da una parte e tastiere dall’altra, naturalmente con chitarra , basso e batteria. Sembrava il gruppo perfetto se non che Gabriele aveva un carattere un po’ particolare e male si abbinava con le nostre abitudini. Dopo che avevamo inciso il pezzo IO PER LEI, decidemmo a malincuore di mandarlo via e questo è stato un bene per lui perché con Alberto Radius e Tony Cicco formarono la Formula 3, ma anche con loro sembra che non si siano trovati d’accordo, infatti la Formula 3 è un gruppo ancora in attività mentre Gabriele, adesso, è un semplice pianista da piano-bar (senza togliere niente a questi musicisti che sono bravi anche loro).

Tantissimi sono i grandi successi del vostro repertorio, ma se doveste sceglierne solo uno o due, da quali vi sentite maggiormente rappresentati...?

I pezzi che identificano meglio il gruppo dei Camaleonti penso che siano L’ORA DELL’AMORE e APPLAUSI  anche perché ultimamente quando andiamo in televisione per qualche ospitata, ci fanno fare solo quelli. Io in particolar modo sono legato alla canzone MAMMA MIA di Lucio Battisti. Naturalmente ci piacciono  tutti i nostri più grandi successi.

Com'è cambiato il mercato discografico dall'epoca dei vostri successi degli anni '60 e '70 ad oggi? E quali artisti giovani, o comunque recenti, vi hanno particolarmente colpito?  Che ne pensate ad esempio de Le Vibrazioni che sembrano rifarsi molto alle sonorità degli anni ’70 ?

Come ti dicevo prima, il rapporto con la casa discografica era che le decisioni andavano prese democraticamente di comune accordo. C’erano autori, poi diventati famosi, che lavoravano per noi, ecco l’unico nostro cruccio era ed è che non siamo stati autori dei nostri pezzi di maggiore successo, se lo  fossimo stati, questo avrebbe portato nelle nostre casse un maggiore guadagno. Essere autore ed editore di una canzone di successo, comporta un guadagno enorme a livello di SIAE (società italiana di autori ed editori), perciò vendendo tanti dischi, per questi autori eravamo come la gallina dalle uova d’oro, questa cosa l’abbiamo capita molto dopo e comunque non era facile costruire canzoni di successo come “Applausi, Eternità, L’ora dell’amore, Viso d’angelo, Perché ti amo? Ecc.ecc.”. Gli incontri con questi autori nascevano allora da rapporti di conoscenza e qualche volta di amicizia, comunque sempre di stima da ambedue le parti, questo rapporto che c’era dietro le persone – autori era di affinità ed in questo modo si riusciva a creare l’atmosfera adatta al pezzo da interpretare. In sala di registrazione ci prendevamo il tempo di cui avevamo bisogno, diciamo che le case discografiche, allora, investivano soldi in gruppi o cantanti e li aiutavano naturalmente a crescere nel tempo, si potevano allevare i talenti e da qui un successo dietro l’altro mentre oggi se sbagli il primo disco, sei finito. C’era una ricerca di suoni diversi, sperimentazioni, maniere di cantare sempre più ricercate, pensa che avevamo anche, nei sotterranei della casa discografica, un grosso stanzone dove potevamo provare sia i nostri concerti che le canzoni che dovevamo incidere e poi ci spostavamo nei piani alti dove c’era lo studio di registrazione  e potevamo incidere i nostri provini o realizzavamo i nostri pezzi che poi diventavano dei grandi successi, eravamo, come si dice, tutto casa e chiesa... Adesso non è più come una volta, diciamo che parecchi artisti hanno in casa propria dei veri studi di registrazione e con l’avvento della tecnologia dei Computer si riesce a realizzare un prodotto finito e pronto per il mercato con la conseguenza che tanti successi che si sentono adesso, sembrano tutti uguali, stessi suoni per tutti, siamo nell’era tecnologica dove si organizzano concerti con effetti speciali dove il 70% delle registrazioni sono realizzati con suoni campionati al Computer,  anche se ultimamente c’è una controtendenza e si sta tornando al vecchio sistema Analogico perché ci si è accorti che le canzoni in questa maniera perdevano l’anima e il calore. Oggi facciamo fatica a capire molte cose come Nuove Tecnologie – New Economy – Mercato Globale ecc. e siamo soltanto sicuri della nostra grande confusione. L’industria discografica ha comprato tutto, perfino la ribellione che era il primo fondamento del Rock. Chi comanda è il Marketing, tutto è in vendita, l’arte, la scienza e la musica è diventata come la tappezzeria, non si ascolta più, vai al ristorante e c’è musica in sottofondo, come negli alberghi, in ascensore, in macchina, nei grandi magazzini e ultimo nelle suonerie dei cellulari e nelle segreterie telefoniche, diciamo che la musica ti segue dappertutto, che l’industria dei “gadget” è sempre più spietata nel monetizzare tutto quanto può piacere ad un ragazzo, e tutto avviene più velocemente ed è molto facile rimanere intrappolati in questo giro (sono uscito un po’ fuori dal nostro discorso). Fra gli artisti giovani quelli che si sono maggiormente distinti sono proprio Le Vibrazioni che tra l’altro abbiamo conosciuto e ci hanno detto apertamente che hanno saccheggiato dalle sonorità di allora, vi posso dire che l’hanno fatto molto bene; un altro artista che ci piace molto è Ramazzotti, e anche Cesare Cremonini perché riesce a comporre pezzi che ricordano Paul McCartney. Fra gli ultimissimi mi piacciono gli Zero Assoluto.

Come ricordate il grande Lucio Battisti, vostro autore ed amico? Di Lucio avete cantato più di un brano ed avete inoltre portato al successo "Mamma mia", a nostro avviso uno dei brani più belli scritti da Battisti per altri artisti. Come nacque quella collaborazione e che ricordo avete oggi di lui?

Per me Lucio Battisti è stato il più grande ed anche non avendo una bellissima voce, nelle sue canzoni è riuscito a dare l’atmosfera giusta e poi lui ha insegnato a tutti una maniera nuova di cantare che è stata adottata da parecchi artisti venuti subito dopo, vedi Ramazzotti, Nek o Gianluca Grignani (a proposito di quest’ultimo adesso non sa se imitare Vasco Rossi…..o altro). Lucio Battisti è diventato grande perché le sue canzoni oltre ad avere una bella melodia molto semplice (figuratevi che alcune sue canzoni sono costruite su 3 accordi vedi ANNA o LA CANZONE DEL SOLE) avevano le parole scritte dal grande Mogol che ha dato alle sue canzoni il significato di bellezza ai pensieri ed a questo punto è avvenuta la magia e queste stesse canzoni sono diventate molto popolari e le hanno cantate o le cantano tutti. Secondo me, una canzone oltre a regalare sogni ed emozioni, deve scatenare dentro di noi una reazione chimica che con gli anni diventa un gioco della memoria e un artista (cantante o gruppo o anche attore) che sa entrare nei cuori della gente che ascolta, vi rimane per sempre, nonostante le mode e rimane anche un regalo che da una generazione passa all’altra, come una bella eredità. In quel periodo (parlo del 1969) Paolo abitava in una casa  a Milano al 1° piano e Battisti al 5° e la sera quando eravamo liberi, ci si trovava in casa da Paolo anche con Lucio Battisti e da quegli incontri nacque un progetto per un Long-Playing che chiamammo VITA D’UOMO dove si raccontava attraverso 4 canzoni la Nascita, i Primi amori e anche le prime delusioni, la Maturità e quindi la Vecchiaia di un uomo, il tutto collegato con delle musiche e dei parlati fra una canzone e l’altra. Il progetto piacque alla Casa Discografica e realizzammo questo Album inserendo delle canzoni, la prima scritta da Al Bano (ANGELO MIO), la seconda scritta da Battisti (MAMMA MIA), la terza scritta da Vandelli (IL VELIERO BLU cantata da Paolo che era la prima volta che cantava) e l’ultima GLORIA (ed anche in questo pezzo abbiamo usato i coristi della Scala), venne fuori un bellissimo lavoro realizzato in equipe e coinvolgendo anche amici e musicisti come la PFM  e lo stesso Battisti. Per tutto questo lavoro abbiamo preteso dalla Casa Discografica che questo Album fosse messo in commercio a un prezzo bassissimo o politico come si usa adesso. Se vi capita ascoltate questo disco perché è veramente bello, purtroppo non esiste un CD di questo lavoro. Se ne vendettero copie a livello industriale e subito dopo la stessa Casa Discografica mise in commercio un 45 giri con la canzone MAMMA MIA anche se noi eravamo contrari, ma purtroppo... il Marketing andava rispettato…

Nelle vesti di curatore del sito italiano di Bob Dylan non posso naturalmente esimermi dal farvi una domanda sul mentore del nostro sito al quale siete comunque legati, avendo cantato il suo brano "If you gotta go, go now" con il titolo "Non sperarlo più". Potete raccontarci qualcosa di quell'episodio?
E più in generale come ricordate quel periodo degli anni sessanta in cui, per citare il vostro celebre brano "Come passa il tempo" (realizzato con i Dik Dik e Maurizio Vandelli) , "sognavate l'America"?

Come dicevo prima, giravamo negli uffici delle Case Discografiche, alla ricerca di dischi che arrivavano dall’America o dall’Inghilterra (in quel periodo ascoltavamo di notte una Radio che si chiamava Radio Luxembourg che mi pare trasmettesse da una nave fuori da qualche baia nell’Europa del nord , da queste trasmissioni si ascoltavano  i pezzi che piacevano molto ai ragazzi di allora , cercavamo canzoni inedite che non potevano fare altri gruppi o cantanti perché volevamo distinguerci ) , tramite  questa Radio avevamo ascoltato canzoni come IF YOU GOTTA GO, GO NOW di Bob Dylan oppure NORWEGIAN WOOD dei Beatles oppure A GROOVY KIND OF LOVE ed altre. Spulciando e ascoltando brani nelle varie Case Discografiche, sceglievamo i pezzi che più si adattavano alle nostre corde, li imparavamo dagli stessi dischi, estrapolando accordi e testi, poi li provavamo e se venivano bene li incidevamo (allora era tutto un po’ più facile di adesso), posso dirvi che allora non conoscevamo personaggi come Bob Dylan (ti parlo del 1962/63) o altri, a noi piacevano i pezzi senza pensare agli artisti che li interpretavano. Come potete notare  l’America, citata nel pezzo COME PASSA IL TEMPO,  la sognavamo attraverso le canzoni o i film e i personaggi come Elvis Presley, Little Richard, James Dean e tanti altri.

Tra l'altro, sempre a proposito di Dylan, voi avete proposto uno dei brani di protesta più celebri del periodo "Ci vuole poco"... Foste influenzati da quella corrente di canzoni di protesta che proveniva dall'America e che aveva in Bob Dylan l'esponente più illustre?...

Abbiamo sempre preferito cantare l’amore alla protesta anche se all’inizio diciamo che ci siamo fatti coinvolgere, e comunque non  disdegniamo quei pezzi perché ci piacevano veramente. CI VUOLE POCO è una “cover” del pezzo “COME ON HOME” , nella versione italiana è venuto fuori quel testo che ci è piaciuto e l’abbiamo cantato ma con questo non vuole dire che cercavamo di cambiare il mondo con dei testi di canzoni di protesta, noi pensavamo di fare  bene il nostro lavoro anche cantando questo genere di brani. Sono passati molti anni da quegli esordi e a guardare indietro, sembrano tantissimi confrontati ai nostri giorni, vedo nei giovani un grande vuoto ideologico, una gioventù sempre più annoiata ed insofferente alla ricerca di miti virtuali e falsi. Vi posso dire che molti cantanti , gruppi, cantautori (non faccio nomi), con la scusa dell’impegno sociale, a volte ci marciavano ed ancora oggi molti personaggi musicali , parlano apertamente della loro fede politica e poi si buttano nelle braccia dei vari vincitori di turno, mentre secondo noi la canzone deve essere un cosa di evasione, di poesia e fare dimenticare per un po’ alla gente i problemi che ci circondano. Diciamo che la canzone e la musica tutta deve essere al di sopra delle parti (gia detto). Vi posso dire che non siamo mai stati cortigiani di nessuno e di questo ne siamo veramente contenti perchè le verità, quelle vere, sono altre... Ad esempio vediamo persone normali e sconosciute che vivono il sociale senza farlo pesare a nessuno; queste persone, finito il loro lavoro quotidiano, vanno a fare volontariato in Istituti per anziani e ad aiutare chi ha veramente bisogno.

www.camaleonti.it



Michele Murino con i Camaleonti: Livio Macchia, Tonino Cripezzi e Massimo Brunetti



 
NON SPERARLO PIU'
(If you gotta go go now)

(Camaleonti - Bob Dylan)

Una settimana
è già passata e tu
non ti fai più viva
speri che ti cercherò

non sperarlo più
io sono ormai
già stanco di te, lo sai
non ti cercherò mai più

Son due settimane
che non vedo te
forse ci ripenso
ti cerco e non ne parlo più

forse sbaglio chissà
io sono però
già stanco lo sai, di star
senza rivedere te

Una settimana 
è già passata e tu
non ti fai più viva 
speri che ti cercherò

non sperarlo più 
io sono ormai
già stanco di te, lo sai
non ti cercherò mai più, oh yeah
non ti cercherò mai più
non ti cercherò mai più


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