E' uscito!
The Bootleg Series Vol. 6
BOB DYLAN LIVE 1964
CONCERT AT PHILARMONIC HALL

E' uscito il nuovo splendido album di Bob Dylan
della serie The Bootleg Series.
Contiene lo storico concerto di Halloween, tenuto il 31 ottobre 1964 alla Philarmonic Hall di New York City. Ecco qui sotto la riproduzione del retro copertina con la tracklist del disco (2CD):

NOTE

Mama you been on my mind, With God on our side e It ain't me babe
sono cantate da Bob Dylan e Joan Baez


Silver Dagger
è cantata da Joan Baez (Dylan l'accompagna all'armonica)
Supervisione della registrazione del concerto originale:

Tom Wilson
Prodotto da

Jeff Rosen e Steve Berkowitz

Tutte le canzoni di Bob Dylan
tranne Silver Dagger: traditional arrangiato da Joan Baez e Bob Dylan

L'album contiene un booklet di 54 pagine ricche di splendide foto
ed un saggio ad opera di Sean Wilentz



Dopo la pubblicazione dei Bootleg Series 4 e 5, con il materiale del '66 e del '75, è la volta di un memorabile concerto del 1964, quello della Philarmonic Hall di New York tenutosi il 31 ottobre, giorno di Halloween.
Dylan è in forma strepitosa. A 23 anni, in un cruciale momento di cambiamento, testimoniato dal suo album Another side da poco uscito (con l'abbandono dei brani di protesta), canta 18 canzoni tra le migliori di quel periodo, tra cui alcuni inediti pubblicati in seguito sull'album Bringing it all back home.
Tra questi, una splendida Gates of Eden presentata da Dylan al pubblico della Philarmonic Hall come "A sacrilegious lullaby in D minor" ("Una sacrilega ninna nanna in fa minore"). Il brano lasciò sconcertati gli spettatori, racconta Wilentz nel saggio pubblicato sul disco, con le sue strane immagini, segno della nuova poetica dylaniana.
Il concerto si apre con l'inno generazionale The times they are a-changin', una delle più celebri canzoni di Dylan in quel periodo, cui fa seguito Spanish Harlem Incident, dal recente nuovo album.
La terza traccia è la "famigerata" Talkin' John Birch Society Blues, brano in cui Dylan prendeva in giro una associazione di estrema destra che vedeva comunisti dappertutto. Il brano era stato escluso da The Freewheelin' Bob Dylan e tempo prima era diventato celebre per esser stato censurato dall' Ed Sullivan Show, trasmissione televisiva nel corso della quale Dylan avrebbe dovuto eseguirlo (egli rinunciò a partecipare al programma in seguito a questo veto). Per questo motivo Dylan lo presenta appropriatamente, durante questo concerto della Philarmonic Hall, con il nuovo titolo Talkin' John Birch Paranoid Blues, suscitando le divertite reazioni del pubblico.
Segue una bellissima To Ramona, uno dei migliori brani romantici di Dylan, anch'esso dal recente Another Side.
Un altro brano particolare di questo disco è Who killed Davey Moore? (rielaborato da Dylan sulla base di Who killed Cock Robin?), dedicata alla morte del pugile Davey Moore, finito in coma dopo un incontro di boxe con Sugar Ramos.
Seconda canzone in anteprima presentata quella sera è It's all right ma (I'm only bleeding), durante la quale - scrive Wilentz nelle note - il pubblico rimase assolutamente silenzioso e completamente teso a percepire ogni singola parola di quelle strane, poetiche, incomprensibili liriche ("Dylan ci stava conducendo in posti nuovi" - scrive Wilentz).
Il concerto è caratterizzato anche da una certa dose di umorismo, da molte battute improvvisate da Dylan nel presentare le canzoni, e da molte risate del pubblico (anche nei duetti con Joan Baez, quando Dylan sembra divertirsi ad attaccare le strofe nei momenti sbagliati rendendo difficile seguirlo), o in brani come If you gotta go go now. Addirittura, prima di I don't believe you, Dylan scorda completamente le parole e chiede agli spettatori di aiutarlo (e dal pubblico arriva l'incipit corretto della canzone).
Il primo disco si chiude con Mr. Tambourine Man, anch'essa un'anticipazione del successivo Bringing it all back home, e la classica A hard rain's a-gonna fall.
Il secondo disco presenta soprattutto vecchi successi come Don't think twice it's all right e The lonesome death of Hattie Carroll.
In tre brani conclusivi Dylan è accompagnato da Joan Baez, sua inseparabile compagna (non solo sul palco) in quel periodo, la quale canta anche una splendida Silver Dagger con Dylan all'armonica.
Nel finale Bob concede un bis cantando All I really want to do dopo che dal pubblico erano partite le richieste più disparate, da Chimes of freedom a Mary had a little lamb ("Dio, ho registrato anche quella?", chiede allo spettatore un divertito Dylan).
Live 1964, scrive Wilentz a conclusione del suo saggio, ci restituisce un Dylan in un momento immediatamente precedente alla dissoluzione di un'America più antica, cantata da Woody Guhtrie e raccontata da Jack Kerouac. Ma soprattutto un grande concerto da parte di un artista giunto ad uno degli apici della sua parabola artistica e che ne avrebbe di lì a poco toccato altri.
Michele Murino

ON HALLOWEEN NIGHT, 1964...
LA TRADUZIONE DEL SAGGIO DI SEAN WILENTZ DALLE NOTE INTRODUTTIVE DEL BOOTLEG SERIES VOL. 6: LIVE 1964 - Clicca qui


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