"Dylan E' Con Te,
Dalla Culla Alla Tomba"

articolo tratto dalla rivista inglese "Q" dell'ottobre 2000




Dylan con Bono
Stavo pensando a Bob Dylan l'altro giorno, cercando di definire cosa c'era in lui che mi infondeva un tale rispetto, e quel che mi è venuto in mente è stato un verso del poeta Brendan Keneally (sic) tratto da "The Book Of Judas", un verso che ho utilizzato come indicazione durante il tour degli U2, Zoo TV, ma che ho capito si adatta all'intera carriera di Bob Dylan.
Il verso recita: "La maniera migliore per servire l'età è tradirla". E' questa l'essenza di Bob Dylan: non solo il semplice fatto di essere dovunque sia l'altra parte, perchè questo signifcherebbe solo essere un eccentrico e gli eccentrici alla fine della fiera non sono poi molto interessanti, perchè conosci sempre la loro posizione. Dylan è stato ad un certo punto il vero compendio di quel che era la modernità, e tuttavia è sempre stato un eccezionale critico di tale modernità. Perchè di fatto Dylan proviene da un posto antico, quasi medievale. Era lì in principio, quando cantava come un vecchio - una voce antica nel corpo di un giovane.
L'anacronismo, in realtà, sono gli anni '60. Per il resto della sua vita Dylan ha ululato da una qualche sorta di passato che sembra che noi abbiamo dimenticato ma che non dobbiamo dimenticare. Per me è così. Dylan continua a smorzare il nostro impulso a guardare nel futuro.
La prima volta che ho incontrato Dylan, mi ha completamente disarmato chiedendomi di potersi fare una fotografia insieme a me; una cosa molto dylaniana da farsi. Ma poi mi ha fatto sedere e ha incominciato a chiedermi della McPeak Family. Io mi chiedevo se magari fosse un gruppo punk dell'Arkansas ma venne fuori che si trattava di musica folk Irlandese di cui non avevo mai sentito parlare.
Era il 1985 (sic). Gli U2 stavano realizzando "The Unforgettable Fire" e ci sentivamo come se venissimo da un altro pianeta, senza radici. Bob Dylan suonava allo Slane Castle ed in un solo giorno ci ha fatto cambiare idea su un sacco di cose. E' stato lui che ci ha mandati in questo viaggio nel passato che è sfociato in "Rattle & Hum". E' stato lui a farci questo! E' colpa sua! Ad ogni modo, Dylan ci fece tutte queste domande a proposito della musica Irlandese. Poi recitò almeno dieci delle tredici strofe di "Banks Of The Royal Canal" (conosciuta anche come "The Auld Triangle") di Brendan Behan e io realizzai che aveva una memoria totale per le vecchie canzoni. Mi disse che il cantante di ballate Liam Clancey (sic) era il suo eroe ed insistè sul fatto che quello che gli Irlandesi hanno, e che invece gli Americani e la gente in tutto il mondo abbandona, è il loro passato. Van Morrison era seduto accanto a noi e comprese appieno quello che Dylan stava dicendo, ma io mi sentivo a disagio. Mio padre ascoltava quasi esclusivamente l'Opera, in parte perchè la musica folk aveva dei connotati Repubblicani/Nazionalisti che, avendo mio padre sposato una ragazza Protestante, non erano molto auspicali. Così, fu questa conversazione con Dylan e più tardi un'altra con Keith Richards a proposito del blues, che permise agli U2 di riscoprire il nostro passato.
Naturalmente a guardarsi indietro, quella predisposizione che Bob Dylan ha per la natura biblica e tipica delle ballate che caratterizza gran parte del suo linguaggio figurato, era radicata negli Irlandesi. Era un linguaggio che non ci era veramente familiare ma che istintivamente conoscevamo. Forse si tratta di quel poco noto asse Irlandese/Ebreo. La famiglia di mia madre si chiama Rankin, e alcuni di loro sostengono che di fatto siamo in parte Ebrei (stanno facendo una ricerca dell'albero genealogico proprio in questo periodo).
Bob Dylan è lì per te in ogni stadio della tua vita. E ci sono canzoni che non hanno senso quando hai 20 anni ma che improvvisamente diventano chiare in seguito. "Visions Of Johanna" è una di queste canzoni. E' straordinaria. Dylan ha scritto l'intera canzone che sembra parlare di una ragazza, con queste notevoli descrizioni della donna, ma non è quella la ragazza che Dylan ha in mente! E' un'altra! Dylan fa la stessa cosa in "Brownsville Girl", una delle sue canzoni più sottovalutate e che invece è un brano, oserei dire, che ha modificato il modo di scrivere canzoni. E' completamente un nuovo tipo di canzone ed ha anche quello spettacolare verso che può sempre farti erompere in una risata: "If there's an original idea out there / I could really use it now" (sic). Inoltre, "Brownsville Girl" è una bellissima rapsodia su questa donna Ispanica con i denti come perle, e poi, a metà della canzone Dylan dice "She ain't you, but she's here / And she's got that dark rhythm in her soul". La canzone non parla davvero della ragazza di Brownsville, ma piuttosto è indirizzata all'altra donna che sembra essere la musa di Dylan. E la sua musa, naturalmente, viene indirettamente evocata in "Tangled Up In Blue". Dylan parla di un poeta Italiano i cui versi escono dalle pagine come carboni ardenti. E ad un certo punto ti rendi conto - ovviamente! - che questo poeta Italiano è Dante. Ogni parola che Dante ha scritto era per la sua musa, Beatrice, e c'è una Beatrice in molte canzoni di Bob Dylan. Sia che esista davvero o che sia inventata non ha per me molta importanza, è ugualmente straordinario. A 20 anni non sei molto interessato a idee simili. A 20 anni sei più interessato a "The Times They Are A-Changin'".
Ma Bob "Dylan" è con te dalla culla alla tomba. Per esempio, amo "Slow Train Coming". Amo anche "Saved". La gente pensò che Saved fosse un album che era una sorta di adesivo della Cristianità da attaccare sul paraurti dell'auto, ma per me suona come un vero grido di aiuto. Non so se Dylan fosse in difficoltà, ma suona così. Penso che il suo viaggio nelle filastrocche - tutto quel materiale in stile "God gave names to all the animals" (sic) - è bellissima, come se Picasso disegnasse con un pennarello. E in realtà Picasso è l'unico personaggio al quale si può paragonare Bob Dylan. Perciò io adoro le sue digressioni in stile filastrocca, la rima di "bowl of soup" con "rolling hoop" nell'album "Under A Red Sky" (sic). Amo anche lo stile conciso, quasi il movimento anti-metafora di Raymond Carver, dei tempi recenti.
Il mio album preferito tra quelli di Bob Dylan, per la sua esuberanza, è "Bringing It All Back Home", ma i versi che proprio non mi escono dalla mente sono quelli iniziali di "Visions Of Johanna": "Ain't it funny how the night plays tricks on you when you're tryin' to get some quiet / We all sit here stranded, doing our best to deny it" (sic). Non c'è niente di così bello anche se "Death Is Not The End" dall'album "Down In The Groove" ci va molto vicino. E' impressionante. Ed "Every Grain Of Sand" (la versione del cofanetto "Biograph" è superiore rispetto a quella dell'album "Shot Of Love") è tutto quello a cui si può aspirare nella musica popolare.
Sono andato a vedere Dylan in un casinò a Las Vegas l'anno scorso. Era in buona salute. Sembrava davvero felice: sapete come fa lampeggiare quei sorrisi ogni tanto dal palco, che sembrano così generosi? Ad ogni modo, ho notato che la sala non era piena, e che lo era stata in precedenza per i Blues Brothers. Ho guardato verso Dylan e ho capito che ad un livello molto profondo in realtà davvero non gli importava. Ed ho pensato: "Ora questa è libertà." Averlo visto esibirsi per il Papa e averlo visto esibirsi in un casinò, mi ha dato l'impressione che questa fosse davvero l'idea medievale del trovatore: voi pagate, io suono. Non importa chi viene a sentirti, o in quanti. La tua musica è per chiunque voglia ascoltarla, dai santi ai dannati.
Bob Dylan: basti dire che vorrei portare il suo bagaglio. E come chiunque negli U2 vi dirà, non sono molto bravo con la vecchia attrezzatura. (1)
Bono

traduzione di Michele Murino

Nota: (1) Nell'originale: "I'm not great with the old gear". Non è chiarissimo il riferimento di Bono, forse un'allusione al lavoro dei "roadies".


BOB DYLAN E BONO
Bono: 50 ragioni per amare Bob Dylan
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