BOB DYLANFOREVER
dalla
Highway 61 alla Statale 26
Birthday
party valdostano in onore di Bob Dylan - prima edizione
UN TRIONFO (NON) ANNUNCIATO...
Ehm... vabbè, lo
ammetto, forse ho un "attimino" esagerato nel titolo... mi sono lasciato
un pò prendere la mano... Però è stata una grande
serata e siamo finiti addirittura sulla RAI Nazionale... Leggete e sbigottite,
siore e siori...
Napoleon in rags
Aosta 24 Maggio 2000... Il grande giorno è
arrivato (grande soprattutto per me ovviamente e per gli appassionati dylaniani
valdostani...).
Nei giorni precedenti alla manifestazione da
me organizzata (con altri amici che più sotto ringrazierò),
"Bob Dylan Forever" (festa di compleanno in onore del grande Bob), ho fatto
di tutto per pubblicizzarla al meglio, nei limiti delle mie possibilità
ovviamente, e devo dire che ho riscontrato un interesse da parte dei media
veramente inaspettata...
Essendomi limitato a mandare comunicati stampa
a destra e manca vengo contattato pochi giorni prima del giorno di "Bob
Dylan Forever" da Rete Saint Vincent (una tv locale), dal settimanale La
Vallèe (periodico di grande diffusione della Valle d'Aosta) e nientepopodimenoche
dalla RAI Radiotelevisioneitaliana.
Riavutomi dalla sorpresa ed ancora alquanto sbigottito
rilascio interviste televisive ed ai giornali parlando della mia idea e
trovando un grande interesse da parte dei media per il grande Bob.
Subito un passaggio televisivo di ben 16 minuti
su Rete Saint Vincent con intervista al sottoscritto che ha sviscerato
tutto ma proprio tutto sulla manifestazione (con la brava conduttrice che
ha paragonato - bontà sua - la mia voce a quella di Carlo Massarini...).
A tal proposito ringrazio qui pubblicamente Rete
Saint Vincent che ha parlato per prima di "Bob Dylan Forever" e segnatamente
la conduttrice di cui sopra Maria Angelini (spero di non aver sbagliato
il nome), l'ospite speciale della trasmissione Gaetano Lopresti, noto giornalista
valdostano e quanti altri hanno realizzato la trasmissione.
Poi esce il numero de La Vallèe con un
lungo pezzo sulla manifestazione e mia foto incorporata. Qui ringrazio
ancora Gaetano Lopresti autore del bel pezzo... Nell'articolo ci si chiede
se Bob Dylan sarà presente alla festa (in effetti io ho mandato
formale ed ufficiale invito sia a Dylan che alla Columbia, la sua casa
discografica) e nell'articolo, con la domanda sopra riportata, si dimostra
la veridicità del proverbio che recita che "La speranza è
l'ultima a morire"...
E venne il giorno della RAI che addirittura viene
nel mio negozio e mi intervista oltre a riprendere un'improvvisata mostra
di materiale dylaniano che ho all'uopo allestito in un angolo del negozio
con vinili, bootleg, locandine, i fumetti di Zimmy etc... Il bel servizio,
per il quale ringrazio infinitamente il giornalista RAI Giulio Cappa, va
in onda addirittura due volte, nell'edizione del TG3 delle 14 e poi in
quella delle 19, il tutto il giorno stesso di "Bob Dylan Forever".
Mi fa un certo effetto vedere i miei dischi inquadrati
in un servizio RAI oltre che le strips di Zimmy (per la cronaca viene inquadrata
quella chiamata "Fiori d'arancio" e addirittura talmente nel dettaglio
da permetterne la lettura).
Anche altri giornali parlano di "Bob Dylan Forever"
e qui li ringrazio sentitamente: si tratta de "Il Corsivo", "Il sole 24
ore" e "La Stampa" (mi scuso ovviamente se non cito altri giornali che
magari ne hanno parlato ma che io non ho letto...).
Ed arriva il giorno di Mercoledì 24 maggio
2000, una giornata campale che mi vede correre avanti e indietro dal locale
in cui si terrà la manifestazione, il discopub "La Grotta" presso
i locali della discoteca "Statale 26" di Quart (Aosta). Porto materiale,
allestisco la mostra, ascolto le prove dei cantautori che si esibiranno...
insomma un vero e proprio tour de force.
In uno dei pochi momenti in cui sono nel mio
negozio ricevo una telefonata che mi fa letteralmente "zompare" in aria.
E' ancora la RAI che mi telefona per sapere i
dettagli della manifestazione e mi comunica la propria intenzione di mandare
una troupe a riprendere in particolare l'esibizione dei cantautori.
Mi rialzo da terra dove ero svenuto per qualche
secondo e dopo essermi pizzicato per assicurarmi di non stare sognando
ringrazio il giornalista che mi sta parlando, Roberto Moranduzzo, e gli
dò i dettagli del programma consigliandogli di venire intorno alle
22.30 quando ci sarà il clou dell'esibizione dei cantautori dylaniani
in cartellone.
Ringrazio ovviamente qui pubblicamente Roberto
Moranduzzo e gli altri giornalisti (tra cui la brava Fulvia Ferrero) ed
operatori Rai della troupe.
Mi fiondo alla Grotta e comunico ai ragazzi che
stanno provando sul palco che la RAI riprenderà l'evento. Questi
prima mi guardano come a dire "chi vuoi prendere in giro?..." ma poi, quando
hanno realizzato che non sto scherzando, cominciano a pregare tutti i santi
che conoscono di non fare figuracce...
Alle 21.00 precise siamo pronti ad iniziare.
Il problema è che il locale è praticamente vuoto. Ci siamo
solo io, i cantautori, ed alcuni amici tra cui il mitico Andygi che qui
ringrazio pubblicamente per il suo sostegno a "Bob Dylan Forever".
Comincio seriamente a pensare che non verrà
nessuno... Tra l'altro in tv c'è la finale di sciampsions lig come
dice qualche giornalista immortalato da Mai dire gol (sarebbe la Champions
League...) tra Valencia e Real Madrid e tutti mi dicono che la gente preferirà
il calcio a Dylan.
Alle 21.15 io faccio comunque iniziare lo show
anche perchè qualche spettatore è arrivato (saranno una decina)
e si inizia con l'esibizione sul palco del primo dei 4 musicisti in cartellone,
Stefano Frison.
Stefano ha un look che dire dylaniano è
dir poco. La stessa figura minuta, capelli stile Bob metà degli
anni settanta ed un "aura"dylaniana che si sprigiona da ogni suo movimento
sul palco.
Stefano ha deciso di cantare solo pezzi in italiano.
Si rifà alle traduzioni di Tito Schipa Jr. delle canzoni di Dylan,
quelle pubblicate sui tre libri della Arcana "Mr.Tambourine man", per intenderci.
Io ho qualche perplessità (non amo particolarmente quelle traduzioni
poco letterali) ma alla fine mi ricrederò su tutto, compresa la
bravura di Tito Schipa Jr, oltre naturalmente ad avere la conferma dell'incredibile
bravura di Stefano Frison, nella migliore tradizione cantautorale italiana
(Stefano ha già all'attivo un disco, "Baccus", il primo di una trilogia
"bacco, tabacco e Venere").
Si inizia con "Non sono io, bimba", versione
italiana di "It ain't me babe" ed è un inizio alla grande dal momento
che l'esecuzione di Stefano Frison è veramente bella. Dylaniana
al cento per cento, compresa l'armonica.
Il testo italiano è comunque bello e rende
bene l'atmosfera dell'originale.
Al termine del pezzo dò un occhiata ai
tavoli ed alle sedie sistemate a mò di platea nella Grotta e vedo
che il pubblico è salito da dieci a circa venti spettatori. Siamo
alla seconda canzone e per il momento ci si può accontentare...
Stefano attacca "Ragazza della terra del Nord"
(Girl from the north country) che è molto simile alla versione della
Bobfest del Madison Square Garden del 92. Anche questa riceve la sua dose
di applausi.
Poi viene il capolavoro, secondo me, della performance
di Stefano Frison: "Non pensarci ormai" (Don't think twice it's all right)
che è veramente deliziosa. Tra l'altro Stefano fa una cosa secondo
me veramente originale lasciando a volte la frase principale della canzone
in inglese (Don't think...) ed altre volte in italiano, dando un senso
strano ma affascinante al tutto.
Sono rapito dall'esibizione del brano e mentre
mi comincio a ricredere su Tito Schipa Jr. e sul cantare Dylan in italiano
mi distraggo anche se in effetti un brusìo alle mie spalle di tanto
in tanto mi giunge (sono in prima fila, attaccato al palco).
Terminata la canzone parte l'applauso che stavolta
è scrosciante. Io mi chiedo come mai lo sento più forte di
prima, mi giro e sgrano gli occhi perchè ormai il numero degli spettatori
è sensibilmente salito; in tutto saremo ormai una trentina...
Comincio a risollevarmi il morale (sono in fondo
solo le 22.00 e fino all'una, quando Bob Dylan Forever terminerà,
comincio a credere che altra gente si aggiungerà alla platea).
Stefano Frison conclude il suo set con "Come
una pietra scalciata" (Like a rolling stone) che è forse quella
che risente maggiormente della traduzione italiana anche se a mio avviso
l'effetto finale non è male.
Gli applausi finali per Stefano sono convincenti
ed anche sonori visto che il pubblico è aumentato sensibilmente.
Stefano saluta e si va a sedere e sale sul palco il vero grande unico incontrastato
protagonista della serata, ovvero io, me (smettetela di ridere... vi ho
visto!!), che presento Stefano al pubblico ed annuncio che sullo schermo
alla sinistra della platea inizieranno ad essere proiettati alcuni filmati
rari di Bob...
Nello specifico, dopo una sigletta introduttiva
con il titolo Bob Dylan Forever ed i credits vari con in sottofondo la
musica di Maggie's Farm, in questa prima parte di video il pubblico assiste
nell'ordine a:
1) The times they are a-changin (tratta da uno
speciale TV canadese del 1964, Quest tv show con un giovanissimo Bob che
si esibisce in una sorta di pub)
2) All I really want to do (da Newport 64)
3) Maggie's Farm (da Newport 65)
4) Ballad of a thin man (out take dal film "Eat
the document", con il Bob psichedelico della seconda metà degli
anni sessanta. E' secondo me la gemma tra i video che andranno in onda
stasera... La versione di Bob è grande (accompagnata da Robbie Robertson
e The Band) ed è davvero coinvolgente).
5) Girl from the north country (duetto di Dylan
con Johnny Cash tratto da uno show televisivo dello stesso Cash del 1969)
6) Blowin' in the wind (duetto con Joan Baez
da "Hard rain")
7) Deportees (pezzo di Woody Guthrie ancora in
coppia con Joanie da "Hard rain")
Durante la messa in onda di questa prima parte
di video faccio due cose importanti, avendo un attimo di tempo (dimenticavo
di dire che sto riprendendo tutto con la mia fidata videocamera...). Innanzittutto
osservo gli spettatori per vedere se sono interessati ai video o se piuttosto
parlano o bevono per conto loro... E devo dire che sono piacevolmente sorpreso
nel vedere che in effetti tutti osservano attentamente Bob sullo schermo
(compreso il barman del locale) ed alla fine molti mi diranno di aver apprezzatto
quei video che "per la maggior parte non avevano mai visto". Questa era
la mia preoccupazione, quando ho selezionato i video nella marea di materiale
in mio possesso... Scegliere pezzi poco visti o inediti sperando di scegliere
bene...
La seconda cosa importante che faccio è
girare nel locale per contare ad uno ad uno tutti gli spettatori (è
ovviamente una mia curiosità oltre che un dato statistico comunque
importante). Alla fine arrivo a contare circa 60 persone che costituiranno
lo zoccolo duro fino all'una di notte restando fedelmente seduti fino alla
fine... Considerato però che parallelamente a questi spettatori
ne entrano ed escono molti altri che restano magari per un quarto d'ora
o mezz'ora al massimo ad assistere allo show devo dire che in definitiva
tra i fedelissimi ed i "temporanei" si arriva ad un massimo di 90/100 spettatori
che, per un pub di Aosta (tanto più in una manifestazione dedicata
a Bob Dylan, grande artista ma certamente non di enorme richiamo ora come
ora) sono un successo di proporzioni notevoli.
Terminata la prima parte dei filmati inizia l'esibizione
di Tulipe, giovanissima cantante aostana che esegue i suoi brani dylaniani
nella stessa precisa maniera di Joan Baez.
Tulipe, che tra l'altro ricorda anche fisicamente
e nel look la Baez, si siede, saluta timidamente il pubblico ed attacca
"You ain't goin' nowhere" con Alberto Visconti (che si esibirà più
tardi nel corso della serata) a fare da seconda voce.
Tulipe le conferisce il tono allegro della versione
di Bob abbinandovi il potente cantato di Joan Baez.
Al termine dell'esibizione il pubblico comincia a riscaldarsi con vari "yuhuu" da rodeo...
Poi accade.
In lontananza vediamo entrare nel locale la troupe
della RAI con Fulvia Ferrero, Roberto Moranduzzo (credo almeno fosse lui...)
un cameraman e, mi sembra, un altra persona.
Io ho il cuore che mi sale in gola (avete presente
Fantozzi? Lingua felpata, salivazione azzerata, mani due spugne... etc...)
ma credo che in questo momento la più tesa sia Tulipe che si vede
arrivare davanti l'operatore RAI che inizia a riprenderla mentre attacca
la sua seconda canzone.
Si tratta di "North country blues" ed è
STUPENDA, da brividi...
La voce di Tulipe ci porta tra i minatori americani
raccontandoci una struggente storia di morte e miseria in una delle MIGLIORI
cose mai scritte dal primo Dylan.
La presenza della RAI comunque sembra non preoccupare
molto Tulipe che continua a cantare tranquillamente. Ora io mi chiedo:
immaginatevi
di essere una ragazza di sedici anni all'esordio assoluto su un palcoscenico
simile che si vede riprendere dalle telecamere della RAI!!!
Io personalmente sarei svenuto... Invece lei
termina imperturbabile il brano ed alla fine attacca "Blowin' in the wind".
L'operatore RAI si affretta a riprendere ed io
sospetto che (se il servizio sarà mandato in onda) qualche secondo
di quel brano andrà sicuramente...
La versione di Tulipe è particolarissima
dal momento che canta il primo verso in italiano con un tono relativamente
alto e poi attacca il secondo verso in inglese alzando di molto il tono
e proseguendo in inglese tutta la canzone.
E' un'esibizione che la RAI
sceglierà di mandare in onda per ben due volte, prima nel corso
del TG3 regionale e poi a DIFFUSIONE NAZIONALE (!!!) nel corso di un bel
servizio mandato in onda nel corso della trasmissione NEAPOLIS (va in onda
tutti i giorni, credo, dopo "Leonardo"), servizio in cui vengono mandate
in onda alcune interviste ai fans dylaniani presenti alla festa, vengono
inquadrati i miei "famosi" pezzi rari e locandine e poster vari... (la
cosa che mi ha fatto sorridere perchè ci ha dato un'importanza sicuramente
esagerata è stato il fatto che nel servizio siamo stati inseriti
in un discorso mondiale con una frase che più o meno recitava: "E'
uscito il nuovo disco del grande Bob Dylan etc... etc... Tourneè
mondiale, tourneè europea etc... etc... I fans di Dylan si sono
riuniti ad Aosta etc... etc...) e viene anche mandato uno spezzone di Just
like a woman nell'interpretazione di Alberto Visconti (leggi più
sotto...).
Dopo gli applausi che mi sono sembrati interminabili
per Blowin' in the wind il set della giovane cantante prosegue con
With God on our side della quale Tulipe, prima di iniziare a cantarla,
sottolinea la bellezza del testo oltre che della musica.
A seguire "It's all over now baby blue" anch'essa
molto applaudita.
Poi una mia richiesta personale a Tulipe. Prima
dell'inizio le avevo "estorto" la promessa di eseguire "Diamonds and rust",
la stupenda canzone di Joan Baez dedicata a Dylan...
Terminato il set di Tulipe tocca ad Alberto
Visconti.
Alberto è un giovane cantautore di Courmayeur,
bravissimo nonostante la giovane età, che ha già all'attivo
molte canzoni secondo me bellissime ed un disco, "Lungimirante".
E' innamorato delle canzoni di Bob Dylan, oltre
che di Cohen, Brassens, De Andrè e Guccini...
E' accompagnato sul palco da Manuel Lain che
suona la chitarra solista.
Alberto inizia con Just like a woman in una personalissima
versione, diversa dall'originale ma ugualmente affascinante. Sarà
mandata in onda dalla RAI.
Poi ritorna sul palco Stefano Frison in modo
tale che possano essere effettuate le riprese anche di una sua canzone,
visto che la troupe non può ovviamente trattenersi più di
tanto. Così su "richiesta" RAI Stefano riesegue "Non sono io, bimba",
eseguita se possibile ancor meglio della prima volta con lunghi applausi
e "yuhuu" da cowboys del pubblico.
A questo punto inizia la seconda parte della
proiezione dei video dylaniani.
Si prosegue con i seguenti video:
8) I pity the poor immigrant (Dylan/Baez da "Hard
rain")
9) It ain't me babe (da Renaldo and Clara - Qualcuno
di voi ha mai dubitato che l'avrei messa?)
10) Tangled up in blue (ancora da Renaldo and
Clara)
11) Chimes of freedom (irriconoscibile e rara
versione di Bob che la esegue davanti al Presidente Clinton ed in presenza
della famiglia presidenziale proprio all'inaugurazione del suo mandato
presidenziale)
12) All along the watchtower (dal concerto alla
"House of blues" di Atlanta, Georgia)
13) Blowin' in the wind (dal concerto di Zurigo
del maggio 2000)
Al termine della seconda parte dei video c'è la consegna della prima "Targa Bob Dylan Forever" (vedi pagina apposita del nostro sito) che è stata assegnata al critico musicale e scrittore Riccardo Bertoncelli che è risultato il più votato dal sondaggio lanciato da Maggie's Farm (a ruota seguono Fernanda Pivano, Nemesio Ala e Tito Schipa Jr.).
Riprende l'esibizione di Alberto Visconti e Manuel
Lain che eseguono nell'ordine:
I shall be released
Billy
House of the rising sun
Abandoned love
Maggie's farm
Visions of Johanna
All along the watchtower
Like a rolling stone
La terza, la quinta e la sesta sono veramente
straordinarie e costituiscono a mio avviso le punte più alte della
performance di Alberto. Dopo l'infuocato finale di Like a rolling stone
c'è una pausa che fa da preludio al bis di Tulipe espressamente
richiesto dal sottoscritto ed acclamato a gran voce dal pubblico.
Tulipe ritorna sul palco ed esegue una bellissima
Farewell Angelina canzone di Dylan del 1965 portata al successo da Joan
e che secondo me ha un fascino unico nella produzione dylaniana.
A seguire c'è poi il vero clou della serata,
quando cioè sul palco ritornano Stefano Frison ed Alberto Visconti
i quali mi invitano sul palco per cantare (sì, avete letto bene...
sono senza vergogna...!) Tangled up in blue (che Bob mi perdoni)... E'
sicuramente la perla della serata (si capisce che sono ironico?) anche
se il pubblico applaude ed io corono il sogno di una vita (Pensateci! Potrò
dire: "Ho cantato Tangled up in blue" davanti a un mucchio di gente in
un locale pubblico senza che venisse chiamata la forza pubblica o la neurodeliri...").
Poi è la volta del gran finale con Stefano,
Tulipe, Alberto e Manuel che eseguono "Knockin' on heaven's door) tra gli
applausi del pubblico (del resto con una canzone così ci vuol poco
a prendere applausi).
In conclusione viene mandato in onda (per i super
fedelissimi che resistono fino all'una e mezza di notte) il video del concerto
di Bob ad Aosta, all'arena Croix Noir del '92.
E' stata una serata indimenticabile, per me e, spero, per i dylaniani presenti e sarà sicuramente tra i miei ricordi più belli di sempre e di questo devo ringraziare (oltre naturalmente a Tulipe, Stefano, Alberto e Manuel) Giampaolo Passanante (che mi ha aiutato nell'organizzazione), Franco Napoli (titolare della Grotta) i giornalisti RAI e delle tv locali oltre che dei giornali e, last but not least, the mighty Andygi - oltre naturalmente a tutti coloro che sono venuti al concerto o quelli che ci sono stati vicini col pensiero, come voi amici del sito Maggie's Farm.
Per finire chiudo con la sola frase possibile: BUON COMPLEANNO BOB E GRAZIE DI ESISTERE!
Michele "Napoleon in rags" Murino
Ps: tre giorni dopo questa festosa riunione dylaniana
sono a Modena e poi a Milano a vedere Bob in concerto ma di questo vi racconterò
nell'apposita sezione dei "Racconti dal Neverending tour".
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