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E I CANTAUTORI ITALIANI di Michele Murino |
| L'influenza ed il fascino esercitati
da Bob Dylan sui cantautori italiani è stata notevole (soprattutto
negli anni 60/70) e molte sono state le sue canzoni tradotte in italiano
da artisti come Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Massimo
Bubola, Tito Schipa jr., Luigi Tenco, Mogol ed altri.
Proprio Mogol, probabilmente il più grande autore italiano di testi di canzoni che insieme con Lucio Battisti ha fatto la storia della musica leggera del nostro Paese, è stato uno dei primi a tradurre Dylan in Italia. Del resto in più di un'intervista Mogol ha riconosciuto l'enorme importanza avuta da Dylan nel cambiamento verificatosi negli anni '60 nel panorama musicale e che ha profondamente caratterizzato la rivoluzione del concetto di canzone ed il metodo stesso di scrittura. Così come lo stesso Battisti, da sempre dichiaratosi fan numero uno di Dylan, ha in più di un'occasione affermato di averne ascoltato i dischi fino a consumarli, affascinato dall'opera del cantautore americano (a questo proposito vale la pena riportare il racconto di Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik tratto da "Lucio Battisti - Pensieri e parole" di Luciano Ceri. Dice Montalbetti: "Mi ricordo che Battisti si era innamorato delle canzoni di Dylan, si era comprato tutti i suoi dischi e si faceva vedere poco in giro. Noi amici lo cercavamo ma Lucio ci diceva sempre che aveva da fare, che stava lavorando, che stava scrivendo cose nuove. Poi ad un certo punto, e tutti noi ce lo ricordiamo benissimo ancora adesso, si rifece vivo e ci disse testualmente queste parole: "Ragazzi ho capito tutto. Sono talmente forte che mi faccio paura: l'importante non sono gli accordi, ma i rivolti degli accordi, trovare i rivolti giusti, quelli che ti danno il suono". E questo lo aveva imparato da Dylan". Ritornando a Mogol, la "frequentazione"
di Dylan da parte sua, comunque, è circoscritta ai primi anni '60,
al Dylan cioè dei primi album, quelli delle cosiddette "canzoni
di protesta" (definizione comunque disconosciuta successivamente da Dylan)
quali "Blowin' in the wind", "A hard rain's a-gonna fall", "Masters of
war" etc.
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Bob Dylan How
many roads must a man walk down
How
many times must a man look up
How
many years can a mountain exist
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di Mogol/Dylan interpretata da Luigi Tenco Quante le strade che un uomo
farà
Quando dal mare un'onda verrà
Quanti cannoni dovranno sparar
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Bob Dylan Come you masters of war
You that never done nothin'
Like Judas of old
You fasten the triggers
You've thrown the worst fear
How much do I know
Let me ask you one question
And I hope that you die
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Rudy Assuntino La mia vita ce l'ha chi il potere
l'ha per sè,
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(BOB DYLAN'S 115TH DREAM) TI VOGLIO
TU COL TAMBURINO
APPARTIENE A ME
LUNGO I MERLI DI VEDETTA
AMORE VIA ZERO/ILLIMITATO
RAGAZZA DEL NORD
SIGNORI DELLA GUERRA
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SIGNORI DELLA GUERRA
Ehi voi mastri guerrai
Cosa avete inventato
E mi auguro che moriate
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| Nel 1974 uno dei più grandi
cantautori italiani, Fabrizio De Andrè, traduce uno dei più
famosi brani del Dylan "ermetico", quello visionario del periodo 65/66.
La canzone è "Desolation row" (dall'album "Highway 61 revisited") che De Andrè traduce nella sua "Via della povertà", pubblicata sull'album "Canzoni". Ad affiancare De Andrè come co-autore del brano (insieme a Dylan naturalmente) troviamo un giovane Francesco De Gregori, altro dylaniano dichiarato. E' probabile che proprio la collaborazione fra De Andrè e De Gregori di quegli anni (che porterà alla pubblicazione di un album del primo, il "Volume 8", che presenta molte canzoni a firma De Andrè/De Gregori) avesse spinto il cantautore genovese verso il mondo poetico di Dylan. Inizialmente infatti De Andrè aveva rivolto la propria attenzione prevalentemente ai cantautori e poeti francesi come Brassens, Villon etc., anche se influenze dylaniane erano già riscontrabili in album come "Non al denaro non all'amore nè al cielo" e "Storia di un impiegato" (pensiamo ad un brano come "Al ballo mascherato") ed in canzoni come "La guerra di piero" (che ha reminiscenze della dylaniana "John Brown"), "La ballata dell'eroe" ed altre del primo De Andrè. Ecco di seguito la "Desolation row" di Dylan e la "Via della povertà" di De Andrè/De Gregori: |
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Bob Dylan They're selling postcards of
the hanging
Cinderella, she seems so easy
Now the moon is almost hidden
Now Ophelia, she's 'neath the
window
Einstein, disguised as Robin
Hood
Dr. Filth, he keeps his world
Across the street they've nailed
the curtains
Now at midnight all the agents
Praise be to Nero's Neptune
Yes, I received your letter yesterday
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Fabrizio De Andrè/Francesco De Gregori Il salone di bellezza in fondo
al vicolo
Cenerentola sembra così
facile
Mentre l'alba sta uccidendo la
luna
I tre Re Magi sono disperati
Einstein travestito da ubriacone
Ci si prepara per la grande festa
E bravo Nettuno mattacchione
A mezzanotte in punto i poliziotti
La tua lettera l'ho avuta proprio
ieri
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Bob Dylan/Jacques Levy Hot chili peppers in the blistering
sun
Sold my guitar to the baker's
son
No llores, mi querida
Past the Aztec ruins and the
ghosts of our people
Was it me that shot him down
in the cantina
No llores, mi querida
At the corrida we'll sit in the
shade
Then the padre will recite the
prayers of old
The way is long but the end is
near
No llores, mi querida
Was that the thunder that I heard?
Quick, Magdalena, take my gun
No llores, mi querida
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Fabrizio De Andrè/Massimo Bubola Peperoncini rossi nel sole cocente
Ho dato la chitarra al figlio
del fornaio
Nun chiagne Maddalena
Dopo i templi aztechi e le rovine
Sono stato proprio io all'osteria
Nun chiagne Maddalena
Alla corrida con tequila ghiacciata
Il frate pregherà per
il perdono
La strada è lunga ma ne
vedo la fine
Nun chiagne Maddalena
Che cos'è il colpo che
ho sentito
Svelta Maddalena prendi il mio
fucile
Nun chiagne Maddalena
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| Paradossalmente il più dylaniano
dei cantautori italiani, Francesco De Gregori, solo in tempi recenti ha
realizzato una cover di Dylan, sebbene l'ombra del cantautore americano
fosse da sempre presente nelle sue canzoni, da "Cercando un altro Egitto"
a "Rimmel", da "Niente da capire" a "La casa di Hilde", da "Dolce signora
che bruci" fino ad arrivare a "Buonanotte fiorellino" che lo stesso De
Gregori ammise in un'intervista di aver parzialmente "rubato" a Dylan (l'originale
dylaniano è "Winterlude" dall'album "New Morning").
Nell'album "La valigia dell'attore" De Gregori traduce "If you see her say hello" che Dylan pubblico in uno dei suoi migliori album "Blood on the tracks". La bella versione del cantautore romano è intitolata "Non dirle che non è così". Eccole a confronto: |
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Bob Dylan If you see her, say hello, she
might be in Tangier
We had a falling-out, like lovers
often will
If you get close to her, kiss
her once for me
I see a lot of people as I make
the rounds
Sundown, yellow moon, I replay
the past
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Francesco De Gregori/Bob Dylan Se la vedi dille ciao, salutala
dovunque sia
Abbiam dovuto dividerci e sbatterci
qua e là
Se mai la incontrerai dalle un
bacio da parte mia
Faccio un lavoro strano vedo
gente in quantità
Sole grande, luna blu, il passato
e ancora qua
Francesco De Gregori ha tradotto
insieme con Mimmo Locasciulli anche un altro capolavoro di Dylan, "Series
of dreams", apparso sull'album di Locasciulli "Il futuro". Ecco di seguito
il testo.
Una
serie di sogni
Solamente
una serie di sogni
Pensando
a niente di niente
Pensando
a una serie di sogni
Non
c'è niente che devi collegare
Sogni
che l'ombrello era chiuso
In
un sogno c'era sangue per terra
Non
chiedevo un aiuto speciale
Sogni
che l'ombrello era chiuso
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Sempre De Gregori ha realizzato
una bella cover di I shall be released pubblicata sul doppio "Mix":
COME IL GIORNO
Francesco De Gregori/Bob Dylan
Nel mondo qua di fuori non c'è
traccia
E dicono che è meglio
che è così
Ma non dimentico la faccia
Di chi mi ha preso e mi ha sbattuto
qui
E la mia luce è intorno
Quell'innocenza è verità
Ogni giorno come il giorno
Che uscirò da qua
Dicono che un uomo può
sbagliare
Che certi errori costano parecchio
Ma quando il sole passa lungo
il muro
Io mi ci vedo come in uno specchio
E la mia luce è intorno
Quell'innocenza è verità
Ogni giorno come il giorno
Che uscirò da qua
Un uomo accanto a me
Seduto fra la gente
Ripassa la sua vita e non ci
sta
E parla e grida e giura
Che non ha fatto niente
Che non dovrebbe essere qua
E la mia luce è intorno
Quell'innocenza è verità
Ogni giorno come il giorno
Che uscirò da qua
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