BOB E IL BOSS!

Siamo stati buoni profeti (ne avevamo parlato di recente nella Talkin' di MF).  Bob Dylan ha suonato ieri a sorpresa al concerto di Bruce Springsteen allo Shea Stadium.
Dylan e Springsteen hanno cantato Highway 61 Revisited.
Dopo il duetto con Bob e prima di una canzone successiva Bruce rivolto al pubblico ha spiegato con un lungo discorso quanto Dylan lo ha influenzato, parlando del significato che ha avuto l'opera di Dylan nella propria vita.
Ecco qui sopra e di seguito alcune foto dell'evento.





ED ECCO IL DISCORSO DI SPRINGSTEEN SU BOB DYLAN ALLO SHEA STADIUM:
Bruce Springsteen ha presentato Dylan così: "Un buon amico ed una fonte di ispirazione per tutti noi, Bob Dylan è qui stasera". Poi, mentre Dylan andava via dopo la canzone (Highway 61 revisited), Springsteen ha aggiunto: "Non saremmo qui stasera se non fosse stato per lui". Ed in un'altra occasione ha detto: "Cercare la verità è l'american way. L'ho imparato da Bob Dylan". Poi Bruce ha tenuto un discorso abbastanza lungo prima della canzone successiva dicendo: "L'opera di Bob Dylan è fatta di canzoni nate in un'epoca particolare della storia di questo Paese quando lui da solo stava in piedi sulla linea del fuoco. Mi ricordo che da piccolo stavo nella mia stanza e le sue canzoni mi davano pieni poteri e mi mostravano un mondo al di fuori della mia città. Non lo so se sono i grandi uomini a fare la storia o se è la storia a fare i grandi uomini ma Bob è uno di questi grandi. Ora e per sempre. Grazie per aver impreziosito questo palco e per essere stato una fonte di ispirazione per me. Quando ho scritto questa canzone io stavo cercando di seguire le sue orme". Poi Springsteen ha attaccato "Land of Hope and Dreams".

Bruce Springsteen - Shea Stadium - New York - 4 ottobre 2003
1. Code Of Silence
2. The Rising
3. Lonesome Day
4. Roulette
5. Night
6. I wish I were blind
7. Empty Sky
8. You're Missing
9. Waitin' On A Sunny Day
10. Johnny 99
11. Another Thin Line
12. Tunnel Of Love
13. Because The Night
14. Badlands
15. Prove It All Night
16. Mary's Place
17. Back in your arms
18. Into The Fire
19. Light of day
20. Bobby Jean
21. Born To Run
22. Seven Nights To Rock
23. HIGHWAY 61 REVISITED (con Bob Dylan alla voce e alla chitarra)
24. My City Of Ruins
25. Land Of Hope and Dreams
26. Rosalita (Come Out Tonight)
27. Dancing In The Dark
28. Quarter to three
29. Twist And Shout
30. Blood brothers
La prima volta che ho sentito Bob Dylan ero in macchina con mia madre, la radio era sintonizzata sulla WMCA ed è arrivato quel colpo di rullante che suonava come qualcuno che avesse aperto a calci la porta della tua mente: Like A Rolling Stone. Mia madre - alla quale il rock'n'roll piaceva - ci pensò un minuto, poi mi guardò e disse: "Quel tizio non sa cantare". Ma io sapevo che aveva torto. Rimasi lì senza dir niente, ma sapevo di star ascoltando la voce più forte che avessi mai sentito.
Era scarna e sembrava nello stesso tempo giovane e adulta.
Corsi subito a comprare il singolo ed andai a casa ad ascoltarlo, ma era una canzone di Lenny Welch.
L'etichetta era sbagliata. Così tornai al negozio, cambia il disco e lo ascoltai. Poi ritornai a comprare Highway 61 Revisited. E questo fu tutto ciò che ascoltai per settimane intere, guardando la copertina con Bob nella giacchetta di seta blu e la maglietta della moto Triumph.
Quando ero ragazzino, la voce di Bob in qualche modo mi eccitava e spaventava, mi faceva sentire irresponsabilmente innocente - ancora oggi mi fa lo stesso effetto. Era un rivoluzionario. Bob ti liberava la mente come Elvis liberava il corpo. Aveva la visione ed il talento per infilare il mondo intero in una canzone. Inventò una nuova sonorità per il cantante pop, superando i limiti di ciò che un artista può ottenere da una registrazione e cambiò la faccia del rock'n 'roll per sempre.
Senza di lui i Beatles non avrebbero mai fatto Sgt. Pepper, i Beach Boys Pet Sounds, i Sex Pistols God Save The Queen, gli U2 Pride In The Name Of Love, Marvin Gaye What's Goin' On, Grandmaster Flash potrebbe non aver mai fatto The Message, i Count Five Psichotic Reaction e non ci sarebbe mai stato un gruppo chiamato Electric Prunes. E tutt'oggi ovunque si faccia del grande rock, c'è l'ombra di Bob Dylan.
Circa tre mesi fa stavo guardando The Rolling Stone Special in TV. Venne fuori Bob che era molto su di giri. Si lamentava del fatto che i suoi fans lo fermassero per strada trattandolo come un fratello perduto da tempo, sebbene non lo conoscessero di
persona. Ora, parlando da ammiratore, quando avevo quindici anni e ascoltavo Like A Rolling Stone, ascoltavo un tizio che aveva il fegato di prendersela col mondo intero e che mi faceva sentire come se anch'io avessi dovuto farlo. Forse alcuni fraintesero quella voce credendo che Bob avesse preso posizione anche per loro, ma crescendo, si impara che non c'è nessuno che può fare qualcosa al posto tuo. Così stasera sono qui solo per ringraziarti, per dire che non sarei qui se non fosse per te, per dire che non c'è un'anima in questa stanza che non ti debba riconoscenza, e per rubare una frase da una delle tue canzoni - che ti piaccia o no - "tu sei stato il fratello che non ho mai avuto".
Bruce Springsteen

da www.loose-ends.it, sito dedicato a Bruce Springsteen, a proposito del concerto dello Shea Stadium:

"...Il delirio che cresce quando Bob Dylan sale sul palco, schivo, senza esagerazioni, avvolto nel suo giubbotto inizia a graffiare le corde della sua chitarra, Bruce & band lo seguono, lo assecondano e lo osservano estasiati, all'inizio la voce non si sente (una volte per tutte, la colpa è stata del microfono, che dopo pochi minuti si è definitivamente spento ed un tecnico è salito sul palco a sostituirlo di corsa), poi comincia a prendere corpo ed è uno spettacolo nello spettacolo. Come l'abbraccio di Bruce e poi  di Nils, il menestrello lascia il palco a Bruce che si siede per l'ultima My City of Ruins. Un commosso Bruce introduce Land of Hope and Dreams ringraziando ancora Bob Dylan..." (Roberto) 



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