Bluesfriends, celebra i tuoi primi 30 anni di blues, quali esperienze
memorabili ti accompagneranno sempre?
Sono davvero tanti e forti i ricordi della mia lunga carriera, ma ce
ne sono alcuni che proprio mi fanno, a distanzadi tanti anni , venire la
pelle d'oca.L'incontro, la stretta di mano, le foto a Jimi Hendrix, l'Isola
di Wight, dove ho incontrato un numero incredibile di miei miti giovanili,
l'amicizia con Frank Zappa(quando mi ha chiamato sul palco per suonare
a Milano e Genova credevo di svenire..)la bella esperienza con il leggendario
Mike Bloomfield..la partecipazione al Memphis Blues Festival, la condivisione
del camerino con SRV .Insomma non basta una sola intervista, e poi rischio
di dimenticarne tanti di nomi a me particolarmente cari..
Come è nata l'idea di fare un disco celebrativo, con tanti
ospiti speciali?
Per tributare, come giusto, un omaggio al valore dell'amicizia, l'anima
stessa del BLUES, senza la quale non si va avanti da nessuna parte, per
dedicare qualcosa di vero e di forte alla mia grande famiglia del blues
e alla "fulgida"carriera del primo gruppo di blues in Italia: la TREVES
BLUES BAND.
Nel disco è presente tra i tanti ospiti Willy DeVille, com'è
nata questa collaborazione?
Conosco Willy da diversi anni, ho suonato con lui dal vivo altre volte
a Milano, in quelle occasioni ho potuto apprezzare le sue grandi doti umane
e la sua passione totale per il vero BLUES, come spesso capita ne è
nata una stima reciproca ed una amicizia che si rinsalda, anno dopo anno...Gli
ho chiesto, semplicemente, di poter utilizzare una vecchia registrazione
che avevo fatto tempo fa, l'ha ascoltata e mi ha dato il suo OK, senza
esitazioni" This is the blues.." ha esclamato, tutto qui..
Altro grande nome nel tuo disco è Mike Bloomfield, di cui
abbiamo parlato nella precedente interivista, all'epoca ci promettesti
qualche dettaglio in più per il trentennale dicendo semplicemente
che era un grande amico e che ci vorrebbero pagine intere per raccontare
tutto...ora hai l'opportunità raccontaci....
Era il 1980 e il mio amico Claudio Trotta della Barley Arts mi
anticipò che voleva portare Bloomfield in Italia. Lo conoscevo da
almeno 15 anni prima, da quando fondò con Paul Butterfield la più
grande Blues band bianca di tutti i tempi!Lo conoscevo per la sua collaborazione
con il mitico Bob, insomma fremevo per conoscerlo.Andai alle prove del
suo concerto a Milano, mi avvicinai ,ci presentarono e come si usa spesso
ci siamo messi a parlare come se fossimo conoscenti ed amici di vecchia
data..mi chiese se avevo l'armonica e cominciammo a fare qualcosa, inutile
dire che ci siamo trovati subito, come se suonassimo da sempre insieme.Sorrideva,
era contento, mi disse che gli ricordavo(non solo nei tratti somatici )il
suo buon vecchio amico Paul Butterfield, la cosa mi fece immenso piacere,anche
se è stato fin troppo gentile...Pensate che di quella memorabile
serata esiste una video cassetta, preziosissima, nella quale Mike suona
il piano e canta, ed io lo accompagno con la mia armonica..Prima o poi
mi dovrò decidere a pubblicarlo..E' proprio da quella serata che
ho tratto il brano inserito in "Bluesfriends".Il fratello di MIke, Allen,
interpellato per la liberatoria, mi ha detto che gli ho fatto un grande
regalo a inviargli la cassetta completa, perchè non si ricordava
di aver mai visto il fratello così sereno e sorridente..Niente in
quelle immagini fà prevedere la sua imminente"dipartita"..
Sempre approposito di Bloomfield: vorrei parlare di "Live in Italy",
da tempo immemore ormai fuori catalogo, pensi che prima o poi verrà
ristampato o no?
Dipendesse da me l'avrei già ristampato su Cd da tempo, ma il
produttore di quello storico vinile Live non sono io...Peccato che non
si trovi, sapeste quanta gente lo richiede, anche dall'estero!
Quanto ascoltai Sunday's Blues, trovai geniale il tuo interplay con
tra l'hammond di Chuck Leavell e la tua armonca, in Bluesfriends il miracolo
si è ripetuto in più di un brano in cui lui ha messo lo zampino,
com'è nata questa collaborazione con lui?
C'è sempre di mezzo Trotta,(un grazie grande come il Duomo..)era
il 1988 e Chuck era in tour con i T Birds di Kim Wilson e Jimmy Vaughan,
io stavo registrando "Sunday's Blues, e Claudio gli ha proposto di fare
un salto in sal d'incisione..Ci siamo fatti trovare(noi della TBB) tutti
sulla porta d'ingresso, giusto per fargli capire che onore era per noi...Insomma
anche con lui è scattata la scintilla del BLUES, gli ho fatto ascoltare
i brani e lui ha fatto un capolavoro..Anche con lui siamo rimasti in contatto,
quando passa dall'Italia con qualcuno di grosso(Clapton, Stones, Elton
John..) si fa vivo e stiamo insieme, come dei veri e propri amici..Una
volta mi ha confessato che so più cose io degli Allmann Brothers
Band che non lui che ha suonato per anni con la leggendaria band americana!!Anche
a Chuck ho parlato della mia idea e del mio progetto e ha risposto con
entusiasmo, questa è la grande forza del Blues...
Traintime ti vede protagonista in un duello per sole armonche con
John Popper, nella precedente intervista abbiamo già parlato di
armonica, ma la sua presenza nel tuo disco mi da un altra opportunità
per parlare di questo strumento straordinario. Quali vibrazioni ti trasmette
suonare l'armonica? E ovviamente raccontaci anche di cosa hai provato a
suonare con lo straordinario John Popper?
Ti confesso che non riesco a dirti cosa provo, è come volare
su di un deltaplano, ti senti leggero e felice..Se suono Blues ancora di
più, ma credo sia proprio lo strumento, così piccolo, ma
così carico di strane atmosfere..Tieni presente poi che ho suonato
almeno in un centinaio di dischi, di altri artisti italiani(jingles pubblcitari
esclusi..)ed è sempre la stessa, identica sensazione di ..LIBERTA'..Tornando
a Popper lo conoscevo da Memphis nel 1992 ci siamo incontrati, conosciuti
e piaciuti..come vedi la storia si ripete ed è sempre la stessa
o quasi.
Tanti ospiti internazionali, ce n'è però uno italiano,
forse uno dei chitarristi più sottovalutati dello stivale, il grande
Paolo Bonfanti, protagonista di un brano acustico e di uno elettrico in
Bluesfriends, anche con lui l'alchimia sembra perfetta, cosa ci racconti
del tuo rapporto artistico con lui?
No, non credo che Paolo sia sottovalutato, diciamo che imporsi suonando
il BLUES è molto, ma molto più difficile che non negli altri
"generi musicali"..ammesso che si possa definire il Blues SOLO un genere
musicale, il BLUES è la vita, il cuore di gente bella dentro, di
gente che pensa, che non vuole sentirsi omologata..Quanto blues avete ascoltato
in tanti anni al "Maurizio Costanzo Show"?E quante volte hanno suonato
il blues nelle trasmissioni della RAI?Come vedete il problema è
semplice, più semplice di quello che si pensi.Tornando a Bonfanti
vi dico che è un grande, sotto ogni punto di vista.Siamo gandi amici,
e suoniamo da tantissimi anni insieme..Lui è ospite della mia band,
io della sua, ed insieme suoniamo il blues delle origini, quello forse
un pò arcaico e rozzo, ma quello che ci piace davvero tanto, ed
è per questo che l'ho chiamato a produrre artisticamente "bluesfriends",
perchè lui non poteva mancare in questa bella celebrazione dell'amicizia..
Bluesfriends è stato anche un concerto, ho letto della partecipazione
di Mauro Pagani...è l'inizio di una collaborazione anche discografica?
Lo spero..l'amicizia con Mauro ormai ha quasi 40 anni...Abbiamo
suonato insieme tante volte, lui è davvero un grande artista, e
sono felice quando sale sul palco con il suo "violino magico" perchè
lui ama il blues veramente, come tutti noi, tutta la band gli vuole bene,
è il sesto(il quinto è Bonfanti..)elemento "ad honorem ..
In conclusione quali sono i tuoi progetti futuri? A quando un nuovo
episodio discografico della TBB?
Suonare, suonare e suonare..diffondere il blues, far capire che il
Blues è alla base di tantissimi, quasi tutti, i generi moderni...per
quanto riguarda la discografia (che non è la mia parte preferita..)aspetteri
un pò, anche se non mi dispiacerebbe un LIVE con ancora più
ospiti importanti, anche italiani, o no?
Vi ringrazio con tanto affetto per questa opportunità che mi
avete dato, vi voglio salutare a nome dei tanti appassionati di Blues sparsi
in tutto il globo..KEEP ON BLUESIN, FOREVER..Ciao
Treves Blues Band: Blues Friends
(Red & Black Records)
Trent’anni on the road, trent’anni vissuti sull’onda del grande blues. A compiere questo importante compleanno è la Treves Blues Band, una delle blues band più apprezzate ed amate del nostro paese. Quale modo migliore per festeggiarli se non con uno splendido disco? “Blues Friends”, questo il titolo del disco, raccoglie il meglio delle registrazioni della blues band milanese insieme ad una lunga schiera di illustri ospiti che vanno da Chuck Leavell a Roy Rogers, da Willy De Ville a John Popper fino al “nostro” bluesman per eccellenza Paolo Bonfanti e a Linda Gail Lewis, figlia del grande Jerry Lee Lewis. Più che di un disco vero e proprio sarebbe giusto parlare di una raccolta “sui generis” in cui trovano posto tanto, alcune registrazioni provenienti direttamente dall’archivio di Fabio Treves, spesso tratte da alcune trasmissioni radiofoniche, quanto brani nuovi, sette per la precisione di cui due scritti da Paolo Bonfanti, che si è occupato anche della produzione artistica del disco. Dunque Blues Friends è una sorta di regalo ai fan ma anche l’occasione di testare lo stato di salute della blues band milanese nella ormai collaudatissima formazione con Fabio Treves, armonica e voce, Alex “kid” Gariazzo, chitarre e voce, Tino Cappelletti al basso e Massimo Serra alla batteria. Il sound della Treves Blues band si muove lungo i sentieri del blues più tradizionale, ovvero quello di Chicago, anche se nel disco non mancano accenni al blues del Delta che emergono con maggior forza nei brani acustici. In questo senso vanno senza dubbio segnalate Wastin’ my time with you, in cui Paolo Bonfanti mette al servizio dell’armonica di Treves, il suo talento alla chitarra acustica, la cavalcata slide Ever Since I Lost You di e con Roy Rodgers e Stand Up And Rise, che ci mostra la TBB in completa veste acustica con Alex “Kid” Gariazzo in veste di autore e di polistrumentista. Quanto ai brani elettrici, il risultato non cambia, infatti se l’uno-due iniziale con Windy City Blues e Amen A.C. ci regala la presenza del grande Chuck Leavell all’Hammond B3, Fuorigiri (già sigla dell’omonimo programma di Enzo Gentile su Radio 2) è una travolgente corsa sulle polverose strade del blues. Non manca un brano per sole armoniche dal titolo molto eloquente, Traintime Blues, in cui è ospite (e chi meglio di lui) il grande John Popper che duella in modo strepitoso con Fabio Treves, così come non mancano ben due brani di Robert Johnson, On The Prowl Again e Walkin’ Blues, entrambe molto accuratamente. Un discorso a parte va fatto per il classico di John Lee Hooker, I’m In The Mood, dove l’armonica di Treves accompagna in modo eccellente la voce e la slide sulfurea di Willie DeVille, You Can Have My Husband con Linda Gail Lewis e Mean Minstreater di Muddy Waters (il brano più vecchio del lotto, risale infatti al 1980) dove l’armonica di Fabio Treves accompagna alla grande l’indimenticato Mike Bloomfield al piano e alla voce, tutti e tre questi brani trasmettono vibrazioni uniche nate dall’alchimia di un momento e destinate a restare per sempre grazie questo disco. Insomma non perdetevelo, Treves ha ancora una volta fatto le cose alla grande e ancora una volta non ha mancato di stupirci.
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