LE LINER NOTES DI
BIOGRAPH
di Cameron Crowe

SESTA PUNTATA
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traduzione di Michele Murino

Dylan prende in esame il concetto. "La verità a proposito di ogni cosa che esiste nella società attuale, come ben sai, è troppo spaventosa. Il pettegolezzo è Re.
E' come se il termine "coscienza" fosse una parolaccia. Tutto quello che è verità ti ossessiona e non ti lascia dormire la

notte. E sono soprattutto quelli che vivono nella menzogna che ne soffrono. Ottieni un sacco di reazioni sgradevoli da parte di persone che non hanno familiarità con la verità. La maggior parte delle volte nemmeno ci si preoccupa di tutto ciò. Non che io sia un esperto o cose del genere, ma ho sempre cercato di mettere quella verità nella mia musica in una qualche maniera o quanto meno di non lasciare che la verità restasse inviolata. Il vecchio materiale ti rimaneva in testa molto a lungo dopo che avevi finito di ascoltarlo, sai, persino qualcosa di semplice come "to know, know, know him is to love, love, love him", diventava monumentale in un certo senso; ora è solo rumore e parole, parole, parole, e dopo che hai spento il giradischi ti sei già dimenticato tutto di quella canzone e sei contento - Some like it hot. Oh misericordia! Risparmiatemi per piacere!
Tutte queste cose sono soltanto degli ami, ami per pesci che ti vengono conficcati nel collo... niente significa niente, la gente semplicemente si mette in mostra, balla al ritmo di un cumulo di menzogne - molta gente sarà morta prima che qualcuno se ne accorga; la stessa gente che tesse le tue lodi quando sei morto, quando invece sei in vita non ti dedicherebbe nemmeno un giorno. Mi chiedo quante delle persone che hanno innalzato John Lennon al ruolo di mega-dio sarebbero state dalla sua parte se fosse ancora vivo. Mi chiedo cosa credono che stesse dicendo John quando cantava "just give me some truth" ("Dammi solo un po' di verità", ndt). Tutto è troppo commerciale, come una piovra che allunga tutti i suoi tentacoli; tutto quanto fa troppo parte del sistema.
A volte ti sembra di star camminando in quel film, l'Invasione degli ultracorpi, e ti domandi se ti hanno già preso, se tu sei ancora uno dei pochi rimasti o se sei già "loro" ora. Non lo saprai mai non è vero? Quando le persone non si sentono minacciate o sfidate, intendo in un qualche modo, non si confrontano, non devono prendere decisioni, non devono prendere posizioni, non crescono, vivono la propria vita in una vasca per pesci, restano nella stessa identica scena per sempre, muoiono e non hanno mai una pausa o la possibilità di dire addio. Io ho una visione delle cose che è opposta rispetto a tutto questo. Credo che questo mondo sia solo un luogo di passaggio e che i morti ci vedono e che persino quelli che non sono ancora nati possono vederci e non mi interessa chi lo sa. Non so, forse sto andando fuori tema, parlando di cose che non hanno niente a che fare con la musica... 
La grande musica folk ed il grande rock 'n' roll potresti non sentirli più. Come il carrozzino tirato da un cavallo. Certo, un cavallo ed il suo carrozzino hanno più sentimento di un'automobile ma ci vuole più tempo per arrivare dove stai andando e a parte questo, potresti essere ucciso sulla strada". 
Seduti di fronte a Bob Dylan questo pomeriggio si possono vedere le influenze molto chiaramente. Il suo discorso a volte si colora con le espressioni country della sua giovinezza, una giacca di pelle sulle spalle, un tagliente movimento della mano con una sigaretta che a stento trattiene la cenere... per tutti gli anni di analisi su chi-è-Bob-Dylan, la risposta sembra ovvia. Dylan è ancora, come lo è sempre stato, una persona con una chitarra ed un punto di vista. 
"Fondamentalmente sono un autodidatta. Quel che voglio dire con ciò è che in realtà io ho imparato tutto da altre persone osservandole, imitandole. Raramente ho chiesto loro di tenermi al loro fianco e di insegnarmi come fare. Ho iniziato come chitarrista e cantante viaggiante".
Dylan riflette. "Non ha niente a che vedere con lo scrivere canzoni, fortuna e gloria, e cose del genere. Capisci cosa intendo? Potevo sempre suonare una canzone sul palco di una sala da concerti o sul retro di un camion, in un night club o su una strada, qualsiasi cosa, e questa era la cosa importante, cantare la canzone, contribuire con qualcosa e pagarmi il viaggio. Il tipo di interpreti che più mi ha ispirato è stato quello alla Jimmie Rodgers, cioè coloro che ce la facevano a tenere uno spettacolo da soli e che erano assolutamente originali. Jimmie Rodgers aveva combinato elementi del blues e dell'hillbilly prima ancora che chiunque altro potesse anche soltanto pensarci. Incideva ai tempi di Blind Willie McTell ma non era solo un altro di quei ragazzi bianchi che cantava come un nero. Era questa la sua genialità, e lui è stato il primo nel suo genere. Tutto quel che doveva fare era comparire con la sua chitarra ed un cappello di paglia; e suonava sullo stesso palco con le grandi band, cori di ragazze ed attori comici e cantava con voce e stile tristi, ed è durato molto più a lungo di tutti gli altri. Oggi nemmeno ti ricordi chi altri c'era in cartellone con lui. Non l'ho mai visto. Ho solo sentito i suoi dischi. Non ho mai visto Woody Guthrie quando era al culmine della sua forza. Credo che forse il più grande di tutti quelli che ho visto è stato Cisco Houston. Era ormai ai suoi ultimi giorni ma non lo avresti mai detto - sembrava Clark Gable ed era assolutamente sontuoso... Mi piace sempre pensare che c'è una persona reale che mi parla, soltanto una voce sai, è tutto quel che posso toccare con la mano - Cliff Carlysle... Robert Johnson, per me questa è una profonda realtà, qualcuno che mi dice dove e' stato che io non sono stato e com'era laggiu' - qualcuno la cui vita io posso percepire... Jimmie Rodgers o persino Judy Garland, quella era una grande cantante... oppure Al Jolson... Dio sa se ce ne sono così pochi, ma chissà, forse ce ne sono abbastanza. Ho sempre pensato che un uomo solo, il solitario cantante di ballate con una chitarra, sia in grado di sconfiggere un intero esercito sul palco se sa quel che sta facendo... L'ho visto succedere. E' importante stare lontani dalla trappola del successo. Il trip in stile Andy Warhol-fama-per-un-minuto. I media sono un grande tritacarne, non sono mai soddisfatti e devono essere nutriti, ma c'è potere anche nell'oscurità e nel tenere le cose nascoste. Guarda Napoleone. Ha conquistato l'Europa e nessuno sapeva nemmeno com'era fatto... Le persone diventano troppo famose troppo in fretta al giorno d'oggi e questo li distrugge. Alcuni l'hanno capito - Leonard Cohen, Paul Brady, Lou Reed, eroi segreti - John Prine, David Allen Coe, Tom Waits. Ascolto molto di più cose del genere che tutto quel che si sente oggi e che è di moda, loro non pretendono di fare i guru con l'intero pianeta (1), loro non costruiscono barriere... Gordon Lightfoot, ogni volta che sento una sua canzone vorrei che non finisse più. La cultura popolare, che roba è? IBM, Calvin Klein, General Motors, Mickey Mouse, e tutta quella roba, conformismo alla moda, conformismo alle idee, conformismo alle opinioni degli altri, conformismo nello specchio, un sacco di cantanti che non sono capaci nemmeno di esibirsi sul palco, usano nastri e cose del genere... Van Gogh non ha mai venduto che pochi dipinti mentre era in vita, incredibile, per quel che ne sapeva lui era un fallito. Non penso nemmeno per un minuto però che egli stia avendo l'ultima risata perchè non è di questo che penso si tratti. Gli artisti dovrebbero ricordarselo - C'è una tremenda ipocrisia in questa cosa".
Dai demo alle canzoni, ai grandi successi ed agli inediti, questa è una collezione di musica che tutti dovrebbero trovare il
tempo di ascoltare. E quando le ultime note di Forever young sfumano, considerate quanto segue: l'influenza di Dylan continua ad essere ascoltata tutto intorno a noi, sia nei suoi lavori che in quelli di artisti come Springsteen, The Clash, The Pretenders, U2, The Blasters, Tom Petty and the Heartbreakers, e molti altri ancora. Pubblicazioni curate da fans come Telegraph oppure Wanted Man riportano le set list di venti anni fa così come quelle del Dylan di oggi. Per molti la vita di Dylan è già sconfinata nel mito. Per Dylan è invece solo una vita giunta a metà. Basta ascoltare il fuoco che c'è nella sua appassionata performance vocale del singolo di USA for Africa, We are the world.
Un eroe per molti, Bob Dylan ha una sua propria definizione per questa parola: "Penso che un eroe sia qualcuno che comprende il grado di responsabilità che deriva dalla sua libertà, qualcuno che non ha paura di saltare di fronte ad un treno per salvare la vita di qualcuno che ama; attirare l'attenzione della folla con la mia chitarra, questa è la cosa più eroica che io possa fare. Suonare una canzone per calmare il re (2), beh, non e' una cosa che tutti possano fare.... Ci sono certe cose che un Re vuole sentire. E se non gli piacciono, allora ti può mandare sulla forca. A volte ti senti come un pugile che scende da un autobus nel mezzo del nulla, niente applausi, niente ammirazione, tira un po' di pugni per dieci rounds o qualcosa del genere, fa divertire sempre qualcun altro, vomita fuori il dolore nella stanza di dietro, prende il suo compenso e risale sull'autobus diretto verso un altro nulla. A volte è un po' come essere un trovatore del Medio Evo, che canta in cambio di una cena e che se ne va in giro per il paese e che canta per una ragazza alla finestra, sai, quella con i lunghi capelli fluenti, quella che se li pettina alla luce della candela, che forse ti invita su da lei. Magari ti dice: "Cantami un'altra canzone, tesoro, cantami quella canzone che parla del gatto e del violino, del brigante e del lungo viaggio per mare", o forse non te lo dice. Devi essere in grado di sentire il tuo sogno prima che chiunque altro ne sia consapevole. "Non piaccio ai tuoi genitori, dicono che sono troppo povero" (3)... Bisogna imparare a mordere la pallottola (4) come Tom Mix, incassare i pugni, come dice la canzone. O come Charles Aznavour, "Devi imparare a lasciare la tavola quando l'amore non viene più servito", ma è una cosa difficile da fare. Devi esser forte e devi rimanere collegato a quello che ha dato inizio a tutto, l'ispirazione dietro l'ispirazione, a chi eri tu quando alla gente non importava di camminarti addosso, è facile a dirsi ma l'aria diventa rarefatta su in cima, cominci a diventare sventato, gli ambienti che frequenti cominciano a cambiare, entrano nuove persone nella tua vita...". 
Bob Dylan si alza in piedi e cammina fino ad una finestra vicina. Guarda di fuori verso un piccolo cortile. Un gatto miagola da una terrazza sporgente. Dylan è inquieto e pronto ad andar via. Gli chiedo come valuta il suo impatto sulla cultura moderna. Scrolla le spalle. 
"In un quadro d'insieme di una certa ampiezza, su di un palcosenico vasto, non sono troppo sicuro di prenderti sul serio o di prendere sul serio quello che pensano gli altri, sai, potrebbe essere l'inizio della fine. Voglio dire che è una debolezza. So di aver fatto qualcosa di importante ma in quale contesto non lo so, e nemmeno per chi. E' dura rapportarsi ai fans. Voglio dire che mi relaziono alla gente in quanto persone e non in quanto fans. Non sono sicuro di sapere cosa significhi questa parola e non dimenticarti che John Lennon è stato ucciso da un cosiddetto fan - lo so che questa cosa da' una cattiva reputazione a tutti loro e allora? Io non penso a me stesso come al fan di qualcuno, sono piuttosto un ammiratore, perciò perchè dovrei pensare a qualcuno come ad un mio fan? Se piaci loro, allora bene, e se non gli piaci è un affare loro - nessuno deve qualcosa a qualcuno. E ad ogni modo i fans sono consumatori, comprano prodotti e la ditta cerca di compiacere i consumatori. Quel tipo di cosa può dominare la tua vita. Se il fan non apprezza più il tuo lavoro allora diventa il fan di qualcun altro, come in quella canzone di Paul Simon, Got to keep the customer satisfied - io non voglio vivere e morire dietro a tutto questo - Non vendo cereali per il breakfast, o lamette da barba o cose del genere. Continuo a sentire gente che dice "Dylan dovrebbe fare questo e quest'altro, dovrebbe fare un album come quelli che faceva negli anni sessanta". Come diavolo fanno a dirlo? Potrei fare Blonde on blonde domani e probabilmente la gente direbbe che è datato... ecco come sono le persone. Finchè ci son stati gli anni sessanta la cosa non era affatto quella gran cosa. Il tempo va avanti. Voglio dire che se io avessi la possibilità, piuttosto avrei preferito vivere ai tempi di Re David, quando era il re di Israele, mi sarebbe piaciuto un sacco viaggiare con lui o nascondermi con lui nelle caverne quando era un fuorilegge ricercato. Mi chiedo cosa avrebbe detto e riguardo a chi - o forse ai tempi di Gesù e di Maria Maddalena - sarebbe stato davvero interessante, avrebbe davvero messo a dura prova i tuoi nervi... o forse anche più tardi, al tempo degli Apostoli, quando hanno sconvolto il mondo...
Cosa è successo negli anni sessanta? Intercettazioni telefoniche? Cosa c'è di così rivoluzionario? Sai, c'era un tempo in cui gli uomini credevano che la Terra fosse piatta e che le donne non avessero l'anima... Certo, puoi dire quanto fossero ridicoli e sottolineare quanto abbian potuto essere stupidi ma nondimeno la gente pensava che quella fosse la verità, proprio come un sacco di cose che oggi riteniamo vere e che un giorno saranno provate esser false. In realtà io sono stupito di essere durato così a lungo, non avevo mai pensato che potesse succedere. Cerco di imparare sia dai saggi che dagli imprudenti, non presto attenzione ad alcuno, faccio quello che voglio fare. Non posso dire di non aver mai commesso sciocchezze. Non è un segreto. Mi sono trovato al posto giusto nel momento giusto. La gente disseziona le mie canzoni come fossero conigli ma nessuno centra l'aspetto essenziale. Voglio dire, hai mai visto "Something's happening here but you don't know what it is do you, Mr. Jones" suonata durante la guerra in Libano? A volte penso di aver fatto questo mestiere per troppo tempo. Posso capire perchè Rimbaud abbia smesso di scrivere poesie a 19 anni... Come cambierei la mia vita? Beh, qualche volta penso che me la cavo con il 50 per cento di quello che ho, certe volte anche con meno. Questo mi piacerebbe cambiarlo, almeno credo... Non mi viene in mente altro...".
- Cameron Crowe

traduzione di Michele Murino
note di Alessandro Carrera

NOTE:

(1) "Witchdoctoring up" è una espressione che equivale a "fare lo stregone", o anche "fare il guru". Quindi "non pretendono di fare i guru con l'intero pianeta".

(2) "To play a song to calm the king". E' un riferimento all'episodio di Davide e di Saul dalla Bibbia, David che canta e suona i salmi per calmare Saul.

(3) "Non piaccio ai tuoi genitori, dicono che sono troppo povero". L'allusione al fatto di essere troppo povero per i genitori di lei e' un cliche' delle canzoni popolari. E' interessante il fatto che l'espressione ritorna nei primi versi di "Tangled Up in Blue". Come dicono i genitori della donna in quella canzone, "papa's bankbook wasn't big enough", riferendosi al conto in banca del marito della loro figlia ("Il conto in banca di papà non era abbastanza grosso).

(4) "Bite the bullet" , cioe' mordere la pallottola, e' un'espressione western che sta per "ingoiare il rospo", prendere le cose a muso duro e saper reagire.


fine della sesta puntata
- continua -

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