BIOGRAPH
Le liner notes
di Cameron Crowe

Terza Puntata
(per le prime due puntate clicca qui)

Traduzione di Michele Murino


 
I concerti di Bob Dylan alla metà degli anni sessanta cominciarono a diventare un affare strano e misterioso. Con Mike Bloomfield fuori dalla band perchè impegnato in tour con la Paul Butterfield Band, Dylan aveva messo su un nuovo gruppo che annoverava il batterista Levon Helm ed un nuovo sbalorditivo chitarrista blues/rock, Jamie (Robbie) Robertson. (All'epoca si chiamavano Levon and the Hawks ma il gruppo sarebbe diventato più tardi The Band ottenendo un personale enorme successo). Dylan dal canto suo stava esplorando i limiti più nascosti della sua capacità di autore di canzoni e stava testando i limiti più manifesti della sua presenza sul palcoscenico. Il risultato fu una straordinaria serie di esibizioni nel 1965 e nel 1966.
Le esibizioni di Dylan sul palco ed il tumultuoso tour delle Isole Britanniche del 1966 sono ben documentati nella presente raccolta. Ogni fermata di questo carnevalesco carrozzone di combattenti, che andava in posti dove il rock non era mai stato prima, rappresentava un nuovo atto del dramma.
Un altro show dello stesso tour è stato pubblicato come bootleg con il nome di Royal Albert Hall Concert e si tratta di una registrazione molto apprezzata. 
Lo show si tenne in realtà a Manchester ma uno straordinario scambio di battute tra il pubblico e l'artista (spettatore tra il pubblico: "Giuda!", Dylan: "Non ti credo... sei un bugiardo") è stato preso dal concerto della Royal Albert Hall pochi giorni dopo. Questi concerti di Bob Dylan con The Band sono ora considerati dei capolavori della storia del rock ma all'epoca furono sonoramente fischiati. 
Ricorda Robbie Robertston oggi: "Quel tour è stata una cosa molto strana. Potevi avvertire la violenza, e la potenza della musica. Andavamo in giro di città in città, di nazione in nazione, ed era come una sorta di lavoro. Ci preparavamo, suonavamo, loro fischiavano e ci gettavano roba addosso. Poi andavamo nella città successiva, suonavamo, loro fischiavano, ci gettavano di nuovo roba addosso e noi ce ne andavamo di nuovo. Ricordo che all'epoca pensai: "Strano modo per fare soldi". 
"Do un enorme merito a Bob perchè all'epoca tutti dicevano "Bob, liberati di questi tizi, sono orribili!"". Lo dicevano alle nostre spalle e lo dicevano con il gruppo sul palco. Dylan non ha fatto mai niente al riguardo. Non è mai venuto da me a dirmi: "Robbie, così non funziona...". La sola ragione per cui i nastri registrati di quei concerti esistono ancora oggi è perchè volevamo capire, "Siamo noi ad essere pazzi?". Tornavamo nella nostra stanza d'albergo, ci sentivamo il nastro registrato dello show e pensavamo: "Merda, non è male. Perchè tutti sono così sconvolti?". 
(E' un'interessante nota a piè di pagina per la storia della musica citare il fatto che durante il primo tour inglese, Dylan fece visita a John Lennon a casa sua e i due scrissero una canzone insieme. "Non ricordo di cosa si trattasse però", dichiarò Dylan. "Abbiamo suonato qualcosa insieme e l'abbiamo registrata con un piccolo registratore ma non so cosa ne è stato di quel nastro. Ricordo solo che l'abbiamo suonata e che il registratore era acceso. Non mi ricordo niente della canzone"). 
Lennon commentò più tardi a proposito della loro amicizia: "Ero cresciuto abbastanza da poter comunicare con lui... Eravamo tutti e due sempre tesi, sai, e naturalmente io non sapevo se lui era teso perchè ero talmente teso io, e poi quando lui non era teso, lo ero io. Ma ce ne siamo stati semplicemente lì seduti perchè ci piaceva stare insieme". 
Tornato negli Stati Uniti, Dylan aveva raggiunto lo status di celebrità. Non solo era un artista da hit parade, era ora anche un eroe della cultura ed un argomento di conversazione. Era un genio. Era uno artista da tutto esaurito. Era un poeta, non era un poeta. Era un'autorità. E' comprensibile che l'artista stesso non avesse un attimo di tempo per riflettere su tutto quello scompiglio. 
Continuava a scrivere e ad andare in tour, persino durante la registrazione di Blonde on Blonde a Nashville. Quest'ultimo è rimasto uno degli album meglio realizzati della musica moderna, e quello che più è andato vicino alle intenzioni musicali di Dylan. Egli raccontò a Ron Rosenbaum nel corso di un'intervista del 1978 a Playboy: "E' quel suono sottile, selvaggio e mercuriale. E' metallico e luccicante d'oro, qualsiasi cosa tutto ciò evochi. Quello è il mio suono. Non sono riuscito ad ottenerlo che poche volte". 
Coloro che erano presenti durante le sedute di registrazione di Blonde on Blonde, le ricordano come un'improbabile sfoggio di grandezza. Paragonata alla qualità circense degli spettacoli dal vivo, questa era una zona del crepuscolo di compiacenza di sè. Mentre il battagliero cantautore ed allora custode dello studio Kris Kristofferson ripuliva i portacenere, Dylan registrò con un gruppo che era composto da tradizionali musicisti di studio di Nashville e da molti dei suoi favoriti di New York come Robbie Robertson e Al Kooper. "Blonde on Blonde fu molto diverso da quello che facevamo on the road", dichiarò Robertson. "Era una atmosfera molto controllata. Ricordo i musicisti dello studio di Nashville che giocavano spesso a carte. Dylan finiva di scrivere una canzone, incidevamo la canzone e poi loro tornavano a giocare a carte. Per loro era una routine, ed il risultato fu eccellente. Alcune canzoni portavano altrove, come nel caso di Obviously Five Believers dove avevamo quattro potenti assoli di chitarra". 
"Le sedute di registrazione avvenivano la notte tardi", ricorda Kooper. "Il pomeriggio era utilizzato soprattutto per la scrittura delle canzoni". Dylan alle volte lavorava al piano nel suo albergo, altre volte con una macchina da scrivere in studio. Canzoni come Visions of Johanna (titolo originale: Seems like a Freezeout) e Sad-Eyed Lady of the Lowlands vennero messe su acetato e Dylan spesso si portava dietro i dischi durante il tour per poterli far ascoltare ad altri. "Che te ne pare?" chiedeva. "Hai mai sentito qualcosa di simile prima?". In genere la risposta era no.
Il modo di cantare di Dylan - la qualità che Woody Guhtrie aveva più apprezzato in lui una volta - era diventato più espressivo. In parte rocker, in parte romantico ferito, in parte cinico ed in parte credente, Dylan aveva imparato a fare dischi ora, ed il suo impeto si sentiva attraverso le radio di tutto il mondo. Like a rolling stone, Positively 4th Street ed I want you divennero dei classici. John Lennon disse nel corso di un'intervista per Rolling Stone nel 1970: "Non dovete ascoltare quello che Bob Dylan dice, ma solo il modo in cui lo dice". 
Molti artisti, da Bruce Springsteen a David Bowie, si son visti gravare dall'etichetta di "nuovo Bob Dylan" in vari momenti della loro carriera. Ma per Dylan stesso non c'erano molti esempi da guardare. Correndo a doppia velocità, Dylan, allora ancora alquanto fragile, si spinse ai limiti delle proprie capacità di resistenza. Lavorava costantemente, mangiava raramente, e raramente si fermava. Come James Dean prima di lui, Dylan si lasciava dietro una serie di persone che avevano rispetto per il suo talento e paura per la sua sicurezza e per la sua salute. 
Alla fine di Luglio del 1966, le loro peggiori paure furono vicine a diventare realtà. Mentre se ne andava scorribandando in moto a Woodstock, la ruota di dietro della sua Triumph 500 si bloccò. Dylan fu sbalzato dal sellino e scaraventato violentemente al suolo. Subì una commozione cerebrale, un certo numero di ferite al volto e la rottura di alcune vertebre del collo. Poteva andargli molto peggio.
In una ridda di notizie che lo davano per morto, paralizzato, criogenicamente ibernato o ritirato dalle scene, Dylan si ristabilì con calma nei mesi successivi. 
Fu un periodo di cui Dylan aveva molto bisogno per riordinare la sua vita, ma molto dopo che le ferite furono guarite egli stava cercando ancora di riacquistare il proprio equilibrio. 
Mentre Dylan se ne stava a letto nella sua casa di allora, vicino New York, The Band stava registrando poco lontano da lì, nello studio della cantina della loro casa di Woodstock cui avevano dato nome Big Pink (dal colore rosa con cui era dipinta, ndt). Dylan stava scrivendo una serie di nuove canzoni e l'idea era quella di registrarle con tutta calma, possibilmente come provini da far ascoltare ad altri artisti perchè le incidessero. Le sedute di registrazione si prolungarono per diversi mesi durante i quali Dylan e The Band registrarono un ampio gruppo di canzoni che andavano dalla versione embrionale di I Shall Be Released al vivace racconto di Million Dollar Bash, ad un numero notevole di canzoni troppo oscene per essere registrate. C'erano nuovi personaggi, nuovi ritmi... e quando quello che Robertson definì come "il nastro di un nastro di un nastro della copia di un nastro" venne alla luce dopo essere stato trafugato, il mondo ebbe il suo primo album bootleg. Naturalmente la cosa non piacque molto alle vittime del furto. Anche se l'atmosfera dei  Basement Tapes, come furono battezzati, era proibita ed eccitante (Neil Young per anni ha tenuto una copia registrata dall'originale che ascoltava durante le pause delle sue sedute di registrazione), le canzoni rimasero sullo scaffale fino al 1975.
"I bootleg", commentò Dylan, "sono offensivi. Voglio dire, questi tizi entrano in possesso di roba che tu hai fatto in una cabina telefonica. E non c'è nessuno attorno. Se te ne stai semplicemente seduto a strimpellare la chitarra nella stanza di un motel, non ti immagini che ci sia qualcuno che ti registra di nascosto, sai... E' come un'intercettazione telefonica... e poi questa roba appare su un disco bootleg. Con una copertina che ti ritrae e che ti è stata scattata di nascosto da sotto il letto ed ha un titolo tipo strip-tease e costa 30 dollari. Fantastico. E poi ci si chiede perchè la maggior parte degli artisti siano paranoici". 
Ci volle un pò di tempo perchè Dylan pubblicasse un nuovo disco ufficiale con un pacato e meditativo album registrato a Nashville e chiamato John Wesley Harding. Nel suo periodo di ricovero Dylan aveva visto la sua stessa influenza portare il Rock in una nuova ed esplosiva direzione. Il Rock era ora più legato all'attualità e denso di significati, la forma si era di molto modificata e le tecniche di registrazione in studio erano cambiate troppo. I Beatles avevano pubblicato Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, i Rolling Stones avevano risposto con Satanic Majesties ed ora il mondo del pop stava aspettando Dylan. Anche Dylan stava aspettando Dylan. Era pronto ad accettare la sfida? 
"Veramente no" rispose sorridendo. "Non conoscevo le tecniche di studio come quegli altri artisti. Naturalmente loro passavano molto tempo in studio, tempo che io non avevo. E non solo non lo avevo ma nemmeno me ne importava, avevo perso i miei contatti con lo studio a quel punto. Ero stato fuori dal giro per un bel po'. Tutto quello che avevo erano queste canzoni che avevo in qualche modo scribacchiato". 
"Registrammo quell'album, ed io non sapevo bene cosa farne. Molti si emozionavano e dicevano: "E' grandioso. E' fantastico". Ma per lo più quelle sono tutte cazzate di persone che cercano solo di dirti cose che ti facciano piacere. La gente ha un certo modo di dirti le cose che pensa tu voglia sentirti dire - ogni volta che non capisco una cosa e chiedo un parere a qualcuno va a finire sempre che dopo la mia domanda ne so ancor meno di quanto ne sapessi prima. Devi capire per conto tuo oppure non capirai affatto, e per quanto riguardava quell'album, io proprio non capivo. Così pensai che la cosa migliore da farsi fosse quella di farlo pubblicare il più presto possibile, di intitolarlo John Wesley Harding, perchè avevo questa canzone che si intitolava così e che non avevo la minima idea di cosa significasse. Pensai che intitolandolo così avrei acceso la curiosità per l'album e ne avessi fatto qualcosa di speciale... il motivo era soltanto il suono di quel nome, come veniva pronunciato... Avevo chiesto alla Columbia di distribuirlo senza alcuna campagna pubblicitaria, e senza troppi clamori, perchè quella era la stagione in cui tutto era "clamoroso". La mia sensazione era che anche senza alcuna pubblicità ci sarebbe stato ugualmente molto interesse intorno all'album. Mentre se lo si fosse pompato troppo,  c'era la possibilità che il pubblico lo avrebbe snobbato. Così non spesero una lira per promuoverlo e l'album ebbe ugualmente un grande successo. La gente gli diede una grande importanza, quasi che fosse una specie di "prova d'autore", o qualcosa del genere. Ma in realtà non era stato affatto concepito per essere qualcosa di diverso da un semplice gruppo di canzoni, davvero, sebbene forse fosse migliore di quanto io stesso avessi pensato". 
Nashville Skyline continuò la stringa di album registrati da Dylan nello studio della CBS nella capitale mondiale della musica country. La sua voce era diventata più dolce grazie al fatto che Dylan aveva smesso di fumare per un certo periodo. Egli produsse uno dei suoi singoli di maggior successo nell'aprile del 1969. Scritta originariamente per il film Midnight Cowboy (Un uomo da marciapiede, ndt), Lay lady lay fu consegnata dopo il limite di scadenza utile per essere inserita nella colonna sonora del film. I produttori usarono allora in sostituzione il brano Everybody'sTalkin' di Fred Neil. Dylan allora pubblicò Lay Lady Lay in proprio e fu proprio quella canzone d'amore che divenne uno dei suoi più grandi e duraturi successi.
"Non so cosa mi fece registrare il brano in quel modo. Oggi non credo che sarei in grado di riprodurre quel tipo di suono o quel tipo di voce nemmeno se lo volessi. Clive Davis volle pubblicare quella canzone. In realtà io ero un po' imbarazzato per quel brano, e non ero nemmeno sicuro che mi piacesse. Lui invece diceva che sarebbe stato un incredibile hit... Io pensai che fosse pazzo. Rimasi veramente esterrefatto, sai, quando scoprii che aveva ragione lui". 
Il disco successivo fu Self Portrait, nel 1970, un doppio album composto di standard e di alcune tracce registrate durante il concerto che Dylan tenne all'Isola di Wight. Criticato come insignificante all'epoca, ed oggi venerato dai critici in cerca di un argomento, l'album sembrò dimostrare una semplice verità - Dylan si divertiva a cantare canzoni scritte da altri e che inoltre egli non aveva alcuna responsabilità nei confronti di coloro che ancora chiedevano di conoscere il motivo per cui aveva smesso di scrivere "canzoni di protesta". Un uomo, A.J.Weberman, divenne persino famoso per andare a rovistare nell'immondizia di Dylan in cerca di "indizi". 
"Self Portrait", ha spiegato Dylan di recente, "era un gruppo di canzoni che avevamo fatto durante le sedute di registrazione a Nashville. Facevamo quelle canzoni per ottenere il giusto sound in studio. In apertura facevamo due o tre canzoni, solo per vedere se tutto era a posto e poi iniziavamo a registrare quello che dovevamo fare. Così ci furono un sacco di canzoni che rimasero "sullo scaffale". Ma all'epoca io ero già stato "bootlegato" ed un sacco di roba molto peggiore di quella era apparsa su dischi pirata. Così pensai che dovevo mettere insieme tutte quelle canzoni e pubblicarle su un disco, il mio bootleg personale, per così dire. Sai, se fosse stato veramente un bootleg, probabilmente la gente si sarebbe data da fare sottobanco per comprarlo e per suonarlo in tutta segretezza. Inoltre non avevo intenzione di diventare la marionetta di qualcuno così pensai che questo disco avrebbe messo fine a tutto questo... Ero veramente stufo di tutto quanto". 
(ndt: Dylan aveva dichiarato: "Quell'album fu fatto uscire perchè, allora, non mi piaceva il tipo di attenzione che stavo ricevendo. Non sono mai stato una persona alla quale piaccia essere oggetto di attenzioni in generale, ma in quel peiodo, oltretutto, ero fatto oggetto del tipo di attenzione sbagliato, per cose che non avevo mai fatto. Pertanto decisi di pubblicare l'album allo scopo di levarmi di culo un pò di gente; feci uscire un album tale che la gente non mi avrebbe amato più, e avrebbe smesso di comprare i miei dischi, cosa che infatti fece. Dissi: "Bè vaffanculo. Voglio che tutta questa gente si scordi di me, voglio fare qualcosa che proprio non possa piacere loro, nel modo più assoluto"... Quindi dipinsi questo autoritratto per la copertina, e dal momento che non avevo in mente nessun titolo, pensai: "Perchè non chiamarlo Self Portrait? Per me fu un bello scherzo".)

traduzione di Michele Murino

Quarta Puntata

Self Portrait sarebbe stato il suo ultimo lavoro degli anni sessanta, una decade che Dylan aveva per lo più trascorso in un ciclo continuo di tour e di sedute di registrazione. Egli era diventato una parte importante dell'esperienza degli anni sessanta di tutte le altre persone, ma sentiva di averne avuta una propria?

"Non l'ho mai vista in questi termini", rispose Dylan. "Nemmeno ho mai considerato quel periodo in termini di "anni sessanta". La gente che ha vissuto in quegli anni... a nessuno di loro è mai venuto in mente di star vivendo negli anni sessanta. Era come una specie di pentola a pressione. Non c'era il tempo di sedersi e di pensarci. Non come quello che stiamo vivendo oggi negli anni ottanta dove tutti dicono: "Questi sono gli anni ottanta e non sono granchè". Negli anni sessanta non si pensava una cosa del genere. Nessuno voleva dire una cosa così. Ci fu un sacco di gente che saltò sul carro della banda musicale e che prima nemmeno sapeva che questo esisteva. Per quanto ne so quelli sono gli unici che l'hanno fatto diventare un grosso affare. Alla gente piace pensare di essere importante perchè parla di cose importanti. Ma per le persone che erano attive allora non ha importanza. Si poteva trattare anche degli anni venti. Nessuno ha davvero mai immaginato una cosa simile finchè non sono finiti gli anni sessanta. Ricordo che Joe Strummer disse che quando ascoltò per la prima volta i miei dischi io ero già sparito. E in un certo qual modo è vero. Fu come una specie di disco volante che era atterrato... ecco cosa sono stati gli anni sessanta. Tutti ne hanno sentito parlare ma pochi li hanno visti davvero". 
Ben presto Dylan pubblicò New Morning, un solido album di originali. Fu un altro ritorno annunziato dalla critica per un uomo che non aveva mai davvero abbandonato le scene. Aveva semplicemente imparato a lavorare al proprio passo, un'andatura che tendeva a non interferire con la crescita della propria famiglia. 
Dylan passò i pochi anni successivi a New York, partecipando solo saltuariamente a concerti come quello per il Bangladesh e raramente incidendo dischi come nel caso di Watching the river flow o George Jackson. Nel 1973, Kris Kristofferson chiese a Dylan di raggiungerlo a Durango, in Messico, sul set del nuovo film di Sam Peckinpah dal titolo Pat Garrett and Billy The Kid. Dylan finì non solo per scrivere la colonna sonora del film ma ottenne anche la parte di Alias, al fianco di Billy the Kid, parte che egli rese magnificamente. Knockin' on heaven's door, uno dei più grandi successi di Dylan, fu pubblicato nell'album che conteneva la colonna sonora del film e fu anche uno dei suoi singoli più venduti. Il film era caratterizzato dal marchio di fabbrica violento e di ruvida bellezza tipico di Peckinpah, e la musica di Dylan vi si adattava alla perfezione. Il progetto sembrò segnalare un nuovo periodo di creatività. "Credo che sia pronto per qualcosa", disse Kris Kristofferson all'epoca. "Si è seduto al pianoforte l'altra sera. E aveva quel certo sguardo negli occhi...". Disse Dylan: "In realtà io ero solo una delle pedine di Peckinpah. Non c'era una parte per me e a Sam piaceva solo avermi intorno. Mi trasferii con la mia famiglia a Durango per circa tre mesi. Rudy Wurlitzer, che stava scrivendo questa cosa, inventò una parte per me ma non aveva alcuna dimensione ed io ero molto a disagio in questo non-ruolo. Ma poi il tempo cominciò a passare ed io ero intrappolato nel cuore del Messico con un pazzo che dava ordini alla gente intorno a sè come un piccolo re. Dovevi fare il fantoccio per tutto il giorno. Ero solito pensare tra me: "Bene, come reciterebbe Dustin Hoffman questa scena?". Ecco perchè mi sono messo gli occhiali in quella scena in cui devo leggere le etichette dei barattoli. Gliel'ho visto fare in Papillon. Fu una cosa folle, tutti questi tizi che ti facevano saltare tra le formiche, cacciare tacchini e cose del genere e bere tequila fino a stramazzare al suolo. Comunque Sam era un tipo eccezionale. Era un fuorilegge. Un vero hombre. Uno della vecchia scuola. Uomini così non ne fanno più. Capisco perchè gli attori volevano recitare per lui. Di notte quando tutto era calmo, ascoltavo il suono delle campane. Era una strana sensazione, vedere come questo film veniva realizzato, ed io lo so che era ampio, grande e da togliere il respiro, almeno così era nella mente di Sam, ma non venne fuori come era stato pensato. Sam perse il controllo sulla supervisione finale e fu questo il vero problema. Quando lo vidi mi resi conto che era stato fatto a pezzi. Qualcuno, e non certo Sam, aveva preso un coltello e tagliato un sacco di sequenze di valore che il film conteneva. Le parti musicali erano state sparpagliate a casaccio e messe in tutti i posti possibili tranne che nelle scene per cui erano state pensate. A parte Heavens Door, non potrei dire di aver riconosciuto niente di quello che avevo fatto messo nel posto per il quale io l'avevo fatto. Sul perchè ho partecipato al film..., credo che avessi una predisposizione per Billy the Kid. In nessun modo potrei dire di averlo fatto per denaro. Comunque ero troppo abbattuto per prenderla sul piano personale. Voglio dire, la cosa non mi causava dolore ma per la maggior parte del tempo io ero una specie di sonnambulo e non avevo una vera ragione per essere lì. Avevo portato la mia famiglia lontano da New York e questa era la cosa importante. C'era un sacco di pressione lì. Ma anche così mia moglie si stufò ben presto di quella situazione. Mi disse: "Che diavolo ci facciamo qui?". Non era una domanda alla quale fosse facile rispondere". 
Molto era cambiato nella musica nei pochi anni precedenti. Ora Bob Dylan poteva girarsi attorno e vedere un mondo di megatours rock, fatti a bordo di boeing 747, di artisti mega-platinum, di cantanti rock che apparivano sulla copertina di riviste a diffusione mondiale etc. Dylan, che aveva lasciato il Minnesota all'epoca in cui il rock and roll era ancora un'entità proibita, stava per ritornare sulle scene in un'epoca in cui invece esso era diventato il più grande business. 
Nel 1974 egli si riunì con The Band ed iniziò a registrare un gruppo di canzoni nuove a Los Angeles. Intitolato inizialmente Ceremonies of the Horsemen e più tardi reintitolato Planet Waves, l'album (e parallelamente il primo singolo, On a night like this) preparò il campo per un ritorno sulle scene molto coraggioso. Venne così annunciato il primo tour americano di Dylan coast-to-coast. I biglietti andarono esauriti in poche ore ma l'evento si portava dietro un certo numero di nuovi interrogativi. Come sarebbe stato Dylan? Sarebbe stato in grado di raggiungere l'intensità dei suoi primi giorni esibendosi in enormi stadi? Avrebbe avuto ancora un notevole significato? 
Interrogativi che ebbero una risposta in breve tempo. Dylan appariva nel pieno delle sue forze, con una voce carica di adrenalina ed accompagnato in maniera potente da The Band. I concerti furono applauditi come feste della vittoria. Ricorda Robbie Robertson: "Speravamo di fare un tipo di spettacolo estremamente differente. Ma avevamo provato e messo su uno show che non era poi molto diverso da quello dei nostri ultimi tour (nel '65-'66). Però questa volta quando suonavamo, tutti apprezzavano quello che facevamo. Non so se ne avessimo bisogno ma fu in qualche modo un sollievo". 
Dylan aveva alcuni problemi con le proporzioni mitiche del tour. "Credo che stessi solo recitando una parte in quel tour", dichiarò, "Io stavo recitando la parte di Bob Dylan e The Band stava recitando la parte di The Band. Era una cosa senza senso. La gente che veniva a vederci veniva soprattutto perchè voleva vedere cosa si era persa la prima volta. Si trattò di una di quelle cose "leggendarie". Ne avevano sentito parlare, avevano comprato i dischi, ma quel che vedevano non gli dava alcun indizio per capire quel che era stato. Quel che vedevano si può paragonare al primo Elvis e all'ultimo Elvis, davvero. Non era affatto la stessa cosa di prima. Quando avevamo avuto bisogno di quell'approvazione da parte del pubblico, non c'era stata. Ma stavolta non aveva importanza. Il tempo aveva dimostrato che si sbagliavano tutti. Noi eravamo puliti ma fu un un viaggio senza emozioni". 
"Il rock and roll era diventato un'impresa molto stravagante. T-shirts, libri dei concerti, spettacoli di luci, cambi di costumi, luccichio e glamour... era diventato solo un grande spettacolo, un grande circo tranne per il fatto che non c'erano elefanti, niente di così eccezionale se non Suoni & Luci, Suoni & Luci, e ancora Suoni & Luci. Ecco cos'era diventato, ed ecco cos'è ancora. E' un po' come quelli che hanno visto la bomba atomica esplodere a Bikini e poi si son detti l'uno con l'altro: "Bellissimo, veramente incredibilmente bello". Ecco com'era diventato lo scenario. Tutto quello di cui la gente parlava era energia qui ed energià là. I più grandi complimenti erano roba tipo "Wow, che energia amico". Era diventata una cosa assurda. Più grande e più rumorosa era una cosa e più energia si supponeva avesse. Sai, roba come stendimi al tappeto, sbattimi al muro, prendimi a calci il cervello, fammi saltare le cervella, frustami fino a farmi male, questo era quello che la gente considerava come grande energia. In realtà era solo la grande industria che stava muovendosi nel campo musicale. Come i fabbricanti di armi che vendono armi a tutti e due gli schieramenti sul campo di battaglia, e che inventano cose sempre più grandi e migliori mentre alle nostre spalle ci sono poche persone che ridono e si arricchiscono. 
Hai mai visto un mattatoio dove portano una mandria di bestiame? Li raggruppano tutti in cerchio, li mettono tutti in una certa area, li fanno calmare e li ammazzano... un grande business, fa guadagnare un sacco di soldi, grande energia. Mi fa sempre ricordare una cosa simile. L'elogio più grande che avevamo in quel tour era "incredibile energia, amico", e la cosa mi faceva vomitare. La scena era cambiata quando entrammo in quel quadro. Avevamo intenzione di fare uno show che andasse oltre le aspettative di tutti. E ci riuscimmo. Fu molto profondo". 
"Quello che la gente vide non fu esattamente quello che avrebbero visto nel '65 o nel '66. Se avessero visto quello, era uno spettacolo molto più pretenzioso. La gente non sapeva di cosa si trattava a quel punto. Quando le persone non sanno di cosa si tratta allora non capiscono e, lo sai, diventano strane e diffidenti. Niente è prevedibile e tu sei sempre sul filo del rasoio. Può succedere di tutto. Però io avevo sempre quelle canzoni e perciò ho sempre pensato che fosse tutto a posto". 
Quando il tour fu celebrato con una copertina di Newsweek, la stessa rivista che una volta aveva messo in dubbio la paternità di Blowin' in the wind da parte di Dylan, egli rispose in maniera sorprendente. Come se avesse già coltivato il suo stile performativo più pubblico, fece retromarcia, contattò alcuni musicisti acustici e disse alla sua etichetta che stava per registrare un disco di "canzoni private". Voleva farle alla svelta ed in modo semplice. 
Dylan iniziò a registrare quello che viene spesso indicato come il suo album migliore degli anni settanta, Blood on the tracks. Ispirato dalla rottura del matrimonio con sua moglie Sara, l'album deve molto del suo stile al rinnovato interesse di Dylan per la pittura. Le canzoni sono profonde ed il loro senso della prospettiva e della realtà è continuamente cangiante. Si trattava chiaramente di una acustica musica dell'anima e non del lavoro di un artista intento ad esibirsi in grandi arene portando in giro la forza del suo stesso mito. 
"Non mi interessa il mito", dichiarò Dylan in un'intervista del 1977, "perchè non posso lavorarci col mito. Il mito non è in grado di scrivere canzoni. E' il sangue che c'è dietro il mito a creare l'arte. Il mito per me non esiste come può esistere per altre persone. Preferisco andare oltre il mito". 
Dopo Blood on the tracks, Dylan rimase a New York. Registrò uno dei suoi album di maggior successo, Desire, con un nuovo gruppo di musicisti guidati da Scarlet Rivera. Dylan l'aveva vista suonare all'angolo di una strada e l'aveva invitata ad unirsi alla band. Il suo violino caratterizza Hurricane, la inedita Abandoned Love e molte altre canzoni di questo periodo. 
Dylan iniziò anche a farsi vedere in vari club della zona del Greenwich Village, su alcuni degli stessi palcoscenici sui quali aveva iniziato a suonare. Più di uno tra i visitatori del Village, abituati a vedere le vecchie fotografie di un Dylan ormai da anni sparito attaccate sulle vetrine, rimasero a bocca aperta quando videro in carne ed ossa Dylan di nuovo sul palco. Lentamente, quelle esibizioni nei club crebbero al punto da includere altri artisti come Ramblin' Jack Elliott, Joan Baez, T-Bone Burnett, Roger McGuinn, Mick Ronson ed altri. Questi show portarono alla Rolling Thunder Revue, nel corso di un tour per il bicentenario che si spostava di città in città in luoghi di piccola o media grandezza, tour che venne documentato con uno speciale televisivo, un certo numero di libri e più tardi nel film dello stesso Dylan, Renaldo and Clara. In quella che era adesso la terza o quarta ondata di popolarità per Dylan, persino il candidato Jimmy Carter citò Bob Dylan nel corso della propria campagna elettorale per diventare presidente. 
Quando Renaldo and Clara uscì nei cinema Dylan era già passato oltre. Si era sistemato presso una sala riconvertita a studio per le prove a Santa Monica, California, e stava provinando musicisti per una band con la quale andare in tour ed incidere un nuovo album. Il gruppo di undici elementi che ne derivò fu uno dei più grandi e dei più meticolosi che Dylan avesse mai avuto. Fecero un tour mondiale nel 1978 e registrarono anche il sottovalutato album dal titolo Street Legal. Il sound di questo periodo era qualcosa di simile alla densa precisione di Blonde on Blonde, con l'aggiunta di una certa quantità di gospel blues. 
Street Legal definì il lavoro di Dylan per i successivi anni. Dichiarò Dylan: "I critici trattarono questo album prevenuti... Lessi una recensione che mi accusava di essere diventato un cantante "da Las Vegas" e di copiare Bruce Springsteen perchè avevo nella band Steve Douglas, un sassofonista... il paragone con Las Vegas era..., sai, credo che quel tizio nemmeno ci fosse mai stato a Las Vegas e quella cosa del sassofono era quasi diffamatoria... Voglio dire che io non copio gente che sia sotto i cinquanta anni ed anche se non avevo una grande familiarità con il lavoro di Bruce, il suo sassofonista non può essere citato in un accostamento con Steve Douglas che ha suonato con Duane Eddy e su letteralmente tutti i dischi di Phil Spector... Non intendo offendere Clarence o cose del genere ma non si può mettere nella stessa categoria ed il tizio che ha recensito il mio disco avrebbe dovuto saperlo... comunque la gente ha bisogno di essere incoraggiata". 

Dopo il suo tour mondiale, circolarono subito notizie per cui Dylan si era convertito alla religione dei Cristiani rinati. Il suo album successivo raccontava la storia più grande. Dylan era ispirato da concetti religiosi ma aveva anche trovato un ottimo sound in studio con i celebrati produttori di rhythm and blues Jerry Wexler e Barry Beckett. Questa collaborazione portò alla produzione di uno degli album meglio registrati di tutta la carriera di Dylan. Slow train coming fu elogiato dai critici e premiato dal successo. Dylan ricevette il suo primo Grammy e l'album fu disco di platino. Vinse anche il Dove Award for Inspirational Album del 1979. L'album seguente, Saved, con la sua iscrizione tratta dalla Bibbia sulla copertina, andò meno bene. I temi religiosi avevano sempre avuto un posto nella musica di Dylan fin dagli inizi, ma per un periodo i media cercarono in quelle antiche canzoni gli indizi della sua nuova decisione. Sebbene i messaggi del disco potevano esser troppo per la mentalità della pop music, il significato dietro le canzoni non trovò solo orecchie sorde. "Sì", disse Bob Marley, "anche questo è un buon componimento, una rivelazione, un collegamento con un Rasta, come Haile Selassie è il Leone Vittorioso della casa di Giuda. E mi piace il suo brano Serve Somebody, mi piace che l'abbia fatto, sai, perchè arriva un momento in cui un artista non può seguire il pubblico. Se sei un artista come Bob Dylan, devi fare in modo che sia il pubblico a seguire te. Posso dirti che per lui non significa niente il fatto che alla gente possa non piacere quello che sta facendo. Lo fa e basta. Questa è la cosa più importante. Lo fa e basta". 
Shot of love, un LP un po' più profano registrato a Los Angeles, venne prodotto da Dylan e Chuck Plotkin (con l'aiuto di Bumps Blackwell sul brano Shot of love). 
La sfera di influenza fu più ampia, la musica più ricca tecnicamente rispetto ai primi giorni ma il tocco poteva essere quello del 1966. Era un Dylan crudo, dal vivo in studio, che si arrampicava per raggiungere il cuore delle sue nuove canzoni. "La gente non ha ascoltato quel disco in maniera realistica. Innanzi tutto Shot of love è stata una delle ultime canzoni prodotte da Bumps Blackwell e anche se nella sua vita egli avesse prodotto una sola canzone dovrei dire che di tutti i produttori che ho 
utilizzato è stato il migliore, quello con la più vasta conoscenza e con il migliore istinto. Mi sarebbe piaciuto che avesse potuto produrre tutto l'album ma le cose si erano un pò deteriorate e non era un cosiddetto "contemporaneo"... comunque il risultato finale in un certo senso era piuttosto simile a quello che si sarebbe potuto realizzare con la sua presenza...anche Clydie King ed io suoniamo abbastanza simili a tutto quel che è il meglio di ogni stile tradizionale, perciò come poteva qualcuno lamentarsi di ciò...Quel disco aveva un non so che di anni quaranta o forse dei cinquanta... I brani che lo componevano mostravano un elemento di incrocio...i critici, odio continuare a parlare di loro, non vorrebbero permettere alla gente di essere libera di decidere con la propria testa... tutto quello di cui parlavano era Gesù qui e Gesù là come se si trattasse di una specie di disco Metodista. Non so cosa stesse succedendo, forse Boy George o qualcosa di simile, fatto sta che Shot of love non si inseriva nello stile corrente. E probabilmente non lo farà mai. Ad ogni modo la gente era sempre in cerca di una qualche scusa per screditarmi e questa era appunto una scusa buona come un'altra... Non posso dire se il fatto di essere "non commerciale" fosse un'offesa o un complimento". 


traduzione di Michele Murino


Quinta Puntata


L'album successivo, Infidels, fu un successo di critica oltre che un successo artistico ed introdusse Dylan nell'era dei videoclip con Sweetheart like you e Jokerman. 
"Non sono in grado di dire cosa farò in futuro... non so nemmeno cosa farò la settimana prossima... o cosa non farò", disse Dylan riguardo ai suoi programmi futuri. "Per lo più scriverò semplicemente canzoni, farò dischi, andrò in tour, tutte cose che mi impegnano la maggior parte del tempo, perciò mi aspetto che le cose andranno così. 
Ho iniziato un libro poco tempo fa, un libro chiamato Ho Chi Minh in Harlem. Probabilmente lo finirò. Forse scriverò delle storie alla maniera di Jack Kerouak, storie che parlano di personaggi che conosco o che ho conosciuto, cambierò solo i nomi. Nuovi progetti, nuove idee? Mi piacerebbe fare un concept album come, sai, Red Headed Stranger o qualcosa del genere, forse un album per bambini, o un album di cover, ma non so se la gente me lo permetterà... 
A million miles from nowhere, I who have nothing, All my tomorrows, I'm in the mood for love, More 
than you know, It's a sin to tell a lie... Credo che un giorno farò un album di standard, magari anche di soli pezzi strumentali, melodie alla chitarra e percussioni, la gente non sa che sono in grado di realizzare una cosa del genere. In concerto posso fare molto di più che su un disco... Voglio dire, sono a conoscenza dei sintetizzatori e delle batterie elettroniche ma sono cose che non riguardano la mia musica in nessun modo. C'è una grande tentazione di vedere quanto falso uno può essere. Mi immagino il momento in cui ben presto la voce umana sarà sintetizzata, diventando completamente irreale. Sai, come prendere la voce di Paul Anka e farla suonare come quella di Howlin' Wolf e viceversa.
Forse non ha importanza ma è irritante, è una sostituzione a buon mercato della realtà, che stimola ragazzini e ragazzine col sesso in bottiglia, come l'anima di un robot; la tua mente pensa che sia vero ma il tuo cuore sa che non lo è. 
Troppo caos nelle vie aeree da poter essere sopportato dai sensi, un assalto ad ogni immaginazione troppo fragile... ogni cosa viene riempita, con ogni colore, tutto è sovraccaricato...
Se vuoi che le cose  tornino ad essere chiare devi lasciare fuori tutto quello che c'è in più... è il motivo per cui i film in bianco e nero sono migliori di quelli a colori, danno al tuo occhio ed alla tua immaginazione qualcosa da fare, beh, almeno questo è uno dei motivi, e la stessa cosa avviene con la musica del passato e la musica moderna. Probabilmente troppo progresso. Non so."
Se in passato spesso Dylan aveva eluso le domande di argomento artistico, ora egli era quasi fervido nelle sue osservazioni. Il punto di vista di Bob Dylan alla metà degli anni ottanta è prezioso.
"No, davvero non ho un progetto. Lo sai cosa intendo, te ne accorgi se hai ascoltato i miei dischi e sai cosa succedeva ai tempi in cui sono usciti. Un sacco di stili e di dinamiche dei versi che io utilizzo li ho inventati da solo o mi ci sono imbattutto accidentalmente. Sia negli anni sessanta o anche nell'ultimo periodo degli anni 70 o anche negli ottanta, ho usato certe combinazioni che non erano mai venute fuori prima, perciò io lavoro soprattutto in quell'area. Non posso smettere di farlo solo perchè un certo numero di persone hanno preso certi elementi di tutto questo e li hanno utilizzati per i propri lavori. Voglio dire, Muddy Waters non ha mica smesso di suonare solo perchè la J. Geils Band ha iniziato a incidere dischi... Così come George Jones non è sparito dalla scena solo a causa della comparsa di Merle Haggard. In realtà è abbastanza gratificante esser testimone della tua influenza nel successo di qualcun altro. Ma non so, immagino che la si possa vedere anche nella maniera opposta... guarda cos'è successo a Lefty Frizzell. Link Wray ha inventato la musica heavy metal ma chi lo sa? T-Bone Walker è la vera essenza del city blues, può cancellare B.B. Jones dalla mappa, ma a chi lo racconti? Bessie Smith non è forse rock 'n' roll? 
La gente si dimentica. Devi sapere che c'è sempre qualcun altro dopo di te. Ci sarà sempre una pistola più veloce, più grande e più giovane, giusto? 
La musica pop alla radio? Non saprei. Ascolto soprattutto le stazioni Preacher e le stazioni di musica country e quelle di vecchie canzoni... questo è tutto. Al momento mi piace Judy Rodman, I've Been Had By Love Before, più di qualsiasi altra cosa che si senta sulle stazioni pop. Non penso a me stesso davvero come ad un cantante pop ad ogni modo...".
Per essere un uomo che spesso era stato accreditato di aver aiutato a definire il rock, Dylan era preoccupato di sottolineare che non era mai stato posseduto da esso.
"La questione principale a proposito del rock'n'roll, per me, era che comunque non era sufficiente. Tutti Frutti e Blue Suede Shoes avevano frasi di grande effetto e di grande presa, nonche' un ritmo trascinante ed una energia travolgente, però non erano cose serie, e non riflettevano per niente la realtà della vita. Sapevo bene, quando mi sono dedicato alla musica folk, che si trattava di una cosa molto più seria.
Le canzoni folk sono colme di disperazione, di tristezza, di trionfo, di fede nel sovrannaturale, tutti sentimenti molto più profondi... My Bonnie Love is Lang A Growing, Go Down Ye Bloody Red Roses, persino Jesse James oppure Down By the Willow Garden
C'è più vita reale in una sola frase di queste canzoni di quanta ce ne fosse in tutti i temi del rock'n'roll. Io avevo bisogno di quella musica. La vita è una faccenda complessa, ed il rock 'n' roll proprio non la rifletteva. Era soltanto tutta una posa per cui cantavi con espressione felice soltanto "dài Sally dài", non c'era nulla che assomigliasse neanche nella maniera più vaga a Sixteen Snow White Horses oppure a See That My Grave Is Kept Clean
Se qualcosa di buono sono riuscito a fare, è stato proprio far confluire un genere nell'altro. Quando ho cominciato a cantare, in ambito musicale non esisteva niente di serio, nemmeno i Beatles. A quel tempo, infatti cantavano Love Me Do, e quanto a Marvin Gaye... non ha fatto What's Going on fino agli anni Settanta".
Cosa pensava Dylan della nuova musica?
"Non c'è niente di veramente nuovo. Tutti tentano semplicemente di giocarsi la propria chance - e la maggior parte di quella musica viene riciclata e messa nuovamente in circolazione, ma annacquata. Anche i dischi di rap, amo quel tipo di canzoni, ma non sono per niente una novità, si sentiva quella roba da sempre... c'era un tizio, chiamato Big Brown (1), che indossava una coperta di quelle che ti danno quando sei carcerato, e non metteva mai altro, sia in estate che in inverno, anche John Hammond lo ricorda - era come Otello, recitava brani epici, come se fosse un grande oratore dell'antica Roma, anche se era roba molto poco diffusa, Stagger Lee, Cocaine Smitty, Hattiesburg Hattie. E dov'erano le case discografiche quando lui cantava? Ma anche quello che faceva lui però, era come se fosse stato fatto trent'anni prima... e Dio solo sa quante altre volte prima. Io penso a Luke the Drifter (2) come a dischi rap ed in quanto a concetto ed intelligenza ed a capacità di combattere con le parole, Mighty Sparrow (3) era e probabilmente ancora è il re. Lo vai a vedere e tra il pubblico ci sono persone che si alzano in piedi e discutono con lui di ogni tipo di argomento... politica, sesso, astronomia, qualsiasi cosa, e lui risponde loro, tutto in poesia, i suoi spettacoli sono come incontri di pugilato dove lui vince sempre, con in piu' un'orchestra di quindici o venti elementi che suona piu' forte possibile... Calipso King (3)... Mighty Sparrow... è fantastico. Il rock 'n' roll, non so, il rhythm and blues o qualsiasi altra cosa, penso che sia morto. Nella sua forma pura. Ci sono alcuni che restano fedeli al modello originario ma è così difficile. Devi essere così dedito e devi lavorare così duro e tutto quanto ti è contro. Mi piacerebbe vedere Charlie Sexton diventare una grande star ma l'intera macchina dovrebbe crollare prima che questo possa avvenire. Prima era più facile. Adesso esiste solo il Rock, con la erre maiuscola senza il roll, il roll è finito; rock omosessuale, rock della classe operaia, rock dell'agente di cambio, adesso è diventata tutta un'impresa molto visibile, un grosso affare dell'establishment. Sai che con la Coca Cola le cose ti vanno per il verso giusto perchè te l'ha detto Aretha Franklin, e anche che il Maxwell House Coffee dev'essere OK visto che Ray Charles l'ha cantato. Tutti cantano del ketchup oppure degli analgesici o cose del genere... All'inizio non era così, non aveva niente a che fare con i collant, nè con il profumo, nè tantomeno con la salsa per il barbecue... ti schiaffavano in galera se suonavi roba del genere. Sarebbe come se Lyndon Johnson leggesse We shall overcome di fronte alla platea del mondo intero, ridicolo... c'è un vecchio detto che recita: "Se vuoi battere il nemico, cantagli la sua canzone" ed è ancora abbastanza vero. Credo che sia successo così e nessuno si rende conto della differenza. Ai vecchi tempi, c'e ancora questo proverbio, "per suonare dovevi pagare un prezzo". Potevi venire scacciato da una città, oppure gettato giù da una rupe - anche se ovviamente c'era sempre qualcuno di sotto pronto con una rete. Non sto cercando di disegnare un solo aspetto della questione. Ma, sai, allora era dura farsi ascoltare, era qualcosa di radicale. Sentivi di far parte di un qualche spettacolo circense da quattro soldi. Adesso si tratta dell'evento principale in cartellone. Puoi perfino andare al college e studiare rock 'n' roll, ne escono professori che danno voti ai tuoi dischi. Ci sono abbastanza articoli di riviste, proclami, dichiarazioni e tutto il resto, che parlano dell'argomento da bastare per una vita intera ma la cosa importante non è scriverne o parlarne, è farne... Il materiale di maggior qualità è stato fatto quando i riflettori erano spenti, prima di tutte le analisi e degli studi e prima che il fenomeno fosse definito in qualche modo. Penso che abbiano ucciso qualcosa che era davvero importante per il  rock 'n' roll. Il mondo delle grandi industrie, quando ha capito come si poteva utilizzarlo, ha tirato un grosso respiro e poi l'ha assassinato. Cosa gliene importava? Tutto quello che trovano sul proprio cammino loro lo spianano come dei bulldozer; una volta che lo hanno capito, lo assassinano, lo rendono qualcosa di vecchio, gli costruiscono un bel monumento alla memoria ed è proprio quello che oggi state ascoltando, la pietra tombale, un affare da un miliardo di dollari. Non lo so, credo che sia dura trovare spiragli. Di solito, una volta c'era molta paura per il rock 'n' roll, sai, era qualcosa per cui correvi a nascondere le tue figlie e le chiudevi a chiave, cose del genere... Elvis, Little, Richard, Chuck Berry... tutti loro facevano penetrare la paura nei cuori. Ora invece sono come una sorta di mezzo per... vendere sapone, blue jeans, qualsiasi cosa... E' diventata musica da country club... White House... Kentucky Fried Chicken... è stato tutto neutralizzato...  non è più una minaccia... non c'è più niente di magico... nessun senso di sfida. Odio vedere cosa è diventato tutto quanto, ci sono un sacco di noi che ancora ricordano invece quel che è stato, chi di noi c'era. Non sto mentendo, ma alla fine dei conti a chi importa ascoltare tutto ciò? Fai una gran fatica per niente".
traduzione di Michele Murino
note di Alessandro Carrera

NOTE:

(1) Big Brown era un afro-americano che recitava ballate folk a Washington Square, nel Village, quando Bob Dylan e' arrivato a New York nel 1961. Dopo di che non se ne sa piu' niente. Indossava una coperta di quelle che danno in prigione (a jail blanket). Probabilmente Dylan si è ricordato di Big brown quando ha inventato la storia dell'uomo dagli occhi di fuoco incontrato sul treno Monterrey-San Diego, e che indossava solo una coperta (in una delle sue introduzioni a "Senor" nella tournee del 1978). "Stavo viaggiando su di un treno un giorno. Andavo da Durango, in Messico, a San Diego. Mi addormentai sul treno e mi risvegliai nella città chiamata Monterrey... Erano circa le..., credo che fosse passata mezzanotte, all'incirca. Una famiglia stava salendo sul treno ed un vecchio stava salendo sui gradini per entrare nel treno. Venne verso di me e mi si sedette vicino. In quel momento il treno era ancora in stazione... Comunque, io guardavo tutto attraverso il finestrino... Poi sentii una strana vibrazione che mi spinse a guardare verso l'uomo... Non aveva nient'altro che una coperta addosso... Così lo guardai - aveva gli occhi di fuoco, potei vederlo bene, ed usciva fumo dalle sue narici. Dissi tra me: "Era questo l'uomo con cui dovevo parlare". Così mi voltai guardando fuori dal finestrino e cercando di trovare il coraggio di parlargli. Quando il treno incominciò a muoversi la nostra conversazione fu una cosa tipo: "Senor, senor, can you tell me where we´re heading...".

(2) Luke the Drifter e' uno pseudonimo usato da Hank Williams per una serie di dischi "parlati", non proprio rap ma canzoni dove Williams recita il testo con accompagnamento strumentale. Sono per lo piu' lamentazioni moralistiche di gente che si pente dei propri peccati o storie di chi ha rovinato la propria vita perche' non ha saputo resistere al peccato. Prediche di campagna, nel vero senso del termine.

(3) Mighty Sparrow e Calypso King sono la stessa persona, altrimenti noto come Singer Francisco, nato a Grenada e cresciuto a Trinidad, forse il piu' importante esponente al mondo del calypso (per i Caraibi, Mighty Sparrow e' l'equivalente di quello che e' stato Bob Marley per la Giamaica). La sua discografia comprende piu' di settanta dischi, di cui i primi erano usciti negli anni cinquanta. Alcune sue canzoni sono conosciute anche per le covers di Harry Belafonte, ma mentre Belafonte puntava al pubblico "bianco", per così dire, Mighty Sparrow e' piu' vicino alla "real thing" ed e' noto soprattutto al pubblico nero di ascendenza caraibica.

Fine quinta puntata
-continua-

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