IVAN GRAZIANI
BIOGRAFIA
di Michele Murino

"Ma io non smetterò. Mai.
Un vero chitarrista muore. Deve morire sul palco."

Cantore della provincia, songwriter dall'anima rock, artista fuori dagli schemi e dalle regole del gioco, anticonformista e ribelle alle mode e alle tendenze commerciali di un mercato che egli non inseguiva e che per questo non lo ha premiato per quanto realmente meritava, grandissimo chitarrista, virtuoso dello strumento come pochissimi in Italia, Ivan Graziani è stato capace di fondere in maniera estremamente personale gli stilemi musicali di matrice anglosassone e statunitense con la melodia della scuola cantautorale italiana, il tutto filtrato attraverso una visione personalissima ed originale ed un approccio vocale unico nel panorama musicale italiano.
Capace di splendide ballate, delicate e liriche, di nostalgici ritratti di amore e di amicizia, e allo stesso tempo di nervosi ed acidi brani rock che raccontano storie squallide e violente, il degrado della provincia, la cattiveria dell'uomo, la droga, l'omicidio, il sesso, la crudeltà, Ivan Graziani è stato uno dei più grandi, ingiustamente riconosciuto come tale da pochi, alquanto snobbato da molti critici poco lungimiranti.
I suoi dischi, tra cui alcuni capolavori assoluti, hanno sempre ottenuto un riscontro di pubblico e di critica decisamente contenuto rispetto all'effettivo enorme valore. Un valore indiscusso e che pure in relativamente pochi hanno consacrato, rispetto ai nomi più celebrati della canzone d'autore italiana, da Lucio Battisti a Francesco De Gregori, da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini (per citare solo alcuni nomi), baciati dal successo commerciale che ad Ivan ha arriso in maniera assurdamente inferiore rispetto al valore della sua opera.
Tra i suoi brani si annoverano molti titoli da inserire nella lista delle migliori canzoni d'autore di sempre, da Firenze (Canzone Triste) a Lugano Addio, da Il Chitarrista ad Agnese, da Pigro a Monna Lisa, da Fuoco sulla collina a Sabbia del deserto, tutte caratterizzate dalla sua inconfondibile e personalissima voce che Ivan era capace di utilizzare come fosse un vero e proprio strumento, un falsetto, o quasi falsetto, che sapeva cantare con la stessa efficacia le storie tenere e nostalgiche, talvolta autobiografiche, caratterizzate spesso da indimenticabili ritratti femminili, e le sordide storie di periferia caratterizzate da un rock acido e graffiante e da testi "narrativi" estremamente originali, fino ai brani più ironici ed ermetici disseminati nella sua vasta produzione.
Ivan Graziani era abruzzese di nascita ed urbinate di adozione.
Era nato il 6 Ottobre del 1945 a Teramo da madre sarda. Una leggenda vuole che egli sia nato in effetti sul mar Tirreno, a metà strada tra Civitavecchia ed Olbia, a bordo di un traghetto su cui si trovava sua madre in viaggio.
La sua passione per la pittura lo porta ad Urbino dove si diploma in arti grafiche nel 1963 ma l'altra sua grande passione, quella per la musica rock, lo indirizza subito verso un'altra direzione.
Fin da ragazzino inizia a suonare la chitarra (anche se il suo primissimo strumento è la batteria). Tra i suoi maestri c'è Nino Dale, musicista abbruzzese al quale Ivan dedicherà un bellissimo brano nell'album "Ivan Graziani", "Nino Dale and His Modernists". Con Nino Dale, Ivan farà anche una tournèe in Tunisia.
Ivan ascolta le canzoni dei gruppi inglesi più celebri, dai Beatles agli Stones, innamorandosene. Così come si innamora di Jimi Hendrix e di altri "guitar heroes".
Nel 1963 fa parte del "The Serogam Quartet", un complesso che rappresenta l'Istituto d'Arte Licini di Ascoli Piceno ed in seguito del gruppo denominato "Ivan e i Saggi".
Si trasferisce a Milano e già alla metà degli anni Sessanta si cimenta nel campo musicale con la formazione denominata "Anonima Sound", da lui fondata insieme a Velio Gualazzi e con la quale ha di fatto inizio la sua carriera di musicista e cantautore, accanto a Velio che suona la batteria e Walter Monacchi al basso. Il primo 45 giri del gruppo, per la Cbs, è "Fuori Piove", con "Parla Tu" sul lato b (brano che prende parte al celebre Cantagiro nel 1967 con risultati disastrosi piazzandosi ultimo, per quanto venderà molto bene raggiungendo quasi le duecentomila copie), cui fa seguito un secondo singolo "Ombre Vive" nel '69. Sempre al Cantagiro l'Anonima Sound ottiene un discreto successo con la canzone "L'amore mio, l'amore tuo".
Ivan incide anche un long playing con l'Anonima, un album che però non vedrà mai la luce. Di lì a poco abbandona il gruppo ed intraprende la carriera di solista.
Nei primi anni settanta registra con produzione propria un album composto da soli brani strumentali che però non sarà mai messo in commercio. Il titolo è "Tato Tomaso's Guitars", dal nome di suo figlio appena nato.
Nel 1973 si cimenta con un disco molto rock 'n' roll in lingua inglese, "Desperation", che riprende soprattutto il sound del r'n'r anni '50, e nel 1974 esordisce con il suo primo 33 giri da solo dal titolo "La città che io vorrei" un album che già ha in nuce lo stile inconfondibile che caratterizzerà i lavori più famosi di Graziani.
In veste di musicista inizia varie collaborazioni che nel corso degli anni lo vedranno a fianco di vari artisti, da Lucio Battisti ad Antonello Venditti, da Francesco De Gregori alla PFM, fino a Renato Zero.
E' proprio il grande Lucio Battisti a notare Graziani ed a rendersi conto delle sue enormi potenzialità.
Ivan comincia a collaborare come session man negli studi di Lucio Battisti, il celebre complesso "Il Mulino" di Anzano del Parco, e lo stesso Battisti lo vuole con sè in studio nella registrazione di uno dei suoi album più celebri, "Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso eccetera". Graziani contribuisce in maniera fondamentale al lavoro di Battisti con le sue chitarre dal sound estremamente personale. Nel disco Ivan suona anche il violino. Tra Lucio ed Ivan nasce anche una forte amicizia e Battisti sprona il cantautore abbruzzese a proseguire nel suo discorso e ne favorisce l'esordio discografico che avviene nel 1976 con l'album "Ballata per 4 stagioni" per la Numero Uno, la casa discografica di Mogol e Battisti, che è da considerarsi a tutti gli effetti il suo primo vero album di esordio da solista.


Ivan con Lucio Battisti
Nell'ambito della Numero Uno Ivan entra in contatto con altri artisti di cui diventa amico, da Antonello Venditti che lo vuole accanto nella registrazione dell'album "Ullallà", alla Formula Tre di Radius, Cicco e Lorenzi, fino alla PFM. Proprio nella Premiata Forneria Marconi per un certo periodo si dice che Ivan debba entrare come membro nelle vesti di chitarrista e cantante in sostituzione di Mauro Pagani che dopo il tour americano della PFM decide di lasciare il gruppo, ma dopo una serie di voci e di smentite la cosa non va in porto. Ivan firma comunque un pezzo per la PFM, "From Under", che sarà pubblicato nell'album del gruppo dal titolo "Chocolate Kings".
Ivan inizia a collaborare come musicista anche con altri artisti come Bruno Lauzi (anch'egli nell'entourage di Battisti) e Francesco De Gregori.
Nel 1977 pubblica il suo secondo album, "I Lupi" cui collabora anche Antonello Venditti. E' uno dei migliori album di Ivan e contiene uno dei suoi grandi classici, "Lugano Addio". Il disco ha un certo successo (circa diecimila copie vendute) e fa conoscere Ivan al grande pubblico. "Lugano Addio" viene pubblicato come 45 giri ed ottiene un notevole successo arrivando nelle prime posizioni della classifica.
Intanto Ivan prende parte al tour di Antonello Venditti come artista di supporto.
Il 1978 è l'anno del suo album forse più celebre, "Pigro". La title-track insieme al brano "Monna Lisa" riscuotono un grande successo. E' il momento di maggior fama per Ivan che avrebbe però voluto intitolare l'album "Fango", dal brano omonimo, come messaggio da lanciare in riferimento alla condizione degradata del mondo attuale. La casa discografica opta invece per "Pigro" scegliendo questo brano anche come 45 giri di lancio.
E' un disco che risente della vicinanza con Lucio Battisti ed Antonello Venditti nei testi e musicalmente è molto convincente con un eccellente rock italiano. E' uno dei migliori album mai prodotti nel nostro Paese, spesso inserito nell'elenco dei cento album fondamentali della canzone italiana.
L'album viene inciso utilizzando gli stessi musicisti dell'album di Lucio Battisti "La batteria, il contrabbasso..."
Seguono altri due album di successo come "Agnese dolce Agnese" che contiene un altro dei suoi classici, "Agnese", e "Viaggi e intemperie" con il suo brano forse più famoso "Firenze (canzone triste)" mentre Ivan comincia una serie di tour che lo vedono esibirsi in tutta Italia.
Nel 1981 è la volta di "Seni e coseni" (un album ricco di ritratti, a volte ironici, a volte teneri, a volte spietati, in una colorita galleria di personaggi), e di un progetto, primo del genere in Italia, che vede tre artisti unirsi in un Q Disc ed in un relativo tour che dura un anno e che vede i tre esibirsi in Italia e in Svizzera con messa in onda sulle reti nazionali. Si tratta di Ivan Graziani, Ron e Goran Kuzminac che danno vita al brano in comune "Canzone senza inganni". In occasione del tour esce appunto il Q Disc dal titolo "Q Concert".
Nello stesso anno Ivan è anche interprete del film "Italian Boys". Nel film Ivan interpreta il ruolo di giudice in una gara fra due radio private milanesi.
Scrive anche la musica del film "Il grande ruggito".
Nel 1982 è la volta del primo album live, un disco doppio dal titolo "Parla tu", e l'anno dopo esce l'album omonimo "Ivan Graziani" al quale collaborano alcuni vecchi amici della Numero Uno.
Nel 1984 esce un nuovo album dal titolo "Nove" con la collaborazione del celebre arrangiatore Celso Valli.
Il successo comincia a calare anche se i nuovi album di Ivan sono decisamente validi. Ma Ivan non ha mai cercato il successo a tutti i costi e questo suo defilarsi e non piegarsi alle mode del momento in qualche modo gli garantisce integrità nel discorso artistico alienandogli però gradualmente il successo commerciale.
Nel 1985 Ivan partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo in occasione della 35ma edizione con il brano "Franca ti amo" che ottiene però un piazzamento basso.
Il brano viene pubblicato nell'album "Il meglio di Ivan Graziani" oltre che sul quarantacinque omonimo.
Seguono "Piknic" nel 1986 (un album, sembra, realizzato più per doveri contrattuali con la casa discografica - la Numero Uno - che per reale volontà del cantautore) e "Ivangarage", con la nuova etichetta Carosello, nel 1988, che segna un grande ritorno per Ivan, con alcuni brani particolarmente riusciti tra cui "Noi non moriremo mai" e "Un uomo".
Nel 1989 esce una raccolta di vecchi successi presentati con nuovi arrangiamenti dal titolo "Segni d'amore" che contiene però un brano inedito, "La sposa bambina".
Nel '91 Ivan esce con un album di inediti di scarso successo, "Cicli e tricicli" e nel '94 è la volta della sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo con un eccellente brano, "Maledette malelingue" (che forse nasconde nel titolo anche un messaggio a qualche addetto ai lavori) con il quale ottiene un ottimo successo raggiungendo il settimo posto. Esce contemporaneamente anche l'album quasi omonimo, "Malelingue",  che ridà ad Ivan un certo successo di pubblico.
Nel 1996 esce un nuovo live, "Fragili fiori... Livan", per l'etichetta Fonopoli di Renato Zero. A fianco di alcuni classici del passato vengono inseriti anche cinque brani inediti. Tra questi "Lanutella di tua sorella" cantato in coppia con Renato Zero.
Nel 1997, il primo giorno di Gennaio, Ivan si spegne nella sua casa di Novafeltria. Aveva 51 anni e da due era stato colpito da un male incurabile.
Negli ultimi anni era stato anche insegnante presso la Scuola dei Cantautori di Teramo.
Nel '99 esce l'ultimo album, postumo, per iniziativa di Renato Zero, grande amico di Ivan,  nel quale vengono inserite le ultime canzoni rimaste inedite. Il disco si intitola "Per sempre Ivan" e vede la partecipazione di artisti del calibro di Antonello Venditti, Umberto Tozzi e Biagio Antonacci, oltre allo stesso Renato Zero.
Nel 2004 è la volta di una splendida antologia dal titolo "Firenze-Lugano no stop" che contiene due bellissimi inediti, "Giuliana" e "Il lupo e il bracconiere".

Michele Murino