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Nicoletta Braschi è nata a Cesena il 10 agosto
del 1960. Frequenta il Liceo Classico nella sua città natale poi
si trasferisce a Roma dove si diploma all'Accademia di Arte Drammatica
"Silvio D'Amico".
Esordisce nel cinema con un film del 1983. Si tratta
di "Tu mi turbi" (a fianco del suo futuro marito Roberto Benigni, il primo
film scritto, diretto e interpretato dall'attore toscano) in cui interpreta
una particolarissima Madonna. E' il 1984 quando Nicoletta ha una parte
anche in Segreti segreti, un film di Giuseppe Bertolucci.
Nel 1986 è la volta di Jim Jarmusch e del suo
film "Daunbailò" (Down by law). Anche qui Nicoletta lavora al fianco
di Benigni, oltre che del cantante Tom Waits e di John Lurie.
E' poi la volta di un regista impegnato come Marco Ferreri
che la vuole in Come sono buoni i bianchi (1987), un film grottesco nella
migliore tradizione di Ferreri.
Il lavoro che la impone all'attenzione del grande pubblico
è però un film diventato cult, "Il piccolo diavolo", al fianco
di Roberto Benigni e Walter Matthau. Il film è del 1988. Nicoletta
interpreta il ruolo della indimenticabile e bellissima diavolessa Nina
L'anno dopo partecipa al film "Mistery Train" ancora
una volta per la regia di Jim Jarmusch (in cui la Braschi interpreta la
parte di una turista italiana in visita a Memphis) e poi a "Il tè
nel deserto" di Bernardo Bertolucci.
Gli anni novanta sono poi quelli degli incredibili successi
di pubblico con film come "Johnny Stecchino" del 1991 (un altro indimenticabile
ed esilarante personaggio, la pupa del boss, Maria) e "Il mostro" del 1994
(altra mitica caratterizzazione, la poliziotta Jessica Rossetti, "vittima
del Mostro"), scritti e diretti entrambi dal suo compagno di vita Benigni.
Da ricordare anche un nuovo film di Giuseppe Bertolucci,
"La Domenica specialmente" (1991, Nicoletta prende parte ad un episodio
del film).
Il 1991 è anche l'anno del matrimonio di Nicoletta
con Roberto Benigni.
Nel 1993 Nicoletta è diretta da Blake Edwards
nel film "Il figlio della pantera rosa", in cui interpreta il personaggio
di Jacqueline.
Importante film cui partecipa Nicoletta è anche
"Sostiene Pereira" (Afirma Pereira) di Roberto Faenza del 1995 in cui recita
nel ruolo di Marta al fianco di un mostro sacro come Marcello Mastroianni.
Nel 1995 Marco Tullio Giordana la vuole nei panni di
Graziella Chiarcossi (nipote dello scrittore regista e poeta Pier Paolo
Pasolini) nel film "Pasolini, un delitto italiano", altro importante lavoro
nel corso della carriera della Braschi.
Come lo è il successivo "Ovosodo" del regista
Paolo Virzì.
Grazie all'interpretazione del bel personaggio della
professoressa Giovanna in questo film del 1997 Nicoletta si vede assegnato
il prestigioso David di Donatello come migliore attrice non protagonista.
Idealmente (ed indirettamente) il premio più prestigioso
le viene nel 1999 quando "La vita è bella", scritto e diretto ancora
da Roberto Benigni, candidato a numerosi Oscar, ne conquista tre (Oscar
per il miglior film straniero, Oscar a Roberto Benigni come miglior attore
ed a Nicola Piovani per le musiche), ed in cui Nicoletta si impone con
il bellissimo personaggio di Dora Orefice, la maestra innamorata dell'ebreo
Guido (Roberto Benigni) che per amore lo segue in un campo di concentramento
nazista.
Per "La vita è bella" a Nicoletta viene assegnato
il Premio Flaiano di Cinematografia nel 1999.
Nel 2002 è la volta di un altro bellissimo personaggio,
la Fata Turchina nel "Pinocchio" di Benigni, parte per la quale Nicoletta
sembra letteralmente esser nata. Ha scritto al proposito Cinzia Sgheri
di lei: "Con quello sguardo perennemente sognante e l'espressione eterea
e sempre un po' svagata non poteva che interpretare il ruolo della dolcissima
Fata Turchina nel kolossal Pinocchio diretto dal marito Roberto Benigni.
E la bacchetta magica e i capelli azzurri sembrano quasi un punto d'arrivo
in una carriera, quella di Nicoletta Braschi, fatta di personaggi spesso
intensi ma sempre un po' misteriosi".
Personaggi tra cui, a nostro avviso, sono da ricordare
in particolare, per la incredible vis comica, la Jessica Rossetti de "Il
mostro" e Maria (la "pupa del boss" Johnny Stecchino), e per l'intensità
ed il pathos la professoressa Giovanna Fornari di "Ovosodo" e la Dora Orefice
de "La vita è bella".

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