Breve conversazione con uno dei "papà" di Nathan
Never

Bepi Vigna è uno dei creatori del celebre "Nathan Never", fumetto
di ambientazione fantascientifica della Sergio Bonelli Editore. Vigna è
un grande appassionato di cinema e - naturalmente - di fumetti. Con gli
amici Michele Medda ed Antonio Serra propone nel 1985 ad Alfredo Castelli,
autore di fumetti come Martin Mystere, Gli Aristocratici, Diabolik, un
soggetto per la serie a fumetti Martin Mystere. La storia si svolge in
Sardegna, la terra del trio Vigna/Serra/Medda. Sarà pubblicata con
il titolo "Il Mistero Del Nuraghe" (Martin Mystere numeri 34/35) e sarà
firmata da Castelli che rielabora il soggetto dei tre autori cui viene
dato lo scherzoso nomignolo de "La banda dei sardi".
Da quel momento Vigna, insieme ai due amici, inizia una collaborazione
regolare con la Sergio Bonelli Editore ed i tre firmano anche una storia
del celebre indagatore dell'incubo Dylan Dog ("Quando la città dorme",
DD n. 29).
Nel 1989 la grande svolta. Vigna/Serra/Medda propongono a Bonelli una
nuova serie di fantascienza "Nathan Nemo".
La serie esordirà con il nome modificato in "Nathan Never" su
suggerimento dell'amico Castelli per i disegni dello strepitoso Claudio
Castellini (il primo numero è "Agente Speciale Alfa" ed esce nel
1991). La serie prosegue tuttora ed è una delle testate di punta
della Sergio Bonelli Editore; per questa collana Vigna ha scritto numerose
storie oltre agli speciali "Luna" e "Thalia", apparsi sulla rivista Comic
Art con i disegni di Castellini, e "Terra" (sulla stessa rivista) realizzato
graficamente da Cascioli..
Ma Vigna non disdegna il west fantastico avendo scritto anche una storia
per il celebre Zagor (lo Spirito con la Scure) pubblicata nei numeri 331/332
della collana Zenith con il titolo "Un patto infame". Vigna ha anche scritto
storie per Nick Raider, il giallo a fumetti della Bonelli, e per Zona X,
altra collana "mysteriosa" creata da Alfredo Castelli.
Nel 1995 "La banda dei sardi" dà vita ad una nuova serie a fumetti
per la Sergio Bonelli Editore, "Legs Weaver", eroina nata sulle pagine
di Nathan Never.
Vigna dirige un corso di Fumetto Professionale a Cagliari in collaborazione
con Medda ed altri autori sardi come Mario Atzori ed Angela Cotza.
(a cura di Michele Murino)
L'intervista
a cura di Michele Salimbeni
Prima parte
Michele: Nelle storie di Nathan Never ci sono spesso riferimenti più o meno espliciti alle canzoni di Bob Dylan. Mi riferisco soprattutto ad uno dei primi numeri. Per quale motivo ?
Bepi: Nei fumetti di Nathan ci sono spesso citazioni dalle canzoni di Bob Dylan, perché Dylan piace agli autori di Nathan Never e perché nelle canzoni di Dylan si esprimono alcuni ideali e valori che sono anche di Nathan Never.
Michele: La fantascienza come specchio del presente, unica realtà come ha, più o meno, dichiarato lo stesso Dylan in una recente intervista.
Bepi: Sì, inoltre se Nathan fosse nato in un’altra epoca, sarebbe potuto benissimo essere uno della Beat Generation, d’altra parte anche se vive in un futuro lontano ha letto Kerouac e ama Ginsberg.
Michele: Quale potrebbe essere la canzone preferita di Nathan. Quella che riassume meglio il suo personaggio. La sua storia.
Bepi: Credo che Nathan prediliga particolarmente una canzone di Dylan: Time passes slowly.
Michele: Affronteremo il perché nella seconda parte. Per ora mi interessava sapere, secondo te, qual è il rapporto tra il fumetto e la musica rock. Due espressioni artistiche appartenute alla controcultura e che ora sono centrali nella filosofia di vita delle nuove generazioni.
Bepi: Il rapporto tra fumetto e musica è spesso molto stretto, alcuni fumetti nascono influenzati dalla musica che piace ai loro autori. Molti miei colleghi hanno bisogno della musica mentre scrivono e disegnano, io no. Quando scrivo preferisco il silenzio, ma ascolto musica quando devo creare la storia, perché spesso la musica suggerisce le immagini e il ritmo delle sequenze. Mi piace anche ascoltare musica mentre leggo, inventare colonne sonore per i fumetti, trovare i suoni che si adattino alla storia che sto leggendo.
Michele: E per quanto riguarda le connessioni tra fumetto e cinema ? Ormai non si contano più le trasposizioni cinematografiche dei personaggi dei fumetti.
Bepi: Credo che, cinema e fumetto si siano sempre influenzati reciprocamente, ma negli ultimi anni il rapporto è diventato strettissimo. Ormai nel cinema l’estetica del fumetto ha preso il sopravvento. Kill Bill di Tarantino è una specie di sunto di tutto ciò che è stato espresso negli ultimi decenni nell'ambito della narrativa popolare e l'estetica del fumetto, dei manga, è predominante. Tarantino, riesce a usare certi stereotipi e certi elementi del racconto popolare in maniera poetica.
Michele: Abbiamo scritto insieme diverse sceneggiature e progetti cinematografici ma è sempre stato difficile trovare dei produttori coraggiosi o meglio dei veri produttori. Quella del produttore è una figura ormai scomparsa dal cinema italiano. Comunque dove va il cinema, da un punto di vista narrativo, secondo te ?
Bepi: Credo che dopo il cinema degli effetti speciali, che ormai non riescono più a stupire nessuno, ormai lo spettatore si aspetta tutto, è difficile sorprenderlo, si ritornerà al cinema delle idee e si avvertono già dei segnali in tal senso. Mi è piaciuto The Dreamers, l'ultimo film di Bernardo Bertolucci, che secondo me va proprio in questo senso.
Michele: Sono completamente d’accordo e personalmente ho sempre odiato il cinema di effetti speciali, soprattutto quelli digitali. Come regista ho deciso, in una sorta di dogma privato, di non utilizzarli. Il miglior cinema è quello che racconta il mistero senza mostrarlo ma facendolo immaginare allo spettatore. E’ il cinema di John Ford, Luis Bunuel, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni e molti altri. Zulawski scrisse “Il cinema è la funzione della memoria. Un’inquadratura resta per tutta la vita. Lasciamo che i nostri morti esistano”.
NATHAN NEVER E BOB DYLAN


DA "NATHAN NEVER" N. 2, "IL MONOLITO
NERO", PAGINE 59, 60, 61
SERGIO BONELLI EDITORE - LUGLIO
1991
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: BEPI
VIGNA, ANTONIO SERRA, MICHELE MEDDA - DISEGNI: GERMANO BONAZZI
LETTERING: FRANCESCA PIOVELLA
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