Ivan Graziani

BALLATA PER
4 STAGIONI



1) Ballata per 4 stagioni
2) Dimmi ci credi tu?
3) Il mio cerchio azzurro
4) I giorni di novembre
5) Donna della terra
6) Il campo della fiera
7) La pazza sul fiume
8) Come
9) Trench
10) E sei così bella

Tutte le canzoni: testi e musiche di Ivan Graziani eccetto "Donna della terra" di I. Graziani - C. Maioli - I. Graziani

Arrangiamenti: Ivan Graziani e Claudio Pascoli

Prodotto da Claudio Pascoli

Numero Uno - 1976 - BMG Ricordi

Musicisti:
Claudio Pascoli: Saxes - Flauto - "Assiro Tasti"
Claudio Maioli: Piano Elettrico - ARP - Arrangiamento Gran Piano di "Il mio cerchio azzurro"
Hugh Bullen: Basso e "Blue Bass"
Walter Calloni: Batteria - Percussioni e "Cassa Mista"
Lucio Fabbri: Violino - Violoncello e Viola "Sweet Fingers"
Gigi Mucciolo: Tromba - Flicorno "M.O.A."
Gianni Bogliano: Trombone - Contro Baritono
Ivan Graziani: Voce - Chitarre elettriche - Chitarre acustiche - Cori - Magic Dulcimer

Registrato agli Studi Fonoroma

Tecnico del suono: Piero Bravin
Operatore alle macchine: Ruggero Benazzo

Copertina di Francesco Logoluso da una foto di Cesar Monti


Le canzoni:

Ballata per 4 stagioni
Una ballata pianistica con flauto e sax in evidenza, un po' gucciniana nell'incedere, nel fraseggio ed in parte nel testo con osservazioni sul passare delle stagioni. Piccoli quadretti molto ben congegnati, estremamente descrittivi. "Primavera che sbocci fra i fiori e i colori... più tiepida rendi la pioggia d'aprile... e l'amore tu porti innocente e distratto... come magico frutto". "L'estate ti prende alle spalle... ti rigiri nel tuo letto bollente... il sole picchia martello negli occhi... e nascosti nell'erba mi hai dato l'amore... e il tuo primo dolore". "L'autunno così tenero e sfatto... come un volto di donna che ha dato ormai tutto senza chiedere nulla... ormai il nostro amore non ha più respiro... un ricordo soltanto anche se breve i tuoi seni bianchi come la neve". "L'inverno... di là nella sala si gioca alle carte... le bocche allargate a masticare canditi... ed io ucciso di noia sto a contare le ore... pensa un po' che Natale". Passano le stagioni e passa anche l'amore e le stagioni sono "ormai morte da tempo".
Un bel brano in apertura di un album passato quasi inosservato che non superò le mille copie di vendita ma che servì a far notare Ivan Graziani dagli addetti ai lavori. Lucio Battisti lo volle con sè in studio ed Antonello Venditti iniziò con lui una collaborazione fruttuosa.

Dimmi ci credi tu?
Una bella intro con il sax per un bel testo, misterioso, alquanto ermetico in alcuni passaggi. I fiati caratterizzano un po' tutto il brano che ha un bel ritmo a metà tra il jazz ed il rock ottimamente scandito dalla batteria di Walter Calloni.
Dimmi ci credi tu che quando è sera il mostro della terra ride e mangia l’erba delle aiuole?
E quando è sazio ma assetato dimmi ci credi tu che lui corre allo stagno a bere la luna finché è giorno?

Il mio cerchio azzurro
Ancora il piano in evidenza per un brano dal testo molto poetico, un invito alla donna amata ad "entrare nel mio cerchio azzurro". La melodia, molto classica, pur non immediata, è abbastanza convincente con un bel violino a fare da contrappunto alla voce di Ivan.
Il mio cerchio azzurro è la canzone preferita di Anna Bischi, moglie di Ivan: "Secondo me è amore puro, questa penetrazione tra due anime, questa cosa un po' gitana, questa cosa magica... Ivan ha iniziato a suonare portando le serenate agli zingari che si sposavano a Pescara. Quando uno zingaro si sposava si usava portare un chitarrista alla finestra della donna - il cerchio azzurro puo essere il tuo habitat..."

I giorni di novembre
Un tipico testo descrittivo-nostalgico come nella tradizione dei migliori brani di Graziani che qui rievoca "i giorni di Novembre" in chiave autobiografica con riferimenti ad anni passati e la descrizione estremamente viva della antica casa. Efficace nella sua brevità.
La tigre fra le canne, l’urlo dei battitori e il gioco dell’arazzo nella grande casa. E vedo riflesse nello specchio le vecchie zie accanto al fuoco a rammendare calze nei giorni di novembre. Poi la vetta buia delle scale e grandi ombre sulle volte tormentate, ricordo di un terremoto in quei giorni di novembre...

Donna della terra
Un ritratto di donna con paragoni tra l'elemento femminile e le espressioni della natura. "La malva e l'uva acerba nei tuoi occhi... i tuoi fianchi sono giardini carezzati dal vento... le tue labbra i tramonti infuocati... la tua mano sulla mia pelle brucia come il sole di luglio... i tuoi capelli gabbiani in volo in lente parabole aperte".
Musicalmente ha un bel ritmo con il piano in evidenza soprattutto nella bella e lunga coda strumentale.

Il campo della fiera
Ancora il sax che si intreccia con un bellissimo lavoro di chitarre. Un musico storpio nel campo della fiera "canta canzoni e tiene il piattino". C'è chi compera giocattoli di latta e chi vende il gallo... Lo storpio vede una bella ragazza passare... Se avessi le gambe correrei... ti fermerei... ti prenderei... Un altro bel testo descrittivo con quadri di vita nel giorno di festa della Fiera.
Originariamente pubblicata sull'album "La città che io vorrei" in una versione leggermente differente un po' più folk.

La pazza sul fiume
Un testo ancora molto poetico con la descrizione di una pazza in riva al fiume con echi della beatlesiana "Fool on the hill". Uno splendido lavoro di chitarre ma una coda strumentale ridondante e forse eccessiva.

Come
Un bel tappeto di chitarre per uno dei brani musicalmente più interessanti dell'album. Un testo delicato e romantico con la promessa alla donna amata che "...come tutto questo, amore mio, per te sarò".

Trench
Un lungo pezzo strumentale rock bello e teso, con la chitarra a farla da padrone a metà ed il sax verso il finale.

E sei così bella
Musicalmente il brano migliore dell'album con la performance vocale più convincente di tutto il disco. La melodia è una delle migliori di Ivan ed anche il testo, un po' sopra le righe, è tipico della sua ironia con l'esaltazione della bellezza della donna: "E sei così bella... da non credere sei... la mia vita è tua anche quando non ci sei...", alla quale fanno però seguito i versi incredibilmente arditi per una canzone dedicata ad una donna: "E sei così scema che più scema non c'è... ed odiarti lo vedi è più forte di me... ma l'incanto continua... da non credere sei... per te morirò".
E' dedicata alla moglie Anna che disse: "La frase 'e sei così scema...' è vera. Ivan venne da me e mi disse '...senti questa cosa che ti ho dedicato...' e mi fece sentire '...e sei così scema'..."

Michele Murino