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22 Sep 1966 Austin Texas |
Pubblicata in "Retrospective" di
Craig Mcgregor come "An interview in Austin Texas"
Ristampata in "Bob Dylan" di Miles;
ristampata anche in "Positively Tie Dream" (Ashes and Sand 1979)(data segnata
come "Summer 1965")
Reporter: Come ti consideri? Come
ti classificheresti?
Bob Dylan: Bè, mi
piace pensare a me stesso come un artista del trapezio.
Reporter: A proposito di artisti
del trapezio, ho notato in alcuni tuoi recenti album un suono in stile
carnevale. Parlamene un pò...
Bob Dylan: Non è un
suono da carnevale, è religioso. Davvero, lo puoi vedere dovunque
Reporter: E a proposito di
Ballad of a thin man? Sembra dedicata ad un giornalista o simili
Bob Dylan: No parla di un
tizio che una volta entrò in un... truckstop (?)
Reporter: I Beatles hanno
influenzato il tuo lavoro?
Bob Dylan: Bè, non hanno
influenzato le canzoni o il suono. Non so che altro tipo di influenza hanno
avuto. Non hanno influenzato le canzoni.
Reporter: In un articolo
pubblicato sul The New Yorker scritto da Nat Hentoff, credo, hai detto
che tu hai cantato quello che sentivi e che hai cantato per sentirti meglio,
più o meno. Questo implica che nei primi due album hai cantato canzoni
"che puntavano il dito", credo
Bob Dylan: Bè, quello
che intendevo era che c'era ancora una specie di piccolo nucleo a quel
tempo e per quanto riguarda la definizione di perchè si canta, io
canto per la gente. Lui mi ha chiesto "Perchè canti?" ed io non
potevo pensare ad altra risposta, questo è tutto.
Reporter: Che differenza c'è
Bob Dylan: Andiamo, andiamo.
Reporter: Che ne pensi delle
tue canzoni che "puntano il dito"? Lui insinuava che tu pensavi che erano
solo superficiali
Bob Dylan: Non superficiali
solo motivate. Motivate. Motivo incontrollabile.
Reporter: Prima hai detto
che cantavi perchè dovevi farlo. Perchè canti ora?
Bob Dylan: Perchè
devo
Reporter: La tua voce ora è
dolce e gentile. Tuttavia in alcuni tuoi dischi c'è uno stridore
ruvido
Bob Dylan: Mi travesto
Reporter: Potresti darmi una specie
di valutazione per quanto concerne il tuo gusto paragonando alcune delle
cose che hai scritto, come la vecchia musica, "Girl from the north country
ad esempio che io considero una ballata stupenda?... Forse che alcune delle
cose che hai pubblicato negli ultimi due album ti ha dato la stessa soddisfazione?...
Bob Dylan: Sì. Vorrei
poter scrivere altre Girl from the north country. Sai non riesco più
a scriverne così
Reporter: Perchè?
Bob Dylan: Non lo so
Reporter: Stai cercando di
realizzare qualcosa?
Bob Dylan: Sto cercando di
realizzare qualcosa?
Reporter: Stai cercando di
cambiare il mondo o roba simile?
Bob Dylan: Sto cercando di
cambiare il mondo? E' questo che mi chiedi?
Reporter: Bè, hai qualche
ideale o qualcosa del genere?
Bob Dylan: Sto cercando di cambiare
gli ideali del mondo? Intendi questo?
Reporter: Bè, stai
cercando di togliere gli ideali alla gente?
Bob Dylan: Bè, quali credi
che siano le mie idee?
Reporter: Bè, non
lo so esattamente. Ma canti tanto per cantare?...
Bob Dylan: No, non canto tanto
per cantare. Ci sono motivi più profondi.
Reporter: In molte delle tue canzoni
sembri esprimere un atteggiamento pessimista verso la vita. Hollis Brown
mi dà quella sensazione. E' il tuo vero sentimento o cerchi solo
di colpire la gente?
Bob Dylan: Non si tratta di pessimismo,
solo di constatazione. Capisci? Non sono pessimista
Reporter: Quali sono i tuoi
cantanti preferiti? Non intendo quelli folk, in generale...
Bob Dylan: Rasputin... Mmmm...
Charles de Gaulle... The Staple Singers...
Reporter: Hai detto che stai andando
verso la musica classica. Puoi dirmi qualcosa a proposito?
Bob Dylan: Bè, stavo andando
nel campo della musica classica...
Reporter: Forse usi la parola "classica"
in maniera un pò differente da noi?
Bob Dylan: Un pò, forse.
Solo un pochino.
Reporter: Puoi spiegarti?
Bob Dylan: Bè, la uso nel
senso generico della parola
Reporter: Qualche attenzione alla
forma?
Bob Dylan: Forma e materia. Matematico.
Reporter: Credi in Dio? Sei Cristiano?
Bob Dylan: Bè, prima di
tutto Dio è donna, lo sappiamo tutti. Bè, inizia da lì...
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