Gli articoli della stampa dedicati alla vittoria di Bob Dylan nella notte degli Oscar

 
 

1) BOB DYLAN UN OSCAR ALLA CARRIERA

indirizzo: http://www.rockol.com/news.asp?idnews=30389
 

Bob Dylan, un Oscar alla carriera

Tra attori e star del cinema c'erano anche quattro rockstar in lizza per uno degli Oscar
dell'edizione n° 73: Sting, Bob Dylan, Bjork e Randy Newman, tutti in competizione per la statuetta per la miglior canzone originale in un film, insieme agli outisder Jorge Calandrelli, Tan Dun e James Schamus.
Alla fine l'ha spuntata Bob Dylan con "Things have changed", dalla colonna sonora di Wonder Boys di Curtis Hanson.
La statuetta, quasi un premio alla carriera, è stato ritirato in absentia da Dylan, attualmente
in tour in Australia.
Tutti i musicisti si sono esibiti durante la cerimonia, svoltasi ieri sera allo Shrine Auditorium di Los Angeles:
Sting ha cantato la sua "My funny friend and me" (da "The emperor's new groove") in smoking;
Randy Newman si è fatto accompagnare dall'ex Bangle Susanna Hoffs per la bella "A fool in love";
Bjork, in un buffo vestito a forma di cigno, ha eseguito da sola "I've seen it all" (nella colonna sonora di "Dancer in the dark" era cantata in coppia con Thom Yorke dei Radiohead), mentre Bob Dylan si è collegato in diretta dall'Australia per
cantare la sua "Things have changed".
Presentata da Jennifer Lopez, la performance di Dylan è apparsa
quantomeno surreale, con il cantante ripreso per quasi tutta la durata della canzone in primissimo piano, a svelarne un inedito paio di baffetti. Alla termine dell'esibizione del cantante, sempre la Lopez ne ha annunciato la vincita.
Dylan è apparso sorpreso e lusingato e, in vena particolarmente loquace, si è profuso in una
lunga lista di ringraziamenti.

(26 Mar 2001)

© Tutti i diritti riservati. Rockol.com S.p.A.


 
 
2) LA STAMPA

Dal sito della Stampa
Indirizzo: http://www.lastampa.it/Redazione/Ultima/Redazione/Menu/Principale/oscar2.stm
 
 

(...) Un attimo dopo l'emozione della standing ovation a De Laurentiis si spegne. Un controllato, ma felice Ang Lee ritira l'Oscar, anche questo 'telefonatissimo', al miglior film straniero per il suo 'La tigre e il dragone'.
Il termometro della serata, però, sale subito dopo. Merito della presenza di Jennifer Lopez e, soprattutto, di quella di Bob Dylan.
La rock star prima canta in diretta da Sidney e poi ritira l'Oscar alla miglior canzone per 'Things have changed' dal film 'Wonder boys'. «Voglio salutare i membri della Academy, coraggiosi nel darmi questo premio per questa canzone che non chiude gli occhi su certi aspetti della natura umana. Ci vuole buona volontà», commenta Dylan.


 
 
3) OSCAR ALLA "RESA" DI BOB DYLAN
 

Da Kwmusica

http://kwmusica.play.kataweb.it/kwmusica/news/sezione_new/0,1919,cover--26470,00.html

Oscar alla "resa" di Bob Dylan

La canzone "Things Have Changed", brano portante della colonna sonora di "Wonder Boys", vince il premio dell'Academy come miglior brano originale. Mr. Zimmerman ha seguito la cerimonia in collegamento via satellite da Sidney, dove ha eseguito il brano dopo l'incoronazione.

di Paolo Gallori

Scaramanzia o paura di vivere una cocente delusione sotto lo sguardo del pubblico? Bob Dylan non era presente alla notte delle stelle del cinema che gli ha riservato una delle più grandi soddisfazioni della sua carriera: l'Oscar per la miglior canzone originale. Il cantautore più importante e influente della storia del rock ha seguito la cerimonia da molto lontano, l'Australia. E in collegamento via satellite da Sidney ha visto trionfare la sua Things
Have Changed, brano portante della colonna sonora del film di Curtis Hanson Wonder Boys.

Personaggio schivo, spesso indecifrabile, apparentemente indifferente alle aspettative del pubblico, Robert Zimmerman, il vero nome di Dylan, è invece persona molto sensibile e piena di interrogativi. Le sue paure non gli hanno impedito di aprire la musica a cambiamenti epocali da quando, nei primi anni Sessanta, il suo nome cominciò a circolare sulle bocche dei frequentatori del Greenwich Village. A cominciare dalla famosa "svolta
elettrica" del 1965, che al Festival di Newport attirò su di lui le ire dei puristi del folk. Un episodio entrato nella mitologia del rock, con Dylan costretto ad abbandonare il palco dal lancio di oggetti e a farvi ritorno senza la chitarra elettrica ma con la tradizionale acustica.

Che sia stato il ricordo di quel triste episodio a tener lontano Bob dai riflettori degli Oscar?
Probabilmente no. Ai Golden Globe del gennaio scorso Dylan c'era ed aveva salutato la sua vittoria con incredulità. "Non mi sembra vero - aveva detto ritirando il premio - ringrazio la stampa straniera di Hollywood, la mia band, la mia casa discografica e tutti i miei familiari". Tra l'altro, l'affermazione ai Golden Globe, dove Things Have Changed aveva
superato la dura concorrenza di I've Seen It All di Bjork, era anche il segnale più evidente che il trionfo era vicino, poiché in genere i verdetti della stampa straniera trovano conferma nella notte degli Oscar.

Più giusto credere alle spiegazioni ufficiali della defezione di Dylan, gli impegni già assunti per il tour. Secondo il portavoce Elliot Mintz, Dylan avrebbe cercato di modificare il calendario dei concerti, senza riuscirvi. Ed è bello credere che al momento dell'incoronazione Bob abbia sofferto come un adolescente per il fatto di
non essere a Los Angeles, a gustarsi dal vivo l'applauso rivoltogli dal gotha del cinema. Anche perché nella sua carriera l'autore di autentici pezzi di storia come Blowin' In The Wind e Knockin' On Heaven's Door non ha avuto molte occasioni per essere celebrato a questi livelli. Solo tre anni fa quelli dei Grammy Awards si erano ricordati di lui,
indicando in Time Out Of Mind il miglior album dell'anno. Prima di allora, Bob aveva vinto
qualche Grammy, ma solo in categorie minori, una delle più grandi ingiustizie perpetrate dall'industria discografica americana.

Ufficializzata l'affermazione di Things Have Changed, Bob Dylan ha eseguito il brano, quindi ha preso la parola grazie al collegamento via satellite. "Oh buon Dio - ha esclamato - che emozione! Vorrei ringraziare i membri dell'Academy che sono stati così coraggiosi di premiarmi per questa canzone, che non è molto tenera verso la
natura umana". Il regista Curtis Hanson, fan del cantautore sin dalla gioventù, aveva spiegato tempo fa come il brano catturasse perfettamente i temi narrati nel film. "E' una storia su persone che lottano per capire come portare avanti le loro esistenze - aveva dichiarato il regista un paio di mesi fa - Si parla di rinnovamento, senso
degli obiettivi e relazioni umane. In qualche modo, Dylan è la quintessenza di quei 'wonder boys'. Ha dovuto sempre aver a che fare con le aspettative del pubblico, con la paura e con la necessità di mantenersi creativamente vitale".

Parole riprese da Jennifer Lopez, incaricata di introdurre la performance di Bob durante la
cerimonia dell'Academy. "In un certo senso - ha spiegato la bella cantante e attrice - la canzone rispecchia la carriera di Dylan". Things Have Changed riprende in buona parte i temi e le speranze espresse nella famosa The Times They Are A-Changin', rivisti col senno di poi. Quello maturato in quarant'anni di cantautorato rock in funzione di un cambiamento della società, passando per Vietnam, '68, lotta per i diritti civili delle donne, dei
neri, lotta all'imperialismo, reaganismo, yuppismo. "La gente è pazza e i tempi sono strani - canta Dylan in Things Have Changed - io sono imprigionato nel mio tight, sono fuori gioco, Una volta ero solito preoccuparmi, ma le cose sono cambiate". Già, le cose sono cambiate. E la "premiata resa" di Mr. Zimmerman suscita vera commozione.

(26 marzo 2001)

Una precisazione di Napoleon:"Sono imprigionato nel mio tight"??... Non mi convince...


 
4) LE COSE SONO CAMBIATE. MA IN PEGGIO

Da Repubblica

http://www.repubblica.it/quotidiano/repubblica/20010327/spettacoli/46dylan.html
 

 

Le cose sono cambiate. Ma in peggio

la statuetta a bob dylan




Per essere il cantautore più carismatico e influente della storia del rock, di premi ne ha vinti pochi.
Fu ignorato anche quando scrisse per "Pat Garrett e Billy the kid" di Sam Pekinpah: la mitica "Knockin on heaven's door" non fu ritenuta degna di un Oscar che oggi, con l'odore di stantìo che hanno i riconoscimenti tardivi, gli viene assegnato per una canzone che è ovviamente di qualità, ma non è certo tra le più belle che abbia scritto. "Things
have changed", statuetta per la migliore canzone, tratta dal film Wonder boys, con amarezza
dichiara una sorta di resa. La ballata intreccia personaggi in cerca di sopravvivenza esistenziale e un narratore che ripete: "La gente è pazza e i tempi sono strani, io sono bloccato e fuori portata, un tempo me ne preoccupavo, ma le cose sono cambiate".
E per uno che ha scritto un pezzo come "The times they are achangin" significa che le cose sono cambiate veramente. Ma in peggio.
(gino castaldo)


 
 
 
5) DAL MATTINO DI NAPOLI
 

http://www.ilmattino.it/hermes/20010327/NAZIONALE/SPETTACOLI/6H1X1.htm

BOB: «PREMIATA UNA CANZONE CHE NON HA RETICENZE SULLA NATURA UMANA»
Dylan dal sogno all'incubo: le cose sono cambiate

«Un uomo inquieto, con una menta inquieta... Scenderò più in basso possibile, volerò in alto. Tutta la verità del mondo si somma ad un'unica grossa bugia» (da «Things have changed»)

Federico Vacalebre

«Buon dio, è stupefacente. Voglio ringraziare i membri dell'Academy che sono stati così
coraggiosi da votare per una canzone che non ha reticenze sulla natura umana»: Robert Allen Zimmerman, per il mondo sua maestà Bob Dylan, 60 anni il 24 maggio, porta a casa l'Oscar per la miglior canzone originale, nel '73 glielo negarono
nonostante avesse firmato un capolavoro assoluto come «Knockin' on heaven's door».
«Things are changed», le cose sono cambiate, canta Bob con la sua voce roca e nasale più che mai in «Wonder boys» di Curtis Hanson, film amatissimo da Woody Allen ma destinato ad entrare negli albi d'oro del cinema per quei quattro minuti circa di disperata poesia elettrica intonati dal mister tamburino che sapeva che i tempi dovevano cambiare, ma pensava che il vento soffiasse in altra direzione, che la risposta prima o poi sarebbe
arrivata: forse per questo le parole del menestrello di Duluth graffiano, fanno male come un blues imploso, come un rock senza tempo, come una delusione che non puoi nascondere.
«Sono... in piedi sul patibolo, con la testa nel cappio», dice Bob. E poi: «Se la Bibbia ha ragione il mondo esploderà». E ancora: «Sto cercando di allontanarmi da me più che posso, certe cose sono troppo ardenti da toccare». «It's allright mà, I'm only bleeding», scriveva un tempo e oggi traduce: «Mi ferisco facilmente, ma non lo dò a vedere».
«Things are changed» non figurerà nella lunghissima classifica dei capolavori dylaniani, ma è la migliore canzone scritta per il cinema nella passata stagione e persino l'Academy si è commossa a sentire Dylan intonare «La gente è paza e i tempi sono strani. Sono chiuso ermeticamente, sono fuori tiro. In genere mi importava, ma le cose sono cambiate». Randy Newman, Bjork e Sting possono attendere: l'uomo che ha fatto entrare l'arte nei jukebox
- la definizione è di Ginsberg - ha lasciato il segno anche a Hollywood. Non sarà più il ribelle di ieri, ma non è mai diventato un pompiere e passa ancora dall'inferno prima di bussare alle porte del paradiso.


 
6) DAL MANIFESTO
 

http://ip5.ilmanifesto.it/php3/ric_view.php3?page=/oggi/art55.htm&word=bob;dylan

Bob Dylan è il migliore
Oscar con la canzone "Things Have Changed"
FRANCESCO ADINOLFI

Lui sicuramente non se lo aspettava. E nemmeno gli spettatori in sala. E invece ce l'ha fatta, in barba a Björk, Sting e Randy Newman, altri illustri nominati nella notte di Hollywood. Dylan si è aggiudicato l'Oscar per la miglior canzone con Things Have Changed, brano tratto dalla colonna sonora di Wonder Boys, il film di Curtis Hanson. Nessuno se l'aspettava perché niente stavolta avrebbe potuto sottrarre la statuetta a Randy Newman "nominato" nella sua carriera per ben 14 volte. Dovrà aspettare ancora. Lo stesso Dylan, non
presente in sala perché in tour in Australia, sembrava travolto dagli eventi.
Via satellite da Sydney, dove ha eseguito il pezzo dal vivo, ha confermato, che "questa è una cosa fantastica.
Voglio ringraziare la giuria che ha avuto il coraggio di premiare la canzone. Questo è un pezzo che non ti prende in giro o passa sotto silenzio la natura umana".
Il brano è stato scritto guardando alcune scene girate da Curtis Hanson e ispirandosi per il testo alle imprese di Michael Douglas, un romanziere in stato di grande confusione mentale. Nella colonna sonora compaiono altri tre pezzi del rocker, brani di Neil Young, John Lennon, Van Morrison. Things Have Changed è una ballata che smuove anche i sassi, veloce al punto giusto con strofa e ritornello sposati a meraviglia, basta una macchina, una
radio e il film è tutto girato nella testa di chi ascolta. Un classico da classifica americana. Di quelli che commuovono i neofiti e fanno increspare il labbro ai veterani di Dylan. Troppo pop e caramellosa.
Del resto da The Times They Are A-Changing, storico album e brano del '64, le cose sono
effettivamente cambiate: The Things Have Changed. Lo conferma lo stesso Dylan nel ritornello del brano: "La gente è pazza e i tempi sono strani/Mi sento ingabbiato, sono fuori fuoco/Un tempo mi preoccupavo, ma ora le cose sono cambiate". Con tanto di "I used to care" ('un tempo mi preoccupavo', per l'appunto), con buona pace di Veltroni-Dylan e del suo "I care".
Ma tant'è, evidentemente tutto sta funzionando per Bob che già lo scorso dicembre aveva vinto il Golden Globe per il pezzo, battuto però da Randy Newman (con When She Loved Me da Toy Story 2) in occasione dei Grammy della musica.
Non solo: già nel '98 il musicista si era aggiudicato tre Grammy incluso il miglior album dell'anno per Time Out of Mind.
Ma stavolta l'evento era speciale: Things Have Changed è, infatti, la seconda canzone scritta da Dylan per un film, la prima era il classico Knockin' on Heaven's Door, dal western Pat Garrett e Billy the Kid di Sam Peckinpah. E poi si tratta di cinema, un amore ricorrente nella storia dell'artista che oltre ad essere apparso nel film di Peckinpah, è stato anche protagonista di documentari a lui dedicati come Don't Look Back.

Nota di Napoleon: Come sarebbe che THC è la seconda canzone scritta da Bob per un film dopo Knockin'? Vabbè che non erano forse un capolavoro ma Bob ha scritte anche "Had a dream about you baby"  per Hearts of Fire senza tenere conto poi del fatto che in Pat Garrett and Billy the Kid, tralasciando gli strumentali, c'era anche il brano Billy...


 
 
 
7) DALL'AVVENIRE

http://www2.chiesacattolica.it/avvenire/seed/cn_avvenire.c_select_abstract?id=175705&pubblicazi
one=(tutti)&zoom=0&layout=1&id_session=64

Prima statuetta a Bob Dylan Ma lui non c'è: «Devo suonare»

Saremo dei bastian contrari, ma ci ha fatto piacere vedere che Bob Dylan lo scontroso non si sia piegato nemmeno davanti al massimo premio cinematografico mondiale. Nemmeno davanti al suo primo Oscar. Vinto con la canzone Things have Changed scritta per il film Wonder Boys di Curtis Hanson, con Michael Douglas. Cioè per una pellicola difficile, lontana dai grandi giochi di Hollywood. Non certo per un kolossal miliardario.
Già: il papà dei cantautori moderni ha disertato la parata degli Oscar perché non voleva
interrompere la sua tournée. Come dire: «Scusate ragazzi, ma il mio mestiere è suonare, non ritirare premi».
Così è intervenuto la serata solo via satellite, in diretta da Sydney (dove stava facendo un concerto), suonando il brano vincitore e poi ringraziando i giurati con poche parole: «Buon Dio, è stupefacente», ha detto visibilmente toccato. «Voglio salutare i membri della Academy, coraggiosi nel darmi questo premio per una canzone che non chiude gli occhi su certi aspetti della natura umana. Ci vuole buona volontà. Che Dio vi benedica».
Grande Dylan. L'unico artista rimasto in circolazione che ama poco le celebrazioni. Ma che ama (tanto) il mondo del cinema. Eppure, nonostante mille richieste, era dal 1973 che non scriveva un brano inedito per una colonna sonora. Dai tempi del film Pat Garrett and Billy the Kid di Sam Peckinpah che gli aveva suggerito un album eccelso e una canzone immortale come Knockin' On Heaven's Door.
Anche per questo, forse, i membri dell'Academy hanno voluto premiarlo, relegando in un angolo le canzoni scritte da suoi collegi famosi come Sting, Bjork e Randy Newman rispettivamente per film come Le follie dell'imperatore (nuovo kolossal Disney), Dancer in the dark (trionfatore a Cannes) e Ti presento i miei.
Se credete che quest'Oscar sia l'inizio di una nuova e più frequente collaborazione tra Dylan e Hollywood, vi sbagliate di grosso. Bob lo scontroso per quest'Oscar ha ringraziato e si è commosso anche un po', ma andrà avanti per la sua strada. Che da sempre lo porta controcorrente.
GRan.

Ultima nota di Napoleon: Ma allora Hearts of fire non lo ha proprio visto nessuno?...

un grazie ad Antonio Cat che mi ha inviato gli articoli di questa pagina


 
 
 
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