PHOTO GALLERY N. 1
Aosta, 26 luglio 2005
Si è svolta ieri, 25 luglio,
ad Aosta, presso il Teatro Romano, la giornata
dedicata a Bob Dylan organizzata da Gaetano Lo Presti e Francesco Battisti
(Opere Buffe) e che ha visto come ospiti Alessandro Carrera, Riccardo Bertoncelli,
Michele Murino, Massimo Bubola, Michele Gazich, Stefano Frison e Tulipe
Trapani.
Ecco alcune immagini e commenti
relativi all'evento.
Michele Gazich, Massimo Bubola, Michele Murino e Stefano Frison, alcuni
degli ospiti della serata, sul palco del Teatro Romano di Aosta dove si
è svolto l'evento.
Alessandro Carrera e Michele Murino al Teatro Romano. Alessandro
ha parlato di "Chronicles", l'autobiografia di Bob Dylan di cui è
traduttore e di "Lyrics", il cui primo volume è di prossima pubblicazione
per Feltrinelli, con le traduzioni di quasi tutti i testi delle canzoni
di Bob Dylan. Carrera ha detto che sono state omesse solo le canzoni apparse
su dischi ufficiali di Bob o di altri artisti ma non firmate da lui, come
ad esempio "Silvio" (dall'album di Dylan "Down in the groove") il cui testo
è di Robert Hunter, o altre come "Steel bars", scritta con Michael
Bolton, "Love Rescue me", scritta con Bono Vox ed altre simili apparse
su dischi di altri artisti. Una curiosità: il testo di "If you see
her say hello" è completamente differente rispetto alla versione
ufficiale e fa riferimento invece alla versione che Dylan esegue dal vivo.
Massimo Bubola in concerto. Massimo
è stato protagonista di uno splendido concerto durante il quale
ha eseguito alcune delle più belle canzoni del suo repertorio. Da
"Avventura a Durango" con cui ha aperto "in onore" di Bob Dylan, "festeggiato"
della serata, a "Fiume Sand Creek" che è stata particolarmente applaudita
(è uno dei bellissimi brani dell'album di De Andrè senza
titolo conosciuto come "L'Indiano", co-firmato da Bubola e dal cantautore
genovese). Massimo mi ha anticipato nel backstage del concerto che tra
pochissimi mesi uscira un suo nuovo album composto per metà di canzoni
popolari da lui riadattate e per metà di sue nuove canzoni inedite,
un doppio album che sarà pubblicato in un'edizione molto particolare
e lussuosa. Presto su Maggie's Farm ulteriori dettagli ed un'intervista
a Massimo sull'argomento.
Ancora Massimo Bubola in concerto con Michele Gazich, violinista e
polistrumentista che ha scatenato l'entusiasmo del pubblico, in modo particolare
nella celebre "Il cielo d'Irlanda" che Massimo ha eseguito tra i battimani
a tempo del pubblico aostano che ha particolarmente apprezzato questo brano,
reso celebre anche nella versione di Fiorella Mannoia.
Altre canzoni eseguite da Massimo Bubola ad Aosta sono state la commovente
Capelli rossi, la tragica e toccante Emmylou, la bellissima Tina, dedicata
alla fotografa Tina Modotti, e la celebre Sally, dall'album di Fabrizio
De Andrè "Rimini", scritto a quattro mani da Bubola e De Andrè...
Poi la bellissima Dostoevskij, Rosso su verde, Niente passa invano, quel
piccolo gioiello che è Camicie Rosse, un brano molto dylaniano nella
musica, e poi ancora Marabel e la trascinante "filastrocca" di Volta la
carta, ancora da "Rimini" che ha concluso l'esibizione di Bubola e Gazich...

Massimo ha eseguito anche una inedita "Rifugio ti darò", cover
della dylaniana "Shelter from the storm" dall'album "Blood on the tracks",
che Bubola ha adattato in italiano. "Tengo particolarmente a questa canzone"
- mi ha detto Massimo nel backstage - "Per me rappresenta molto, davvero
il racconto di un uomo che è sul punto di perdersi e che viene salvato
da un intervento miracoloso all'ultimo istante..."
Da sinistra: Gaetano Lo Presti, organizzatore dell'evento aostano e
moderatore della serata, con gli ospiti Riccardo Bertoncelli,
Alessandro Carrera e Michele Murino che hanno parlato - tra l'altro - rispettivamente
dell'importanza dell'opera di Bob Dylan con particolare riferimento agli
anni '60, del volume "Lyrics" (Alessandro ha letto in anteprima quattro
traduzioni dei testi di Dylan) e dei "Gospel Years" di Bob Dylan oltre
che dei suoi album migliori e più significativi con riferimento
allo speciale di Jam "Rock Files" ed al volume "Bob Dylan" della collana
Legends (Editori Riuniti), presentati nel corso della serata.
Tulipe Trapani, Michele Murino e Stefano Frison
durante l'esecuzione di "Blowin' in the wind". Stefano e Tulipe hanno eseguito
una bellissima versione in stile "Hard Rain" dell'immortale brano di Dylan
prima della quale Michele ha recitato alcuni versi del brano, purtroppo
tragicamente di attualità in questi giorni
Tulipe Trapani e Stefano Frison durante il loro set nel Dylan Day aostano.
Stefano e Tulipe hanno eseguito insieme "Blowin' in the wind" e una bellissima
versione "anglo-italiana" di "It's all over now Baby Blue". E, in veste
di solisti, rispettivamente "Non pensarci ormai" (adattamento in italiano
di "Don't think twice, it's all right" sulla base della traduzione di Tito
Schipa, Jr.) e "A hard rain's a-gonna fall".

Alessandro Carrera ha letto in anteprima alcune tra le sue traduzioni
dei brani di Dylan di prossima uscita nel volume "Lyrics", in particolare
quelle di "Chimes of freedom", "Motorpsycho Nitemare", "My back pages"
e "Standing in the doorway"
Dopo anni di classifiche virtuali sulle pagine di Maggie's Farm ricevute
e stilate con i tanti lettori del sito, Michele "Napoleon in rags" - messo
alle strette sul palco del Teatro Romano - ha parlato dei suoi cinque album
preferiti di Bob. La scelta meditata e sofferta: The Freewheelin' Bob Dylan,
Highway 61 Revisited, Blonde on blonde, Blood on the tracks, Oh Mercy (un'errata
corrige al volo: quando ho parlato in particolare di Oh Mercy - causa un'amnesia
momentanea :o) - ho dimenticato di parlare del mio brano preferito di quel
disco: Man in the long black coat. Riparo dunque ora all' "oblianza")...
Altra curiosità: parlando della traduzione proprio di "Man in the
long black coat", Alessandro Carrera si è detto stupito e deluso
nel vedere che Dylan, in "Lyrics", ha eliminato quello che Alessandro riteneva
il verso migliore del brano, "But the people don't live or die, people
just float...". Nel testo ufficiale che apparirà in "Lyrics" compare
infatti il nuovo verso che recita "I went to the river but I just missed
the boat...". Carrera ha ipotizzato che, forse, dopo aver rivelato in "Chronicles"
che il verso originale era tratto da una frase che gli rivolge Sun Pie,
Dylan ha pensato bene di metterne uno nuovo, "farina del suo sacco" :o)
(e che poi è il verso che attualmente Dylan utilizza dal vivo
e che fa riferimento al collegamento tra Man in the long black coat e House
Carpenter)

Alessandro Carrera con Michele Murino che ha rievocato durante il dibattito
il celebre episodio della contestazione al Dylan elettrico al Festival
di Newport del 1965, evento di cui ricorreva proprio nel giorno del Dylan
Day aostano l'anniversario (25 luglio 1965 - 25 luglio 2005: 40 anni esatti!)

Massimo Bubola e Michele Murino. Breve nota scherzosa: durante il dibattito
ha preso brevemente la parola anche Bubola (foto a destra), nel corso della
parte finale, prima di esibirsi. In questa occasione ho pubblicamente dichiarato
il mio amore incondizionato per la sua "Avventura a Durango" (versione
di Bubola e De Andrè della dylaniana "Romance in Durango") affermando
che è l'unica cover italiana di un brano di Dylan che amo più
dell'originale. Massimo mi ha risposto prontamente dicendo che lui invece
preferisce sicuramente l'originale di Dylan :o)
In conclusione un grazie particolare da parte mia agli organizzatori
di questo bell'evento dylaniano ad Aosta, Gaetano Lo Presti e Francesco
Battisti (Opere Buffe), per aver dato spazio al nostro Bob e naturalmente
per avermi invitato a partecipare alla serata, alla quale il pubblico aostano
ha risposto alla grande (il Teatro Romano era praticamente "sold out").
Grazie anche al giornalista di RAI 3 Giulio Cappa per lo spazio concessomi
nel servizio del telegiornale dedicato all'evento e grazie agli amici di
MF che sono intervenuti espressamente per ammirare la mia performance :o)
ed in particolare ad Anna "Duck", Benedicta "Hamster" e Liaty "Lynx" (in
trasferta valdostana... nei prossimi giorni le imperdibili foto!!!), al
mio socio co-fondatore di MF, Andrea Garutti (anche per le due belle foto
di apertura in questa pagina), e a tutti gli altri amici intervenuti.
pagina a cura di Michele Murino
Clicca
qui per la seconda pagina con nuove foto dalla serata
Clicca qui
per un articolo dal giornale di "Aosta Classica"

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