Francesco De Gregori - Amore nel pomeriggio


E' uscito il nuovo album di Francesco De Gregori, dal titolo "Amore nel pomeriggio".
Ecco alcune mie impressioni e considerazioni (ovviamente se volete speditemi le vostre).
Michele "Napoleon in rags" Murino

L'album è secondo me molto piacevole, uno tra i migliori di Francesco anche se in una ipotetica classifica diciamo che non lo metterei nei primi cinque. E' comunque un ottimo album in cui a mio avviso le perle sono: Caldo e scuro, Cartello alla porta, Quando e qui, Natale di seconda mano, Il cuoco di Salò e Sempre per sempre.
La prima che ho citato, "Caldo e scuro", è secondo me la migliore dell'intero album, sia da un punto di vista musicale (mi ricorda parzialmente certe cose di Oh mercy e Time out of mind) che del testo, ermetico quanto basta, nel puro stile De Gregori, per essere assolutamente affascinante.
"Cartello alla porta" è assolutamente deliziosa, uno di quei brani che non ci si stancherebbe mai di ascoltare. Un De Gregori puro, quello che io preferisco e che invece non ho trovato sempre in questo album (soprattutto nelle canzoni che non ho citato tra le migliori).
"Quando e qui" è un brano non scritto da Francesco ma da Guglielminetti e Arianti, ma paradossalmente è molto più degregoriano di altri di questo album. Adoro questo brano che nella ripetizione continua di ogni inizio verso con il costante "Qualcuno ha detto..." sembra strizzare l'occhio a "Sotto le stelle del Messico a trapanar".
"Natale di seconda mano" è molto poetica e personalmente, non saprei spiegare perchè, mi trasmette l'atmosfera di un brano di Dylan, "Three angels" dall'album "New morning" (ma quanto ai rimandi di Francesco a Dylan ed a questo album parlerò più diffusamente qui sotto).
Una nota simpatica per "Natale di seconda mano" consiste nel fatto che Francesco ripete spesso "sior capitano" autocitandosi in un rimando alla sua celebre "Titanic".
"Il cuoco di Salò" è veramente affascinante e si inserisce nel filone di Francesco in cui egli ricostruisce poeticamente importanti eventi del passato visti dagli occhi di un uomo qualunque (ricordate "L'abbigliamento di un fuochista" dedicata al fuochista del "Titanic"?...).
In questo caso il protagonista è il cuoco di Salò, e i riferimenti sono ovviamente alla cosiddetta Repubblica di Salò, ovvero la Repubblica Sociale Italiana, durata dal 23 settembre del 1943 al 25 aprile 1945. Quella Repubblica che Benito Mussolini, liberato dai paracadutisti tedeschi il 12 settembre del 1943 dopo che l'Italia era passata dalla parte di Inghilterra e Francia,organizzò con l'aiuto di Hitler in Lombardia, tentando disperatamente di far rivivere il regime fascista ormai alle ultime battute. La Repubblica di Salò tentò di riconquistare il favore dell'opinione pubblica riallacciandosi agli antichi programmi radicaleggianti del primo fascismo, quello pre-accordi con Hitler. A tale scopo tentò di darsi un'immagine più vicina al socialismo con chiari atteggiamenti antiborghesi.
Ecco il testo de "Il cuoco di Salò" dal sito ufficiale di FdG della Sony:


 
IL CUOCO DI SALO'
di Francesco De Gregori

Alla sera vedo donne bellissime
da Venezia arrivare fin qua
E salire le scale e frusciare
come mazzi di rose
Il profumo rimane nell'aria quando la porta si chiude
ed allora le immagino nude
a aspettare

Sono attrici scappate da Roma
o cantanti non ancora famose
Che si fermano per una notte, per una stagione
Al mattino non hanno pudore quando
scendono per colazione puoi sentirle cantare

Se quest'acqua di lago fosse acqua di mare
Quanti pesci potrei cucinare stasera
Anche un cuoco può essere utile in una bufera,
anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare

Che qui si fa l'Italia e si muore
Dalla parte sbagliata, in una grande giornata
si muore
In una bella giornata di sole
Dalla parte sbagliata si muore

E alla sera da dietro a quei monti
si sentono colpi non troppo lontani
C'è chi dice che sono banditi e chi dice americani
Io mi chiedo che faccia faranno a trovarmi in cucina
e se vorranno qualcosa per cena

Se quest'acqua di lago potesse ascoltare
Quante storie potrei raccontare stasera
Quindicenni sbranati dalla primavera,
scarpe rotte che pure gli tocca di andare

Che qui si fa l'Italia e si muore
Dalla parte sbagliata, in una grande giornata
si muore
In una bella giornata di sole
Dalla parte sbagliata si muore
In una grande giornata si muore
Dalla parte sbagliata
In una bella giornata di sole
Qui si fa l'Italia e si muore


 
 
Da segnalare che "Il cuoco di Salò" è prodotto e arrangiato da Franco Battiato

"Sempre per sempre" è un bellissimo brano molto delicato che tanto nell'attacco quanto nell'uso degli archi ricorda chiaramente (probabilmente un divertissement voluto da De Gregori) il celebre inizio strumentale di Rimmel.

"Spad VII S2489" rievoca l'aviatore Francesco Baracca, "l'asso degli assi" della caccia italiana nella guerra 1915/1918. Nacque a Lugo di Romagna nel 1888 e morì nel 1918 colpito da una pallottola sparatagli da terra mentre volava a bassa quota sulle postazioni austriache mitragliandole. Precipitò in località Busa delle rane a Montello dove il suo corpo fu ritrovato tre giorni dopo dai suoi compagni di squadriglia.

"Deriva" e "Condannato a morte" chiudono l'album.

In questa sede (siamo o no in un sito dedicato a Bob Dylan?) vi aspettate ovviamente che io segnali eventuali omaggi e citazioni del grande Francesco al grande Bob, visto che il Principe non ha lesinato in passato tali rimandi.
Bene, anche in "Amore nel pomeriggio" non mancano le strizzate d'occhio a Dylan, a partire fin dalla prima canzone "L'aggettivo mitico". Intanto si tratta di un testo abbastanza dylaniano con immagini apocalittiche e suggestive di un mondo in sfacelo (questa almeno è l'impressione che ne ho ricavato io) ricco di immagini simboliche e visionarie come nello stile di molti brani di Bob. De Gregori dissemina nel racconto personaggi come Cassandra, il Beato Angelico, Socrate ed in questo può ricordare certi brani di Bob dei '60 in cui proliferavano i vari Shakespeare, Ofelia, Einstein, Giovanni Battista e Robin Hood.
Addirittura, quando cita il Beato Angelico, De Gregori canta "il Beato Angelico dipinge muri di periferia", un verso che mi ha rimandato subito a Stuck inside of Mobile dove il "ragman" disegnava cerchi sui muri degli edifici.
Ma il più evidente e chiaro riferimento a Dylan in questo primo brano del nuovo album di De Gregori è nelle ultime strofe quando Francesco canta che "La risposta è confusa nel vento", parafrasando chiaramente il celebre verso di Dylan "La risposta soffia nel vento" dalla mitica Blowin' in the wind. Forse che De Gregori vuole alludere al fatto che se una volta (leggi negli anni 60 e 70) la risposta soffiava nel vento ma risultava chiara e leggibile a tutti, nella nostra epoca invece essa è "confusa nel vento" al punto che è difficile ascoltarla?...
Un altro chiaro rimando a Dylan, forse l'ennesimo omaggio, è a mio avviso contenuto nel titolo della nona canzone di "Amore nel pomeriggio". Si tratta infatti di un bellissimo brano chiamato "Cartello alla porta" che non può non ricordare quello di Dylan dal titolo "Sign on the window", dall'album "New Morning".
Anche se il titolo di Bob in effetti è "Cartello alla finestra" tuttavia nel brano Dylan canta anche "Sign on the door", appunto "Cartello alla porta", esattamente il titolo del brano di De Gregori. Non dimentichiamoci poi che proprio da "New morning" De Gregori aveva già preso ispirazione per la sua "Buonanotte fiorellino", modellata come affettuoso omaggio a Dylan sulla "Winterlude" di Bob. A questo punto, dopo "Cartello alla porta" viene seriamente da pensare che Francesco adori quell'album di Bob.
Tra l'altro anche musicalmente il pezzo di Francesco è molto dylaniano, in particolar modo si potrebbe inserire stilisticamente tra quelli di "Nashville skyline" con un sound country tipico del Dylan di quel periodo.

Come nota finale segnalerei "Canzone per l'estate", brano scritto da Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori e pubblicato nel 1975 sull'album "Volume 8" di Fabrizio.
Probabilmente De Gregori ripesca questo vecchio pezzo come omaggio all'amico scomparso ("Amore nel pomeriggio" è il primo album di FdG dopo la morte di De Andrè).
Questo almeno è quello che penso io dal momento che De Gregori ha scritto: Ho messo la nostra canzone (Canzone per l'estate) in questo disco non per fargli un omaggio (Non ne ha bisogno e non so se gli piacerebbe). E' solo una buona canzone che oggi, dopo tutti questi anni, sento un po' più mia.

La versione nuova di Francesco è molto bella, direi superiore alla prima, molto più orecchiabile.
Francesco cambia alcuni versi:

"Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo dare" della versione di De Andrè diventa
"Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo amare"

"Le tue nuvole in affitto" diventa nella nuova versione
"Le tue vergini in affitto"

"Col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza" vede scomparire nella nuova versione di De Gregori la frase
"col tuo ossigeno purgato"

"E ogni giorno un altro giorno da contare" del brano di Fabrizio diventa
"E ogni giorno un altro giorno da scontare"

"Con l'idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori" diventa "Con lo scemo in giardino ad isolare le tue rose migliori"

"col tuo freddo di montagna" diventa
"col tuo freddo di campagna"

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