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22ma puntata
DYLAN/BAEZ/SANTANA
a cura di Michele Murino


Il 31 maggio 1984 Bob Dylan si esibisce ad Amburgo durante il tour Dylan / Baez / Santana.
Duetta con Joan Baez cantando "Blowin' in the wind", con Carlos Santana special guest alla chitarra. Esiste un video di questo show (da cui sono tratte le immagini di questa pagina). Circa venti minuti con le notizie del telegiornale tedesco, frammenti della conferenza stampa con alcune dichiarazioni di Dylan ed estratti di alcune canzoni: Like a rolling stone, The lonesome death of Hattie Carroll, Blowin' in the wind, Tombstone blues.







Joan Baez si scatena su "Blowin' in the wind" con un sensuale ballo e con ampi gesti verso il pubblico per incitarlo a cantare il ritornello della canzone. Bob appare molto più "statico"...


Carlos Santana alla chitarra

Da "Bob Dylan", di Howard Sounes: Bob riprese la tournée nel 1984. Aveva firmato con Bill Graham un contratto per un lucroso tour europeo negli stadi. Per farsi sentire in luoghi giganteschi come la Wembley Arena di Londra o il Parc de Sceaux di Parigi, Bob aveva bisogno di sonorità potenti e chiese a Mick Taylor di mettere insieme un esperto gruppo rock. « Una cosa molto semplice » racconta Taylor. « Solo basso, chitarra, batteria e tastiere. Io e lui suonavamo la chitarra. » Ian McLagan, ex componente dei Faces, venne ingaggiato per suonare l'organo. Il batterista era Colin Allen, vecchio amico di Taylor. L'unico americano del gruppo era il bassista Greg Sutton. La tournée era cominciata all' Arena di Verona il 28 maggio e si era spostata per tutta Europa fino a luglio, davanti a platee anche di centomila persone. La prima sera cominciò a piovere inaspettatamente e il concerto risultò una cosa un po' raffazzonata. Il gruppo non aveva provato abbastanza e, secondo McLagan, conosceva solo approssimativamente i pezzi che avrebbero suonato. Taylor aveva notato che Bob era preoccupato prima di entrare in scena. Le sere successive, però, gli restituirono un po' di sicurezza e tenne concerti più lunghi. « Ricordo che quando facevamo le prove per il tour Bob diceva: 'Mi piacerebbe che suonaste un paio di pezzi da soli' » ricorda Taylor. « Ma poi non riuscimmo più a schiodarlo dal palco e finì col suonare da solo per qualcosa come venticinque minuti nel bel mezzo del concerto, con la chitarra acustica. » Bill Graham aveva ingaggiato artisti di supporto guidati da Carlos Santana; c'era anche Joan Baez, che era convinta di avere uno spazio pari a quello di Bob in cartellone e magari di poter cantare insieme a lui come ai vecchi tempi. Ma a parte un incerto duetto in Blowin' in the Wind al Sankt Pauli Stadion di Amburgo e un paio di altri pezzi all'Olympiastadion di Monaco, la cantante non fu mai invitata sul palco con Bob. Anzi, Joan sembrava metterlo a disagio. E se il nome di lei non compariva accanto a quello di Bob, dopo qualche giorno la cantante si era ritrovata in fondo al programma, a cantare di fronte a stadi semivuoti sotto la pioggia. Demoralizzata, abbandonò la tournee. Bob l'aveva chiamata nel suo camerino per salutarla: la ricevette sdraiato sul divano, con l'aria stanca, ma non abbastanza da impedirgli di provarci con lei. «Wow, che belle gambe» aveva detto passandole una mano sulla gonna (nota: nella sua biografia Joan tiene a precisare "sotto la gonna", vedi articolo in fondo a questa pagina). «Come te li sei fatti questi muscoli? » La Baez aveva tagliato corto e se n'era andata dopo un bacio di saluto. La tournée era stata un'esperienza umiliante per lei, e Bob l'aveva delusa quanto la prima volta in Inghilterra nel 1965. Considerando anche i loro rapporti negli ultimi vent' anni, Bob si era comportato così male nei suoi confronti che viene da chiedersi se gli importasse qualcosa di lei. La tournée si concluse quattro settimane dopo, in Gran Bretagna e Irlanda: ormai Bob aveva riacquistato tutta la sua autorevolezza sul palco, con indosso quel frac nero, e i concerti tornavano a far registrare il tutto esaurito, confermando che nonostante la tiepida accoglienza del 1981 Bob poteva ancora attrarre grandi folle. « Quando è tornato e abbiamo organizzato i concerti Dylan-Baez-Santana, era arrivato al top » afferma il promoter Harvey Goldsmith. Con una versione acustica e rivisitata di Tangled Up in Blue Bob aveva dimostrato inoltre di non aver paura di sperimentare anche davanti ad un pubblico così numeroso. Bob non era mai stato del tutto soddisfatto della versione di questo brano di Blood on the Tracks e ne aveva ora modificato ampiamente le immagini e anche i tempi del racconto. Pochi artisti di fama avrebbero avuto il coraggio di modificare una delle loro canzoni più note, ma quella nuova versione di Tangled Up in Blue riuscì migliore della precedente e divenne il punto di forza del disco dal vivo Real Live , pubblicato nel 1984.

Qui sotto Dylan and band durante una rovente "Tombstone Blues"
con Carlos Santana ancora come special guest



Mick Jones e Carlos Santana

Dylan durante la conferenza stampa

Il triste addio di Joan

Nella sua biografia Joan Baez ricorda con molta amarezza il tour Dylan-Baez-Santana 1984. Inizia dicendo che la Rolling Thunder Revue di otto anni prima era stata musicalmente un successo e questo la spinse a pensare che anche il tour che le proponevano con Dylan e Santana sarebbe stato ok.
Joan racconta che in passato lei e Bob avevano parlato spesso di fare un tour in Europa. Lei gli aveva proposto allora un breve tour europeo ma lui si era rifiutato perchè preferiva andare in tour in America Latina con Santana ("Lì non mi conoscono e non subirò pressioni su quali canzoni devo eseguire" le disse Bob). Però un mese dopo questa conversazione con Dylan, Joan Baez ricevette una telefonata con la quale il suo agente la informava che Dylan aveva accettato l'idea di fare un tour europeo con lei. Con enfasi Joan racconta che testualmente le disse: "BOB LO FARA'! VUOLE FARLO!". Joan racconta di aver pensato che fosse soprattutto una questione di soldi che aveva spinto Bob e che lei era alquanto sospettosa per questa riunione visto che il tour era stato annunciato come Dylan/Santana.
Joan fece di tutto per avere garanzie di un'uguale importanza data a lei e a Dylan in cartellone. Chiese che Santana aprisse gli show e che lei e Bob cantassero insieme oltre che separatamente. Le furono fatte molte promesse ma niente di scritto. Joan rilasciò alcune interviste in cui annunciava il grande ritorno della coppia Dylan/Baez poi cercò di parlare a tutti i costi con Bob per avere garanzie dalla sua viva voce. Bob a lungo fu irraggiungibile finchè una telefonata di Joan particolarmente insistente passò di mano in mano finchè la cornetta arrivò nelle mani di Bob che le rispose. Joan gli propose di provare qualche canzone ma Bob si rivelò "allergico" (parole di Joan) alla parola "provare". "Potremmo ripassare qualcosa", le disse.
Joan volò così da lui ad Amburgo ma scoprì che Bob non era più nell'albergo dal quale le aveva parlato.
Le dissero che sarebbe tornato in città solo in tempo per il concerto. Joan racconta che iniziò allora una serie di peripezie molto demoralizzanti per lei. Solo la prima data, racconta la Baez, ebbe una vaga parvenza di quel che le avevano promesso. Santana aprì lo show ("gettando il suo ego dalla finestra, sia benedetto" scrive Joan), lei cantò con notevole successo e poi si avvicinò a Dylan durante una pausa dello show, in uno dei momenti in cui Bob  non era circondato dal suo gruppo di guardaspalle. Joan lo salutò e Bob le chiese: "Dobbiamo fare qualcosa insieme?". "Credo proprio di sì", gli rispose lei. Joan racconta che Bob continuava a massaggiarsi la schiena che gli doleva. Poi gli propose di cantare Blowin' in the wind. "Ma certo, se ti va!" fu la risposta di Bob.
I risultati furono penosi, scrive la Baez. Ben presto dovette cedere a Santana e rassegnarsi ad aprire lei gli show.
Decisa a salvare almeno gli show francesi si impuntò con il suo agente chiedendogli di verificare attentamente i nomi in cartellone e tutto il resto ma a Vienna lesse su un numero di Liberation la pubblicità del prossimo concerto parigino dove veniva ancora data soltanto come "guest star".
Telefonò a Bill Graham (che organizzava il tour) e disse che non avrebbe cantato a Parigi. Dapprima lui le offrì più soldi ma lei disse che non era una questione di denaro. Quando Bill capì che Joan non minacciava invano, prese un aereo dalla Spagna e si recò in Italia (dove intanto la Baez si era recata) per convincere Joan.
Graham la supplicò, la lusingò, le disse che non c'era mai stata la certezza che avrebbe potuto cantare con Dylan. Lei fu irremovibile ed alla fine offrì anche un gelato quattro gusti allo sconfitto. La Baez pagò una penale per il suo ritiro e la cosa finì lì.
Joan andò poi a Copenaghen ad assistere ad una data del tour Dylan/Santana, prima di prendere di nuovo l'aereo per l'Italia dove stava tenendo una tournée personale di gran successo.
Graham le si avvicinò dicendole che se davvero lasciava il tour allora Bob voleva parlarle. "Quando ti dicono che Bob vuole parlarti - scrive Joan - significa che tu devi andare da lui. Non è mai lui che viene da te".
Joan raggiunse allora Bob che era nella sua stanza e dopo aver atteso un bel po' e superato una serie di guardie del
corpo fu introdotta nella stanza (...mi fecero segno di tacere, neanche stessimo entrando in una cattedrale - scrive ironica Joan).
Bob era seduto sul divano con gli occhi chiusi e i piedi sul bracciolo.
"Mi chinai a baciarlo sulla fronte sudaticcia, coperta di biacca. Aveva l'aria, come dicono gli inglesi, come se fosse stato trascinato all'indietro attraverso una siepe.
Si guardò attorno con aria assonnata poi le disse:
"Credo di avere sognato di vederti in televisione. Almeno credo che fosse un sogno. Difficile distinguere la differenza. Portavi questa sciarpa azzurra. Almeno, quella era una sciarpa".
"Non è stato un sogno Bob, era una trasmissione da Vienna"
"Merda, stai scherzando? Devo essere più stanco di quanto pensassi.
Bob cominciò ad infilarmi una mano sotto la gonna, nell'incavo del ginocchio, su per la coscia.
"Ehi, hai delle gran belle gambe. Dove ti fai questi muscoli?".
"Provando. Sto in piedi e provo per un bel po' di tempo". Gli tolsi la mano da sotto la mia gonna e gliela rimisi sul suo petto.
"Allora", fa lui stiracchiandosi come un gatto. "Te ne vai già?".
"Sì, me ne vado".
"Come mai?"
"Devo prendere un aereo. E' quel genere di aereo che bisogna andare a prendere. Non è lui che viene a prendere te."
"Non ti andrebbe di restare, che facciamo qualcosina insieme?"
"Intendi dire cantare?"
"Già, fare qualcosetta insieme."
"No, non credo proprio Bob. Non a quel modo. Volevo farlo, lo sai, ma non ha funzionato. Chissà, forse un'altra volta. Adesso devo andare."
"Peccato. Ti sei divertita?"
"Certo Bob, è stata la più bella tournée del mondo."
Lo baciai di nuovo e me ne andai.
Michele Murino
 
 


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