“Ain't talkin' (il racconto)”


Sottotitolo “Elegia del Solipsismo”


un racconto irlandese di Dario Twist of fate

“In business people buy people not products” (Anonymous)

“Aristide è un personaggio dalla natura contemplativa e mistica. Si affaccia dal suo terrazzo, in pieno centro, di una qualsiasi metropoli europea. Il suo bel gazebo e le piante di cui si fregia lo rendono orgoglioso e malinconico in egual modo. Ripensa ai suoi vent’anni e a quando la sua chioma fulgida soffiava contro il vento: un canto di ribellione e speme. Adesso come il suo gladiolo infestato da parassiti sente una morsa stringergli il petto di reazionaria e razionale virtù. Credeva in libertà e giustizia e nel potere della parola, delle persone, che unite potevano sconfiggere ogni avversità. Era stato un tipo solidale e di saldi valori morali. Aveva creduto in tutte le cose giuste, e soprattutto aveva creduto nel mutamento, nella lotta e nelle possibili varianti di un socialismo più equo, dove i diritti dei singoli in nessun modo potevano ottenebrare i bisogni della collettività. Era un vento che soffiava parole dolci di solidale armonia e virtù. Soffiava per lungo tempo, dentro la sua chioma fluente. E forse senza neppure intaccare il suo intimo pensiero. Una visione onirica di amore e solipsismo di cui si vergognava e che ricacciava di fronte ai suoi colleghi di battaglie valorose. Guerriero impavido di libertà, corretto e ben disposto verso ogni cosa altra, proveniente da mondi lontanissimi, che come regali spezie invadevano la sua mente, oltre la fragranza del balsamo di cui i suoi boccoli necessitavano. Finché un giorno come tanti, qualcuno lo urtò mutando per sempre le sue ottimistiche visioni della vita, del mondo e delle canzoni. Ed egli rifuggì dal mondo pubblico nella preghiera e nella contemplazione del Cosmo. Il calore è dentro di noi e, ovunque andiamo, ci accompagna. Il sole è in ogni luogo o da nessuna parte. Se riesci incontrando il Trionfo e la Rovina a trattare questi due impostori allo stesso modo, a sopportare di sentire le verità che tu hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi o vedere cose per le quali hai dato vita, distrutte e umiliarti e ricostruirle con i tuoi attrezzi ormai logori allora sarai uomo di virtu'. E Aristide, da uomo che crede nei propri mezzi, volle costruire un’opera grandiosa come la vita stessa, logora, bagnata, incompiuta, furiosa eppure sempre ricca di fascino, mistero e desiderio. Ma proprio sul piu' bello si senti' dubbioso e abbandonato dal Fato, proprio come Parsifal nella ricerca del Sacro Gral. Ed allora realizzo' per la prima volta in vita sua una verita':-
Fin qui l’ignoranza e il dubbio hanno avvelenato la mia vita, ma ho marcato una linea nella sabbia e distinto i nemici dagli amici, e chi mi ha degnato di un rimprovero lo chiamo Fratello, chi mi ha sbeffeggiato senza ritegno alle spalle mentre in faccia mi riempiva di elogi ed entusiasmo lo chiamo traditore e nemico e lo vincolo ad una battaglia senza quartiere. In conflitto con me stesso, mi allontano sempre più dal mio precedete percorso di sonnolenza e cupidigia. Avrei bisogno di tutte le spade degli Inferi per sconfiggere i miei nemici, perché acuminata è la loro lingua più di queste lame consunte. E il mio ghigno non sufficiente a creare terrore nei ranghi avversi. La prossima volta che combatterò, costringerò la Morte ad amarmi, poiché voglio battermi persino con la sua falce avvelenata. Mantenendo la follia dentro il mio cuore, e comportandomi come una persona normale. Poiche' chi vince gli altri è muscoloso, ma chi vince se stesso è forte.
La vita riassunta in cinque minuti e nello sgaurdo da cerbiatta della tua collega che siede al tuo fianco. Anche lei non ha mai giocato a: “Scopri quanti psicopatici ti siedono a fianco”.Qui di sociopatici davvero un bel po', tutti chiusi dietro alle loro paure nella certezza dei loro schermi diciassette pollici.
Nel mistico giardino, stanotte siamo usciti a zoppicare e lamentarci in un'estate che non finira' mai; dentro un cuore fatto di nervi e dolore, di pece nera come questa notte che non riesco a superare. Mi sento senza piu' una lingua mia, Padrone solo delle mie menzogne e dei mie stracci maleodoranti, in questo attimo di solipsismo e di ancestrale furore. Adesso e' il momento in cui le lance dei mie avversari si spezzeranno sotto la corazza della mia accidia. Sono passato oltre la fresca fonte di cristallo. Non posso far altro che osservare il mondo con occhi nuovi e bagnati da questa pioggia sottile che investe il mio futuro, ogni certezza e ogni cordoglio. Ma non e' tempo di preghiere vane, questo e' il mio privato Gethsemani. Aspettero' i mie nemici che si presenteranno a volto coperto, ma io saro' armato fino ai denti e faro' alleati fra queste mura. Usero' ogni anima maledetta per i mie servigi. Pieni ho gli occhi di lacrime, secche le labbra. Se dormienti colgo i miei nemici. Nel sonno li massacrerò.
Amicizia virile. Solo vincolo sacro di mistica unione & concetto di Fratellanza
Ed Ella mi donerà col suo grosso seno da Antica Matrona, bella e possente

La passione e la passionalità
Con un capezzolo grosso come un’oliva
Di un Irrazionale benessere
Parto sterile, Pasto Nudo & Sega rabbiosa
Spingere il cazzo fino in fondo al suo ventre
Solo per dimostrare di essere vivo

Un caldo torrido
Mambo & cubetti di ghiaccio carminio
Zaffiro & Rubino
Mare e merda

Tradizione e innovazione
Affetto per se stessi
Afasia con gli altri
Non esco, non resto a casa: non respiro! Ma vivo… adesso per la prima volta, forse…
Una giovane donna lavora svogliatamente in uno studio fotografico, indossa sandali di cuoio fetish

Il divino Blake si scopa un angelo ribelle ermafrodita
Io resto ad osservarli in trepidazione
E non so far altro che prendere appunti
Come un giovane allievo imbranato
Ma la mia matita non è ancora stata spuntata
Ma la mia mattina non è ancora sgorgata

Pistole cariche d’anfetamina
Cartucce buone per dire stronzate
Geniale idiozia è il mio verbo!
Professo un codice caduto in disuso che arranca su stampelle di merda e d’ipocrisia

Vigliacco che popola il mio quieto sonno
Infestato da una ludica visione di silenzioso benessere,
che tento invano di coprire
Teppista del mio Avvenire
Pusher utopista di mezza tacca
Ventre di Donna, Matrona di Austero Splendore
Occhi languidi come uno yogurt
Mi cullano nel delirio

Tocco il pizzo delle mutandine
Per assaggiare il tuo orifizio anale
Tartufo di candido splendore
Vagina di immenso fascino
Etera betulla
Floreale selva che popoli il boscoso silenzio della mia anima

Prendi il mio coltello e squarciane ogni mia presuntuosa certezza
Manganello di carne e nervi
Fa saggiare l’infinito a questo miraggio di Femmina
E falle perdere questa sua superba espressione di consapevole conformismo e di ambigua sincerità!

Tutti i miei leali e beneamati compagni mi dan la loro approvazione e condividono il mio codice
Professo una fede da tempo abbandonata e non ci sono altari su questa lunga e solitaria strada Luminosi son i cieli, veloci corrono le ruote. Fama ed onori mai sembran svanire
Il fuoco è scomparso ma la luce non muore. Chi lo dice che non otterrò l'aiuto divino? Eterno è il soffrire. Porta lacrime ogni cantuccio ed ogni fessura...

Fine