Ivan Graziani

AGNESE DOLCE AGNESE

1) Taglia La Testa Al Gallo
2) Fame
3) Veleno All'Autogrill
4) Il Piede Di San Raffaele
5) Doctor Jeckyll E Mister Hyde
6) Agnese
7) Il Prete Di Anghiari
8) Fuoco Sulla Collina
9) Modena Park
10) Canzone Per Susy

I musicisti:

Gilberto "Attila" Rossi - batteria
Walter Calloni - batteria
Beppe Pippi - basso
Bob Callero - basso
Fabrizio Moschini - tastiere
Claudio Majoli - tastiere
Ivan Graziani - chitarre - rumore bianco - voce
Maurizio Preti - percussioni in "Taglia la testa al gallo"

Anna Bischi - assistenza artistica per i testi e le esecuzioni
Silvano D'Auria - assistenza al mix e arp in "Il prete di Anghiari"

Testi, musiche, arrangiamenti e produzione: Ivan Graziani
"Doctor Jeckyll e Mister Hyde" di Graziani/De Rosa/Graziani

Registrato negli studi "Il Mulino" (Milano)
Tecnico del suono: Piero Bravin
Mixage: Piero Bravin - Ivan Graziani
Grafica e disegno di copertina: Gaetano Liberatore

Grazie a Paolo e margherita Ponti, Pierluigi Bischi, Attilio De Rosa, Arturo Pecoraro, Walter D'Amore, Gatto Jerry, Riccardo Pizzamiglio ed altri il cui nome non posso dire in questa sede. Dedico "Fame" al mio vecchio amico Sergio Poggi perchè sa benissimo di cosa sto parlando e "Taglia la testa al gallo" a tutti quelli che non hanno dimenticato e non vogliono dimenticare le proprie origini. Grazie anche all'angelo cattivo, questa volta ha volato basso. Probabilmente pioverà e non ci sarà nebbia. "Veleno all'autogrill" è tratto da "Memorie di un impresario di campagna".

Ed. Universale Edizioni Musicali Srl

1979

(P) 1979 (C) 1997 BMG Ricordi S.p.A.
Numero Uno


Le Canzoni:

Taglia la testa al gallo
"Dedicata a tutti quelli che non hanno dimenticato e non vogliono dimenticare le proprie origini", è una bellissima ballata influenzata da melodie popolari e sonorità mediterranee con un egregio lavoro di chitarre acustiche. Bella la sezione ritmica con le percussioni di Maurizio Preti. Il testo è una sorta di filastrocca pervasa dalla dimensione magica legata alla cultura popolare e che fa capolino in questo disco in diverse canzoni: "Taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena... Se la tua terra è ancora in mano ai quattro mori... dimmi che senti... dimmi che provi... Terra salata terra bruciata, abisso di dolore...".
Ivan dichiarò parlando di "società antropofaga": "Taglia la testa al gallo è un pezzo fondamentale del disco. L'ho scritto proprio dicendo chiaramente che se c è qualcuno che ti dà fastidio gli devi tagliare la gola..."

Fame
Un testo tagliente ed acido col quale l'autore getta uno sguardo disilluso alle miserie della vita dell'uomo in cui "...la morte tua è vita mia": "Hai conosciuto la fame? E' una signora di classe... Vive nella spazzatura... La fame, infame e nera... Lei si presenta al momento giusto col suo profumo di pollo arrosto... In nome della fame ho ammazzato le illusioni piegando le ginocchia ho sfruttato le occasioni... e ho lavorato come un pazzo a cose in cui io non credevo lasciando che morisse l'erba che calpestavo...".
Musicalmente molto orecchiabile e con un bel ritornello.
Dichiarò Ivan: "Fame è un pezzo autobiografico... ero costretto a suonare della musica che non mi dava niente tranne i soldi... cose per Raffaellla Carrà... per fare un esempio. In nome della fame ho ammazzato le illusioni..."

Veleno all'autogrill
Un incalzante rock-blues dal bel ritmo serrato, una bella armonica ed un testo originale: un furto di salmone all'autogrill da parte di un autostoppista affamato, colto in flagrante e sbattuto in guardina (...per un pezzo di salmone dormirò in prigione...). Grandi chitarre elettriche nel rovente finale in quello che è un piacevole divertissement come spesso nella tradizione di Ivan che dichiarò che il brano era ispirato ad una storia realmente accaduta.

Il piede di San Raffaele
Per la focosa Signora Sofia che ha l'amante di diciotto anni che le chiede sempre più soldi, per Don Isidoro che si traveste da donna con il bracciale d'oro e di corallo e che si ossigena i capelli, si mette la sciarpina di seta, le scarpe verdi e i collant e se ne va in giro di notte in luoghi equivoci... non c'è che un sistema per la remissione dei peccati: baciare il piede santo di San Raffaele (...perchè dove tu hai peccato lui ti ravvede... però soltanto se gli baci il piede). Un testo ricco di sarcasmo e una accattivante musica "old style" per uno dei brani più stravaganti ed originali di Ivan.
Ivan disse: "E' un'analisi amara di due personaggi della nostra epoca, la signora un po anzianotta che è stata bella e il finocchio di provincia..."

Doctor Jeckyll e Mister Hyde
Musicalmente uno dei brani migliori di Ivan, è un bel rock'n'roll molto vicino alle sonorità dei primi Beatles (da sempre amatissimi da Graziani) con qualche spruzzata di blues ed un grandissimo riff di chitarra. Il ritratto di uno strano Doctor Jeckyll/Mr.Hyde pieno di difetti ma che "...come lo metti è bravo...", che gira il mondo e paga tutto con parole, che è pieno di donne e cambia sempre pelle... uno che... "se lo giri è uguale...". Lui è "quello che non vuoi... ma sei".
Scritta con Attilio De Rosa, un giornalista istriano amico della famiglia Graziani che una sera andò a trovare Ivan e sua moglie Anna: "Ivan e Attilio quella sera si misero a scrivere il pezzo... Il titolo nasce da un'idea di Attilio..." ricordò Anna.
"E' un brano autobiografico", dichiarò Ivan.

Agnese
Uno dei capolavori di Ivan e uno dei suoi celebri ritratti femminili. Inizia con una citazione da "While my guitar gently weeps" dei Beatles nel primo verso tradotto quasi letteralmente: "Se la mia chitarra piange dolcemente...", per poi inoltrarsi in una dolce e struggente galleria di immagini nostalgiche che rimandano con la mente a giorni lontani e felici mentre il presente del protagonista è fatto di nebbia nei polmoni mentre va in bici la mattina presto (...ma non c'è più Agnese seduta sul manubrio a cantar canzoni...).
Come per le altre celebri canzoni di Ivan inseribili in questo filone, da Firenze a Lugano addio, anche per Agnese va sottolineata la grande capacità dell'autore di abbinare un cantato che trasmette il senso di rimpianto per qualcosa che si è perso a bellissime e delicate immagini che portano allo stesso tempo ricordi dolci e amari, oltre a versi dalle soluzioni ardite come "...se continuo a bere i miei liquori inquinati... è vero che quei giorni... non li ho dimenticati..." e malinconicamente struggenti come nel verso finale "Agnese dolce agnese color di cioccolata adesso che ci penso... non ti ho mai baciata...".
La canzone fu anche al centro di un "caso" quando, tempo dopo la sua uscita, Phil Collins pubblicò un brano dal titolo "A groovy kind of love" che musicalmente era praticamente identico ad "Agnese". Ma Phil Collins non aveva plagiato Graziani. Semplicemente entrambi gli artisti avevano rielaborato un brano di Muzio Clementi, musicista del 700, spesso presente nei libri come esercizio di pianoforte.
Ivan: "Agnese è autobiografica... mi sono ricordato di questa ragazzina gagliarda... era una ragazzina che mi piaceva ma che si faceva scarrozzare in bicicletta e basta... non faceva altro... Dio bono... ho dedicato una canzone alle mie frustrazioni giovanili..."

Il prete di Anghiari
Uno strano e misterioso testo, una sorta di leggenda oscura che ha per protagonista "il prete di Anghiari", "l'orco cattivo delle saghe del nord" che nella giacca "ha un paio di ali" e non parla mai del suo passato. I vecchi raccontano che ogni anno a giugno, nella notte fatata del Santo Giovanni all'incrocio più buio di quattro strade, il prete si toglie la giacca e batte le ali dopo aver sputato in terra per compiere il rito...
Ivan dichiarò a proposito di questo brano: "Richiama la dimensione magica e rituale dei nostri canti tradizionali abbruzzesi (anche se ho scelto un'ambientazione toscana). E' tutta impostata su queste dimensioni. Con "Il prete di Anghiari" volevo unire la passione per il rock alla dimensione magica..."
Ancora un grandissimo riff di chitarra caratterizza il brano.

Fuoco sulla collina
Musicalmente splendida è una delle migliori canzoni di Ivan, con un testo estremamente affascinante nella sua ermeticità, costruito quasi per ellissi, profondamente evocativo e ricco di suggestioni e di versi di rara bellezza, un andamento a volte in stile progressive ed uno splendido lavoro di chitarra elettrica.
"Ieri ho sognato un giardino... nel sogno con me c’era un uomo... lui mi girava le spalle solo perché non vedessi il suo viso. Ti prego lasciami andare... ti prego chiunque tu sia... com’è che sei così cieco... non vedi, c’è il fuoco sulla collina..."
Un brano onirico di grandissimo fascino caratterizzato da bellissimi assoli di chitarra elettrica.
In un'intervista Ivan dichiarò che "Fuoco sulla collina" era in assoluto la sua canzone che amava di più e la spiegò così: "Fuoco sulla collina" rappresenta il crollo delle illusioni. Una figura di rivoluzionario che grida "E' scoppiata la guerra... finalmente tutti a combattere...". Ma sono i contadini coi trattori..."

Modena Park
Poco convincente sia per quello che riguarda il testo (poco ispirato) che per quel che riguarda la musica (alquanto banale), sa più di riempitivo che altro.
"E' tanto che parliamo seduti sul divano di scuola, droga, sesso e di tutto quello che vuoi tu, è bello sai, mi piace quel che dici. Oh, io credevo di aver chiuso, di non riuscire più a capire... poi in mezzo a questa notte sei arrivata tu e adesso sì che una cosa ce l’ho chiara nella mente. Ed è che qui, le ragazze hanno gli occhi verdi e le tue idee... A Modena Park, puoi starci anche tutta la vita..."

Canzone per Susy
Il disco si chiude con una bella canzone, tra le più tipiche di Graziani, con un testo cinematografico ed una delle sue classiche storie al limite del surreale (chissà se vere o inventate... ma in questo caso Ivan disse che si trattava di una storia vera, aggiungendo: "Io alla fantasia non ci credo... la realtà è molto più fantastica, basta leggere un giornale...). Lo sfondo è, come spesso nel caso di Ivan, quello della provincia italiana. Susy è una cantante innamorata del suo bassista, un bassista duro di rock 'n' roll che si adatta a suonare valzer, e canta per passione esibendosi in provincia. Lui è sposato e sua moglie una sera per vendicarsi della rivale si apposta nel camerino e le taglia i lunghi capelli: "Oh Susy, quella sera... perchè sei entrata dentro al camerino... adesso avresti ancora i tuoi capelli lunghi... lunghi lunghi fino al mandolino..."
Bellissima la lunga coda strumentale.

Michele Murino