Spanish Johnny

Jokerjohnny.I
"Jokerjohnny.I" è il primo CD degli Spanish Johnny ed è un lavoro breve (cinque brani originali) ma decisamente interessante, con una sorta di viaggio western che prende le mosse dalla sequenza cantata da Bruce Springsteen nella sua "Incident on 57th street"...
I personaggi di Spanish Johnny e Puerto Rican Jane, lasciati al loro destino nel brano del Boss, lì sulla 57ma strada, rivivono nel disco degli Spanish Johnny che hanno immaginato un seguito alla storia ed hanno anche fatto un ardito collegamento con una poesia opera dalla scrittrice americana Willa Sibert Cather il cui titolo - "Spanish Johnny" - magari è rimbalzato nella testa di Springsteen per la sua storia dei moderni Romeo & Juliet dei bassifondi.
Il disco degli Spanish Johnny (sei brani in italiano ed una cover in inglese) si apre appunto con "Spanish Johnny" (caratterizzata musicalmente da una grande energia e da ficcanti chitarre elettriche), prosegue con una tirata ballata elettrica dal testo tagliente come un rasoio ("Zabulon") e con quello che è a mio avviso il brano migliore dell'album, "Tombstone", una ballata melodica di grande impatto.
Poi una deliziosa cover di Bob Dylan, "Jokerman", gratificata da uno strepitoso arrangiamento con tanto di trombone che in un certo qual modo trasporta il brano vent'anni nel passato, nello scantinato di Big Pink, in una ideale reinterpretazione alcolica di Bob & The Band. Geniale l'idea di eliminare il ritornello ricorrente ("Jokerman dance to the nightingale tune...") e trasformarlo in incipit e chiusura del brano sostituendolo nel corso della canzone con un irresistibile "...He's a Jokerman..." (belle anche le variazioni di testo tra cui un molto più diretto - rispetto alla versione dylaniana - "You're going to Sodom and Gomorrah... But what do you care? Ain't nobody there would want to fuck your sister").
Il disco si chiude con un altro testo molto acido ("Demas"), con un regalo dei Gang (una toccante poesia dal titolo "Figlio", recitata dalla voce storica dei Gang, Marino Severini) e infine con "Leaving Las Vegas".
Un bel disco "roots-rock", tra Steve Earle, Neil Young e Bruce Springsteen, un timbro ed una coloritura vocale, un modo di porgere le liriche ed una progressione metrica che a volte rimanda a De Andrè (padre e figlio) ed a Massimo Bubola.
Gli Spanish Johnny, nati come cover band, sono: James O' Presley (James Gelfi) alla batteria, Geremiah Smith (Tommy Fusco) al basso, Santiago Lobo (Paolo Panteghini) e Blu Dakota (Tommaso Vezzoli) alle chitarre, Henry Dakota (Enrico Vezzoli) alle tastiere, trombone, fisarmonica ed harmoniun, Cletus Cobb (Alessandro Ducoli) voce, chitarre acustiche ed armonica (nonchè autore dei testi originali della band).
...don't worry about the death of r'n'r' - chiosano gli SJ sul retro copertina - ...it's not today!
Michele Murino

SPANISH JOHNNY - "Jokerjohnny.I"

Tracklist:
1) Spanish Johnny
2) Zabulon
3) Tombstone
4) Jokerman
5) Demas
6) Figlio
7) Leaving Las Vegas


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