Happy Birthday Bob Dylan!
di Michele "Napoleon in rags" Murino
Cari amici (ma soprattutto amiche) di Maggie's Farm, vado a raccontarvi tra immagini e parole, aneddoti e fotografie, le due serate dylaniane di Milano ed Aosta alle quali ho preso parte in occasione del compleanno del nostro Bob (che il Signore lo protegga ad aeternum).

Ed è stata soprattutto una festa in musica quella che si è svolta Mercoledì 24 maggio 2006 presso la "Salumeria della Musica" di via Pasinetti, a Milano, per celebrare i 65 anni di Bob Dylan, nel giorno del suo genetliaco.
Uno speciale della trasmissione radiofonica "Rock Files" (in onda sulle frequenze di Radio Lifegate) il cui "anfitrione" è stato naturalmente Ezio Guaitamacchi, veterano del giornalismo Rock-e-non-solo ed il cui nome per tutti noi magfarmiani, e per i dylaniani in genere, resta (anche) legato al celebre speciale televisivo di Tele+ con il concerto-tributo a Dylan nel 1992 al Madison Square Garden (The 30th Anniversary Concert Celebration), che Guaitamacchi commentò coadiuvato dal dylaniano d.o.c. Angelo Branduardi. Una pagina memorabile della storia della televisione.
Guaitamacchi ha inaugurato la serata con un aneddoto tra mito e realtà relativo ad un incontro (leggendario, appunto) tra Bob Dylan e Brian Jones a New York, in una camera d'albergo in cui, con la partecipazione di Bill Wyman, si tenne una jam nel giorno di un black-out elettrico che colpì la metropoli statunitense...
A seguire una splendida versione di "Like a rolling stone" eseguita da Ezio & Brunella (chitarra e voce) che ha davvero dato i brividi al pubblico che affollava numeroso la "Salumeria della Musica". Un pubblico tra cui spiccava la presenza di Carlo Feltrinelli che però - mea maxima culpa :o) - il sottoscritto NON ha riconosciuto subito, sicchè gli ho parlato per un po' trattandolo come un dylaniano "qualunque" (!) e rischiando una figuraccia (anche perchè quando si è presentato non ho colto immediatamente, nel rumore circostante, il suo nome e solo qualche minuto dopo ho realizzato di chi si trattasse).
Ricordate quando Dylan non riconobbe Stevie Ray Vaughan e gli passò davanti senza salutarlo? Ecco, una roba del genere... :o)
Ma torniamo allo show che è proseguito con un altro superdylaniano d.o.c., Paolo Vites, che è salito sul palco per parlare del programma radiofonico che vede in questi giorni Bob nell'insolita veste di disk jockey ("Theme Time Radio Hour With Your Host Bob Dylan"), programma di cui il pubblico ha potuto ascoltare alcuni frammenti.


Massimo Priviero

E' stata poi la volta di Massimo Priviero che ha eseguito una "Chimes of freedom" molto springsteeniana ed una rabbiosa e blueseggiante "Girl From The North Country" e, a seguire, Sonia Erbetta ha letto un breve frammento da "Chronicles Volume 1" nella traduzione di Alessandro Carrera (giusto l'incipit del primo capitolo).
Ezio Guaitamacchi ha poi chiamato sul palco Giorgio Thoeni, della Radio Svizzera, il quale ha eseguito insieme ad Alberto Bianda due classici dylaniani, "Masters of war" e "Highway 61 Revisited", molto bella e trascinante - quest'ultima - anche in versione acustica.


Laura Fedele

E' salita poi sul palco Laura Fedele, cantante, pianista e compositrice jazz e blues, che ha eseguito una straordinaria versione di "Just like a woman", stranamente preceduta da un brano non dylaniano, "Don't let me be misunderstood".


Claudio Rocchi

A seguire, Claudio Rocchi si è esibito in un brano dei Traveling Wilburys (il super-gruppo con Dylan, Harrison, Petty, Orbison e Lynne), "Handle with care", dopo aver spiegato nel dettaglio la storia del brano, della nascita del gruppo ed il testo della canzone, verso per verso.


Michele Murino ed Ezio Guaitamacchi

Poi è toccato al sottoscritto salire sul palco e parlare del nostro sito, del mio nuovo libro "Bob Dylan - Percorsi" (l'avete comprato tutti, vero?) e - su richiesta - dell'aneddoto del Dylan del post-incidente motociclistico che cercava di prendere a fucilate i "dropouts" che tentavano di introdursi in casa sua, a Woodstock.


Alberto Fortis

E' stata poi la volta di uno dei miei miti giovanili, il grande Alberto Fortis, che ha eseguito al pianoforte un breve medley di suoi brani (tra cui una delle più belle canzoni mai scritte, imho, "Settembre") e, a seguire, una splendida versione di "Forever Young", con la quale idealmente abbiamo tutti augurato buon compleanno (e lunga vita) a Bob.
Nel gran finale tutti gli artisti sono ritornati sul palco per chiudere in bellezza con l'inevitabile ed applauditissima "Knockin' On Heaven's Door" all-stars-version.
In conclusione i miei ringraziamenti di cuore vanno agli organizzatori di questa bellissima serata per avermi invitato tra così tanti prestigiosi ospiti ed avermi concesso così tanto spazio in questa festa per i 65 anni del nostro Bobby... ma sappiate che la prossima volta pretendo di esibirmi sul palco nel mio cavallo di battaglia, "Tangled up in blue"!


La foto della "Salumeria della Musica" è tratta da http://immagini.milanotonight.it/
La foto di Massimo Priviero è tratta da http://www.priviero.com
La foto di Laura Fedele è tratta da http://www.muempfer.de
La foto di Alberto Fortis è tratta da http://www.theplace.it
La foto di Claudio Rocchi è tratta da http://www.bielle.org

E una grande serata è stata anche quella di Aosta del 27 maggio presso l' "Espace Populaire", con il grandioso concerto dei Blackstones che hanno deliziato il pubblico aostano con i seguenti classici dylaniani: Like a rolling stone, A hard rain's a-gonna fall, I shall be released, When I paint my masterpiece, Mr. Tambourine man, Just like a woman, You're a big girl now, Joey, I'll remember you, Don't think twice it's all right, Forever Young, If not for you, Tonight I'll be staying here with you, One too many mornings, Idiot Wind, Mississippi, Love minus zero/No limit...


Foto di gruppo con The Blackstones all' Espace Populaire di Aosta.
Al centro in piedi Michele Murino. In primo piano da sinistra: Frank Night, Mick Dylan, Riki Van Der Wall.
Dietro da sinistra: Lanny Brush e Stefano Frison

The Blackstones hanno anche eseguito un brano di The Band, The Weight.
Il cantautore valdostano Stefano Frison è stato molto apprezzato in apertura di serata con le versioni italiane di It ain't me babe, Don't think twice it's all right e It's all over now baby blue (testi di Tito Schipa Jr.) e con alcuni suoi brani originali, Ma prima muori, Zona rossa e Ritmica anarchica.


The Blackstones, Stefano Frison e Michele Murino


Stefano Frison


The Blackstones

I Blackstones hanno iniziato il loro set con quella che è stata giudicata dalla rivista "Rolling Stone" la più grande canzone della storia del Rock, Like a rolling stone.
Ma la perla assoluta del loro concerto è stata a mio avviso A hard rain's a-gonna fall, in una scatenata versione in stile Rolling Thunder Revue. Da applausi "a scena aperta".
Grande successo anche per due classici come Don't think twice it's all right e Love minus zero/No limit, eseguite nella stratosferica versione del grande Eric Clapton.
Vera e propria apoteosi poi con la Mr. Tambourine man nella versione storica di Roger McGuinn e dei suoi Byrds.
Ma i Blackstones hanno avuto anche il coraggio di presentare due brani bellissimi quanto poco conosciuti come I'll remember you e uno dei capolavori di "Love And Theft", Mississippi.
Nel gran finale Mick Dylan (chitarra e voce), Frank Night (chitarra solista e voce), Lanny Brush (basso) e Riki Van Der Wall (batteria) hanno concluso poi il loro concerto con la super-classica Knockin' on heaven's door con la partecipazione di Stefano Frison e del sottoscritto.

Happy Birthday, Bob! L'appuntamento è tra un anno... sulla Highway 66!!!
Michele Murino


The Blackstones


Stefano Frison

Clicca qui per il sito ufficiale dei Blackstones



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