Ed è stata soprattutto una festa in musica quella
che si è svolta Mercoledì 24 maggio 2006 presso la "Salumeria
della Musica" di via Pasinetti, a Milano, per celebrare i 65 anni
di Bob Dylan, nel giorno
del suo genetliaco.
Uno speciale della trasmissione radiofonica "Rock
Files" (in onda sulle frequenze di Radio Lifegate) il cui "anfitrione"
è stato naturalmente Ezio Guaitamacchi,
veterano del giornalismo Rock-e-non-solo ed il cui nome per tutti noi magfarmiani,
e per i dylaniani in genere, resta (anche) legato al celebre speciale televisivo
di Tele+ con il concerto-tributo a Dylan nel 1992 al Madison Square Garden
(The 30th Anniversary Concert Celebration), che Guaitamacchi commentò
coadiuvato dal dylaniano d.o.c. Angelo Branduardi. Una pagina memorabile
della storia della televisione.
Guaitamacchi ha inaugurato la serata con un aneddoto
tra mito e realtà relativo ad un incontro (leggendario, appunto)
tra Bob Dylan e Brian Jones a New York, in una camera d'albergo in cui,
con la partecipazione di Bill Wyman, si tenne una jam nel giorno di un
black-out elettrico che colpì la metropoli statunitense...
A seguire una splendida versione di "Like a rolling stone"
eseguita da Ezio & Brunella (chitarra
e voce) che ha davvero dato i brividi al pubblico che affollava numeroso
la "Salumeria della Musica". Un pubblico tra cui spiccava la presenza di
Carlo Feltrinelli che però - mea maxima culpa :o)
- il sottoscritto NON ha riconosciuto subito, sicchè gli
ho parlato per un po' trattandolo come un dylaniano "qualunque" (!) e rischiando
una figuraccia (anche perchè quando si è presentato non ho
colto immediatamente, nel rumore circostante, il suo nome e solo qualche
minuto dopo ho realizzato di chi si trattasse).
Ricordate quando Dylan non riconobbe Stevie Ray Vaughan
e gli passò davanti senza salutarlo? Ecco, una roba del genere...
:o)
Ma torniamo allo show che è proseguito con un
altro superdylaniano d.o.c., Paolo Vites,
che è salito sul palco per parlare del programma radiofonico che
vede in questi giorni Bob nell'insolita veste
di disk jockey ("Theme Time Radio Hour With Your Host Bob Dylan"), programma
di cui il pubblico ha potuto ascoltare alcuni frammenti.
E' stata poi la volta di Massimo
Priviero che ha eseguito una "Chimes of freedom" molto springsteeniana
ed una rabbiosa e blueseggiante "Girl From The North Country" e, a seguire,
Sonia
Erbetta ha letto un breve frammento da "Chronicles Volume 1" nella
traduzione di Alessandro Carrera (giusto l'incipit del primo capitolo).
Ezio Guaitamacchi ha poi chiamato sul palco Giorgio
Thoeni, della Radio Svizzera, il quale ha eseguito insieme ad Alberto
Bianda due classici dylaniani, "Masters of war" e "Highway 61 Revisited",
molto bella e trascinante - quest'ultima - anche in versione acustica.
E' salita poi sul palco Laura Fedele, cantante, pianista e compositrice jazz e blues, che ha eseguito una straordinaria versione di "Just like a woman", stranamente preceduta da un brano non dylaniano, "Don't let me be misunderstood".
A seguire, Claudio Rocchi si è esibito in un brano dei Traveling Wilburys (il super-gruppo con Dylan, Harrison, Petty, Orbison e Lynne), "Handle with care", dopo aver spiegato nel dettaglio la storia del brano, della nascita del gruppo ed il testo della canzone, verso per verso.
Michele Murino ed Ezio Guaitamacchi
Poi è toccato al sottoscritto salire sul palco e parlare del nostro sito, del mio nuovo libro "Bob Dylan - Percorsi" (l'avete comprato tutti, vero?) e - su richiesta - dell'aneddoto del Dylan del post-incidente motociclistico che cercava di prendere a fucilate i "dropouts" che tentavano di introdursi in casa sua, a Woodstock.
E' stata poi la volta di uno dei miei miti giovanili,
il grande Alberto Fortis, che ha eseguito
al pianoforte un breve medley di suoi brani (tra cui una delle più
belle canzoni mai scritte, imho, "Settembre")
e, a seguire, una splendida versione di "Forever Young", con la quale idealmente
abbiamo tutti augurato buon compleanno (e lunga vita) a Bob.
Nel gran finale tutti gli artisti sono ritornati sul
palco per chiudere in bellezza con l'inevitabile ed applauditissima "Knockin'
On Heaven's Door" all-stars-version.
In conclusione i miei ringraziamenti di cuore vanno agli
organizzatori di questa bellissima serata per avermi invitato tra così
tanti prestigiosi ospiti ed avermi concesso così tanto spazio in
questa festa per i 65 anni del nostro Bobby...
ma sappiate che la prossima volta pretendo di esibirmi sul palco nel mio
cavallo di battaglia, "Tangled up in blue"!
La foto della "Salumeria della Musica" è tratta
da http://immagini.milanotonight.it/
La foto di Massimo Priviero è tratta da http://www.priviero.com
La foto di Laura Fedele è tratta da http://www.muempfer.de
La foto di Alberto Fortis è tratta da http://www.theplace.it
La foto di Claudio Rocchi è tratta da http://www.bielle.org
E una grande serata è stata anche quella di Aosta del 27 maggio presso l' "Espace Populaire", con il grandioso concerto dei Blackstones che hanno deliziato il pubblico aostano con i seguenti classici dylaniani: Like a rolling stone, A hard rain's a-gonna fall, I shall be released, When I paint my masterpiece, Mr. Tambourine man, Just like a woman, You're a big girl now, Joey, I'll remember you, Don't think twice it's all right, Forever Young, If not for you, Tonight I'll be staying here with you, One too many mornings, Idiot Wind, Mississippi, Love minus zero/No limit...
Foto di gruppo con The Blackstones all' Espace Populaire
di Aosta.
Al centro in piedi Michele Murino. In primo piano da
sinistra: Frank Night, Mick Dylan, Riki Van Der Wall.
Dietro da sinistra: Lanny Brush e Stefano Frison
The Blackstones hanno anche eseguito un brano di The Band,
The Weight.
Il cantautore valdostano Stefano
Frison è stato molto apprezzato in apertura di serata con
le versioni italiane di It ain't me babe, Don't think twice it's all right
e It's all over now baby blue (testi di Tito Schipa Jr.) e con alcuni suoi
brani originali, Ma prima muori, Zona rossa e Ritmica anarchica.
I Blackstones hanno iniziato il loro set con quella che
è stata giudicata dalla rivista "Rolling Stone" la più grande
canzone della storia del Rock, Like a rolling
stone.
Ma la perla assoluta del loro concerto è stata
a mio avviso A hard rain's a-gonna fall,
in una scatenata versione in stile Rolling Thunder Revue. Da applausi "a
scena aperta".
Grande successo anche per due classici come Don't
think twice it's all right e Love minus
zero/No limit, eseguite nella stratosferica versione del grande
Eric Clapton.
Vera e propria apoteosi poi con la Mr.
Tambourine man nella versione storica di Roger McGuinn e dei
suoi Byrds.
Ma i Blackstones hanno avuto anche il coraggio di presentare
due brani bellissimi quanto poco conosciuti come I'll
remember you e uno dei capolavori di "Love And Theft", Mississippi.
Nel gran finale Mick Dylan (chitarra e voce), Frank Night
(chitarra solista e voce), Lanny Brush (basso) e Riki Van Der Wall (batteria)
hanno concluso poi il loro concerto con la super-classica Knockin'
on heaven's door con la partecipazione di Stefano Frison e del
sottoscritto.
Happy Birthday, Bob! L'appuntamento è tra un anno...
sulla Highway 66!!!
Michele Murino
|
TIGHT CONNECTION |